Fusione nucleare, Tri Alpha Energy sceglie l’Italia per presentarsi all’Europa

L'incontro con investitori privati e istituzionali a Osnago, in villa Arese Lucini

[25 settembre 2015]

Da sx Michl Binderbauer, Marco Arese Lucini e Toshiki Tajima fusione nucleare tae

Energia pulita, sicura e pressoché inesauribile: è la promessa della fusione nucleare, che si ripete ormai da una sessantina d’anni, senza ancora trovare compimento. La fusione nucleare rappresenta per il nostro pianeta la fonte primaria della vita, in quanto è proprio grazie alle reazioni termonucleari che il nostro Sole – come tutte le altre stelle – brilla, irradiando attorno a sé luce e calore da 5 miliardi di anni. Quel che è fonte di vita (a debita distanza) in natura, nelle mani dell’uomo è divenuto strumento di morte. La scienza da decenni riesce a riprodurre la fusione nucleare, ma non sa controllarla. Il tragico risultato è la bomba H.

La ricerca civile attorno alla fusione nucleare non ha mai rinunciato al suo obiettivo, attirandosi anche numerose critiche per ritardi e costi crescenti, spesso accollati al pubblico contribuente. È il caso del progetto internazionale Iter, il reattore a sconfinamento magnetico all’interno del quale l’Unione europea esercita un ruolo di leadership, nel quale sono riposte ancora grandi speranze e risorse, ma al momento ben pochi risultati. Negli ultimi tempi, però, la fusione nucleare è riuscita a riconquistare la ribalta della cronaca, con un ruolo di rilievo per l’Italia.

Tra pochi giorni, precisamente il 29 settmbre, Enea e Asg Superconductors presenteranno a Genova il primo modulo di magnete superconduttore per il reattore sperimentale euro-nipponico di fusione nucleare Tokamak JT-60SA, in costruzione a Naka in Giappone e destinato a riprodurre la stessa reazione che avviene nelle stelle; un progetto che rientra nel programma Broader Approach, al quale partecipa l’Enea come capofila nazionale per la ricerca sulla fusione.

Ma la sorpresa più inattesa è arrivata in Brianza, dove società californiana Tae (Tri alpha energy) ha appena presentato a più di 35 business leader e investitori privati e istituzionali provenienti da tutta Europa i risultati delle proprie conquiste scientifiche, indirizzate a una produzione di energia basata sulla fusione a-neutronica, un processo che replica quello del sole. Fondata e sviluppata con il supporto di importanti investitori di calibro internazionale – tra cui il cofondatore di Microsoft, Paul Allen – la società Usa rappresenta un tentativo di dare vita alla fusione nucleare con fondi privati.

La società americana – composta da 150 tra fisici, ingegneri ed esperti e condita da molto mistero – ha recentemente ottenuto risultati scientifici celebrati a fine agosto sulla prestigiosa rivista Science, che per l’occasione parlò di svolta sulla fusione nucleare.

Marco Arese Lucini, tra i primi a credere in questo visionario progetto, ha fatto sì che la Tae scegliesse l’Italia per il primo incontro con business leader, investitori privati e istituzionali, tutti riuniti a Osnago, proprio nella cinquecentesca villa Arese Lucini. «È stato emozionante raccontare la storia di Tae e i nostri progressi sulla tecnologia della fusione in un contesto storico così suggestivo e stimolante», il Chief technology officer dell’azienda, Michl Binderbauer, presente in Brianza insieme a Dale Prouty, Chief executive officer di Tae e Toshiki Tajima, Chief science officer, recentemente insignito del prestigioso premio Enrico Fermi dalla Società italiana di fisica per il suo innovativo lavoro nel campo dei laser e della fisica del plasma.

«Le persone come noi, che credono nella fisica, sanno che la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’ostinata illusione – commenta Marco Arese Lucini, citando Einstein – La rivoluzione che stiamo portando avanti ha uno straordinario potenziale per cambiare il mondo. Sono molto orgoglioso di poter accogliere il management e gli scienziati di TAE in Italia, Paese che ha dato i natali ai migliori scienziati al mondo. La scelta di Villa Arese Lucini, che custodisce un’ importante raccolta di opere scientifiche dal 500 a oggi, crea una ideale continuità temporale, all’insegna di un progresso scientifico ininterrotto e inarrestabile». Progresso che, nonostante tutto, scommette ancora nelle possibilità della fusione nucleare controllata dall’uomo.