la La Tepco ha sottovalutato l'esposizione alle radiazioni di 142 “liquidatori”

Fukushima, un incidente dietro l’altro

Di nuovo bloccato lo smaltimento dell’acqua radioattiva

[27 marzo 2014]

La Tokyo Electric Power Company (Tepco) stamattina  ha fermato una delle 3 linee del sistema di trattamento centrale delle acque di Fukushima Daiichi  e dice che l’Advanced Liquid Processing System (Alps) della Processing System avanzato liquidi, o ALPS, è stato chiuso dopo che i “liquidatori” «Hanno trovato possibili segni di anormalità nell’acqua da immettere nell’impianto. L’acqua è risultata particolarmente torbida». Probabilmente nel circuito idrico è entrata materia organica.

La radio-televisione giapponese Nhk dice che «Tepco sta valutando cosa è andato storto e perché. I funzionari dicono che non sanno quando l’operazione potrà essere ripresa». L’Alps è teoricamente in grado di rimuovere quasi tutti i materiali nucleari da acqua radioattiva presso l’impianto ed era in corso un test. Ma l’impianto aveva già avuto problemi la scorsa settimane, quando la Tepco aveva dovuto fermare tutto dopo che aveva scoperto che una linea si era fortemente deteriorata a causa di filtri malfunzionanti. L’Attività dell’Alps era ripresa il 24 marzo, ma poi i “liquidatori” hanno visto fuoriuscire acqua altamente radioattiva da uno dei serbatoi di stoccaggio e la Tpco è stata costretta a bloccare nuovamente tutto. Le operazioni sulle due linee dell’Alps erano riprese il 25 marzo, fino al nuovo incidente. E pensare che la Tepco aveva assicurato chhe l’Alps sarebbe stato operativo entro gli inizi di aprile…

Ieri nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi era già stata sospesa  l’operazione di rimozione del combustibile nucleare esaurito da una piscina di stoccaggio in un edificio del reattore 4. La Tepco ha detto che intorno alle 9,30 di  mercoledi è avvenuto un incidente mentre i “liquidatori” avevano iniziato la rimozione di unità di carburante. L’utility ha spiegato che la grande gru utilizzata per sollevare un cask  contenente 22 unità  di combustibile esaurito dalla piscina di stoccaggio  si è improvvisamente bloccata. Al momento dell’incidente i “liquidatori” stavano cercando di agganciare il cask con un cavo. La Tepco ha iniziato a smaltire il carburante nucleare esaurito del reattore 4 nel  novembre 2013, la piscina conteneva 1.533 unità di combustibile, delle quali  1.331 sono di combustibile esaurito altamente radioattivo. A partire dal 25 marzo,  550 unità di combustibile erano state  rimosse e trasferite in un altro lotto di stoccaggio.  L’utility assicura che  intorno alla piscina del combustibile nucleare esaurito non sono stati osservati aumenti di radioattività e che sta cercando di capire cosa ha causato il problema.

Ma la grana più grossa per l’utility che sta smantellando lentamente e con enormi problemi il cadavere nucleare di Fukushima Daiichi viene probabilmente dal nuovo esame dei registri di esposizione alle radiazioni dei lavoratori che, dopo una revisione da parte del ministero della salute, hanno portato ad un aumento dei dati delle radiazioni per 142 lavoratori, con una media di 5,86 millisievert. Secondo quanto scrive The Asahi Shimbun, il ministero ha detto che un dipendente di sesso maschile è stato esposto a 180 millisievert, mentre inizialmente la Tepco diceva che era stato esposto a circa 90 millisievert. Altri due “liquidatori” lavoratori sono stati esposti a  radiazioni che vanno dai 50 a 100 millisievert. Secondo l’ International Commission on Radiological Protection, una persona dovrebbe essere esposto a non più di un millisievert all’anno e che dosi di più di 100 millisievert sono associate ad un elevato rischio di cancro .

Dei 142 lavoratori sovraesposti  24 lavoravano per la Tepco e ben 118 per 18 diverse imprese in appalto e subappalto, note per ignorare a volte anche  le più elementari norme di sicurezza. Sono solo una parte dei  7.500 “liquidatori” impiegati nelle operazioni di emergenza e di primo intervento che sono stati inviati per gestire le operazioni di contenimento nella centrale nucleare.

La revisione del ministero ha confermato che, dopo il terremoto/tsunami ed il disastro  nucleare,  la Tepco ed i subappaltatori non avevano a disposizione abbastanza contatori delle radiazioni per tutti equipaggiare tutti  i “liquidatori” e che quindi la company non poteva effettuare misurazioni così accurate sui lavoratori. La Tepco è stata invitata a rivedere l’esposizione dei “liquidatori” tenendo di conto dei nuovi dati. Qualche sospetto era già venuto fuori nel luglio 2013 quando vennero esaminati i dati dell’esposizione di circa 1.300 lavoratori e quelli di 452 di loro sembrarono un po’ troppo bassi.

Dopo aver scoperto a fine gennaio, durante un controllo della gestione salute dei lavoratori da parte della Tepco,  che l’utility aveva usato metodi inadeguati per stimare le dosi di radiazioni  di alcuni lavoratori  il governo ha esaminato i registri di 1.536 dei 7.529 dipendenti e contractors che hanno lavorato a Fukushima Daiichi tra il marzo e l’aprile del 2011. The Asahi Shimbun  scrive che la Tepco «Per esmpoi, ha sottovalutato  le dosi interne di coloro che avevano preso compresse di iodio per proteggere la loro tiroide dall’esposizione alle radiazioni. Non è ancora chiaro se e quanto l’agente avesse ridotto i livelli di esposizione». Dopo che sono stati controllati i registri dei dati di altri 6.200 lavoratori e sono venuti fuori i primi 142 “sballati”.