Tutto pronto per svuotare il combustibile nucleare dalla piscina del 4

Fukushima, un robot individua le fuoriuscite di acqua radioattiva dal reattore 1

Nell’area aumentano i casi di cancro alla tiroide fra bambini e ragazzi

[14 novembre 2013]

Nella disastrata centrale nucleare di Fukushima Daiichi un robot ha identificato esattamente per la prima volta  uno dei punti dai quali sta fuoriuscendo, da uno dei reattori nucleari danneggiati, acqua altamente radioattiva.

La Tokyo Electric Power Company (Tepco), che gestisce con enormi difficoltà le operazioni di smantellamento del cadavere nucleare di Fukushima Daiichi,  ieri è riuscita a inviare un robot telecomandato vicino alla parte inferiore del contenimento  del reattore numero 1 riempita di acqua radioattiva iniettata per raffreddare combustibile nucleare fuso. Fino ad ora i livelli  estremamente elevati di radiazioni avevano ostacolato gli sforzi per sondare questa sezione del reattore. La telecamera del robot ha inquadrato 2 perdite nel containment vessel  che ospita il reattore.

Secondo il network giapponese Nhk, alla  Tepco dicono di non essere sicuri di quanta acqua esca dalle due falle, ma che uno dei due sversamenti sarebbe paragonabile all’acqua che sgorga da un rubinetto.

I livelli di radiazione nell’area sono elevatissimi: da 0,9 a 1,8 sievert all’ora. Gli ingegneri della Tepco sospettano che danni simili si siano prodotti anche nei  containment vessel  dei reattori 2 e 3  e che stiano causando perdite di acqua altamente radioattiva simili.

Comunque che il robot abbia trovato le fonti di due perdite è importante non solo per risolvere i problemi di contaminazione delle acque, ma anche per la dismissione dell’intera centrale che sarà molto più lunga e costosa di quanto previsto all’inizio.

Infatti, individuato il danno, sarà possibile progettare interventi per fermare l’accumulo delle acque reflue radioattive nelle trincee e nei sotterranei che circondano gli edifici dei reattori ed evitare cosi di riempire centinaia di giganteschi silos di stoccaggio provvisorio dell’acqua radioattiva.

Se la Tepco riuscirà a tappare le falle nei  containment vessel potrebbe anche riuscire a riempirli di acqua per  estrarre combustibile nucleare fuso. Ma gli stessi “liquidatori” della Tepco avvertono che gli alti livelli di radiazione e le acque reflue altamente contaminate negli edifici dei reattori  ostacolano seriamente  gli sforzi per trovare le parti danneggiate ed  adottare misure efficaci.

Intanto è tutto pronto per iniziare la rimozione del combustibile nucleare dalla piscina di stoccaggio del reattore 4, la più alta priorità per avviare lo smantellamento del sito.

La piscina ospita 1533 elementi di combustibile (1.331 esausti e 202 non utilizzati) e si prevede che il loro prelievo, che avverrà con due gru ed un veicolo  speciali, con una gru speciale montata terminerà alla fine del 2014.

La Tepco preleverà e sposterà il carburante nucleare durante il giorno, mentre la notte verranno bonificati i detriti e l’acqua prodotti dai lavori. Intervenire sul reattore 4 è molto più facile che negli altri reattori dove si sono riscontrate le perdite di acqua radioattiva: l’unità 4 di Fukuscima Daiichi non era in linea al momento del terremoto/tsunami dell’11 marzo 2011 e della successiva catastrofe nucleare. Quindi non c’era rischio di un incidente al reattore, mentre invece si temeva il surriscaldamento della piscina di stoccaggio che sta per essere svuotata dal combustibile e la cui stabilità era stata compromessa da un’esplosione di idrogeno che è penetrata nell’edificio attraverso i sistemi di ventilazione condivisi con l’unità 3. L’edificio del reattore 4 è stato poi rafforzato, e migliaia di tonnellate di detriti e macerie sono state rimosse dal suo tetto. Le ispezioni sulla piscina hanno dimostrato che il carburante nucleare è integro e non presenta segni di corrosione.

Ma per la Tepco arrivano cattive notizie dalla prefettura di Fukushima, l’ultimo screening sui residenti effettuato dal governo locale ha trovato che  tra chi aveva meno di 18 anni sta crescendo l’incidenza del cancro alla tiroide. Dei 32 casi sospetti il 30 settembre ne sono stati confermati ben 26, erano 8 ad agosto. Tutti sono già stati operati.

Un team di esperti nominato dalla prefettura ha però detto che è ancora troppo presto per collegare i casi di disastro nucleare, dato che il cancro papillare della tiroide trovato nei 26 giovani  si sviluppa  lentamente e sottolineano che dopo la catastrofe di Chernobyl 1986, ci sono voluti circa 4 o 5 anni prima di rilevare un numero significativo di tumori della tiroide.

Comunque la prefettura di Fukushima è preoccupata perché lo iodio radioattivo fuoriuscito dalla centrale nucleare si accumula nelle ghiandole tiroidee, soprattutto tra i bambini.

Secondo il comitato scientifico dell’Onu, dopo il disastro di Chernobyl,  è stato diagnosticato un  cancro alla tiroide a più di 6.000 bambini, ma molti casi vengono attribuiti all’assunzione di latte contaminato. Cifre considerate grandemente riduttive da molti scienziati e dagli ambientalisti che le hanno contestate e smentite con altri dati alla mano.