Fukushima, tracce di radioattività rilevate anche lungo la costa del Canada

Dosi minime di cesio, ma provenienti sicuramente dal disastro nucleare giapponese

[7 aprile 2015]

Gli scienziati della Woods Hole Oceanographic Institution (Whoi) hanno rilevato – per la prima volta in un campione di acqua di mare dalla costa del Nord America – la presenza di radioattività proveniente dal disastro nucleare avvenuto nella centrale Fukushima Daiichi dopo lo tsunami/terremoto dell’11 marzo 2011. Il campione, che è stato raccolto il 19 febbraio ad Ucluelet, nella British Columbia, in Canada, grazie alla collaborazione dell’Ucluelet Aquarium e contiene tracce di cesio (Cs) -134 e 137 al di sotto del livello dannoso per la salute umana e della vita marina stabilito a livello internazionale.

Negli ultimi 15 mesi, gli scienziati Whoi, con l’aiuto di volontari, hanno raccolto i campioni in più di 60 siti lungo la West Coast degli Stati Uniti e del Canada ed alle Hawaii per cercare tracce di isotopi radioattivi provenienti da Fukushima. Nel novembre 2014, il team ha trovato il primo campione contenente radioattività rilevabile da Fukushima a 100 miglia dalla costa della California settentrionale, ma fino ad ora non era stata ancora trovata  radioattività lungo coste o spiagge dove dal 2023 vengono fatti regolari campionamentui.

Ken Buesseler, un chimico marino della Whoi che dal 2011 sta misurando i livelli di radioattività nell’acqua di mare nei campioni provenienti da tutto il Pacifico, sottolinea che «La radioattività può essere pericolosa e ci deve essere un attento monitoraggio degli oceani, dopo quello che è stato certamente il più grande rilascio accidentale di contaminanti radioattivi negli oceani nella storia. Tuttavia, i livelli che abbiamo rilevato ad Ucluelet sono estremamente bassi»

Gli scienziati al Whoi stanno analizzando i campioni contenenti due tipi di cesio radioattivo che possono provenire solo da fonti antropiche: Cesio-137, la cosiddetta cesio “legacy”, che rimane dopo i test di armi nucleari nell’atmosfera e che si trova in tutti gli oceani del mondo a causa della sua emivita relativamente lunga di 30 anni, il che significa che il cesio 137 impiega 30 anni per dimezzarsi in un campione di decadimento. I reattori di Fukushima hanno immesso in mare una quantità senza precedenti di cesio-137 e di cesio 134. Dato che il cesio 134 ha una emivita di due anni, quello arrivato sulle coste canadesi può venire solo da una recente emissione e l’unica fonte recente di cesio 134 è stato il disastro di  Fukushima Daiichi.

Il campione di Ucluelet conteneva 1,4 Becquerel per metro cubo (Bq/m3) di cesio-134, un segno della provenienza da Fukushima, e 5,8 Bq/m3 di cesio 137. I ricercatori dicono che «Questi livelli sono paragonabili a quelli misurati a 100 miglia al largo della costa della California del Nord la scorsa estate. Se qualcuno nuotasse per 6 ore al giorno tutti i giorni dell’anno in acqua contenente livelli di cesio doppi di quello del campione di  Ucluelet, la dose di radiazioni che riceverebbe sarebbero ancora più di mille volte inferiori a quella di una singola lastra di raggi x dentale».

Buesseler per la sua ricerca ha fatto affidamento sul crowd-funding e sull’iniziativa di citizen sciences “Our Radioactive Ocean” per raccogliere campioni perché nessuna agenzia federale Usa  è responsabile del controllo delle radiazioni nelle acque costiere. E ora dice: «Ci aspettiamo che più i siti mostreranno livelli rilevabili di cesio-134 nei prossimi mesi, ma le correnti oceaniche e lo scambio tra le acque al largo e costiere è piuttosto complesso. Prevedere la diffusione delle radiazioni diventa più complessa quanto più ci si avvicina alla costa e ci serve l’aiuto del pubblico per continuare con questa rete di campionamento».

Recentemente il team di Buesseler  ha fatto una partnership con il programma canadese inFORM di Jay Cullen, dell’Università di Victoria, cosa che ha consentito di aggiungere altri punti di monitoraggio lungo la costa della British Columbia. Le prossime crociere con la Scripps Institution of Oceanography di La Jolla, California, aggiungeranno più di 10 nuovi siti di campionamento in mare aperto. Sempre nel 2015, un progetto  dell’oceanografa della Whoi Alison Macdonald, finanziato dalla National Science Foundation , analizzerà oltre 250 campioni di acqua di mare raccolti da una crociera di una nave da ricerca che a partire da maggio navigherà tra le Hawaii e le isole Aleutine, in Alaska.