Fukushima, i guai non finiscono mai: c’è una nuova perdita, contaminati altri operai

Scoperta la causa dello sversamento in mare di 300 tonnellate di acqua radioattiva: bulloni arrugginiti

[9 ottobre 2013]

I “liquidatori” della centrale nucleare di  Fukushima Daiichi hanno provocato una nuova perdita di acqua contaminata staccando erroneamente un tubo. Secondo la Nuclear Regulation Authority  (Nra) del Giappone «Almeno 6 operai sono stati spruzzati con l’acqua contaminata e vengono controllati per l’esposizione alle radiazioni».  Si tratta di acqua altamente radioattiva,  che contiene 37 milioni di becquerel per litro e che emette raggi beta.

La Tokyo electric power company (Tepco) che dovrebbe gestire la messa in sicurezza e lo smantellamento del cadavere radioattivo della centrale, dice che «Mercoledì mattina gli operai hanno erroneamente staccato un tubo dell’acqua da un giunto nei pressi di un impianto di dissalazione», causando una fuoriuscita di acqua radioattiva che è durata 50 minuti.

Secondo quanto ad afferma la Tepco, «L’acqua è contenuta all’interno di una barriera di  60 metri di lunghezza e  12 metri di larghezza barriera che circonda l’impianto è non è trapelata al di fuori del complesso».

Mentre gli incidenti nella centrale di Fukushima Daiichi si susseguono a ritmo quotidiano  e la Tepco ed il governo sembrano aver perso completamente il controllo della situazione, l’utility ha finalmente scoperto il motivo di un altro sversamento di acqua radioattiva da un serbatoio di stoccaggio, quello di agosto che ha dato il via ad un’impressionante catena di incidenti.  La Tepco ha rivelato oggi che «La causa sono stati i vuoti creati su piastre in acciaio che si erano corrose sul fondo del tank». Quindi semplice ruggine che però non avrebbe dovuto formarsi in serbatoi di stoccaggio che avrebbero dovuto essere a prova di ruggine.

E pensare che questo ha causato un incidente che ha sversato 300 tonnellate di acqua altamente contaminata, una parte della quale è finita nell’Oceano Pacifico.

Ora i funzionari della Tepco dicono di aver trovato «Piccole aperture intorno a 2 fori per i bulloni che uniscono le piastre di acciaio sul fondo della serbatoio» ed hanno scoperto corrosione attorno a buchi lunghi 1 – 2 centimetri e larghi appena 3 millimetri. Secondo la Tepco  «Le infiltrazioni di acqua contaminata dai fori dei bulloni  hanno corroso le piastre di acciaio, provocando l’ampliamento dei buchi».

La notizia è più che preoccupante, visto che a Fukushima Daiichi ci sono più di 300 serbatoi dello stesso tipo “a prova di corrosione” dove viene stoccata l’acqua altamente radioattiva pompata via dagli edifici dei reattori nucleari. E non tranquillizza nemmeno il fatto che la Tepco dica che, per evitare il ripetersi di perdite, prevede di sostituire, al più presto possibile, i serbatoi con altri con piastre in acciaio saldate.

La gestione di Fukushima Daiichi sembra la fatica di Sisifo: la Tepco ricomincia sempre da capo e non riesce mai a fare qualcosa di definitivo.