Fukushima tre anni fa: gli esseri umani non sono tagliati per controllare l’energia nucleare

[11 marzo 2014]

Vox Populi, Vox Dei è una popolare rubrica quotidiana del giornale giapponese Asahi Shimbun che, in prima pagina, si occupa di molti argomenti, tra i quali cultura, arti e trend e sviluppi sociali. E’ un piccolo editoriale con il quale i più noti giornalisti di Asahi Shimbun approfondiscono temi e prospettive del Giappone contemporaneo e della sua cultura. Oggi, a 3 anni dal terremoto/tunami che colpì il Giappone l’11 marzo 2011, Vox Populi, Vox Dei (intitolato Humans not cut out to control nuclear energy) non poteva che parlare dell’anniversario della tragedia nucleare di Fukushima Daiichi e greenreport.it pensa che non ci sia modo migliore che dare voce ai colleghi giapponesi per ricordare un evento che ha segnato e segnerà la storia del Giappone e del mondo. Ecco Vox Populi, Vox Dei dell’11 marzo 2014:

Le risaie erano coperte di erbacce che si erano appassite e diventate marroni. Teli di plastica verde ricoprivano cumuli di terreno contaminato dalle radiazioni ammucchiato durante il lavoro di decontaminazione. Barricate erano state collocate qua e là lungo le strade e gli accessi alle case per impedire alla gente di oltrepassarli. I livelli di radiazione nell’autobus continuavano ad aumentare.

Mentre recentemente viaggiavo attraverso le “difficult-to-return zones” sulla mia strada per la centrale nucleare n° 1 di Fukushima, mi sono ricordato il giorno in cui ho intervistato un esperto nazionale di sviluppo del territorio, mentre si occupava delle conseguenze del grande terremoto di Hanshin nel 1995 . In definitiva, probabilmente non c’è luogo in Giappone, dove le persone possono vivere in assoluta sicurezza. Questo è il nostro destino, mi disse l’esperto.

Le enormi calamità naturali vanno oltre la saggezza umana. Tre anni fa, in aggiunta alle catastrofi naturali sotto forma di un terremoto e di uno tsunami, un terribile incidente causato dall’uomo è avvenuto presso una centrale nucleare, che era stata avvolta nel un mito della sicurezza. Anche ora, la causa esatta dell’incidente è ancora da determinare. Mi ritrovo sempre a pensare che anche l’energia nucleare è qualcosa che va oltre la saggezza ed il controllo umano.

Ho visitato i locali della centrale nucleare di Fukushima. Un gran numero di serbatoi di stoccaggio dell’acqua stanno vicini, insieme. Di recente, a febbraio, si è scoperto che avevano sversato circa 100 tonnellate di acqua altamente radioattiva. E’ in corso di realizzazione un importante progetto per bloccare l’acqua sotterranea perché non si avvicini ai reattori nucleari. La situazione è ben lungi dall’essere “sotto controllo”, come dichiarato dal primo ministro Shinzo Abe.

Dopo il disastro, ho sentito che un dirigente di una electric power company sbottare: “Perché è la politica nazionale…”

Sembrava come se la company fosse stata impegnata nella produzione di energia nucleare, perché il governo aveva detto di farlo, ma che, in realtà, fosse un lavoro troppo pericoloso da gestire per una società privata. Questo è ciò che realmente voleva dire, ho capito quanto fosse fragile il mito della sicurezza.

L’amministrazione Abe sta attualmente spingendo per riavviare le centrali nucleari inattive. Sta cercando nuovamente di rattoppare il mito rotto? L’energia nucleare e gli esseri umani non possono coesistere in armonia. Questo è chiaro dalla terra desolata intorno alla devastata centrale nucleare n° 1 di Fukushima.

The Asahi Shimbun – Asian & Japan Watch, 11 marzo 2014