Gas e petrolio, in Europa mancano professionisti specializzati

[20 febbraio 2014]

Il calo dell’utilizzo dei combustibili fossili è ancora molto lontano dall’avvenire, almeno a leggere l’Oil & Gas Global Salary Guide che lancia un allarme che sembra l’esatto contrario dell’uscita dalla schiavitù degli idrocarburi: «Le aziende dell’industria petrolifera stanno fronteggiando una carenza di lavoratori specializzati». La Oil & Gas Global Salary Guide è un’indagine elaborata dagli esperti della divisione Oil & Gas Hays, uno dei gruppi leader a livello globale nel recruitment specializzato, in collaborazione con Oil and Gas Job Search, uno dei siti leader nella selezione online che si basa sui dati raccolti intervistando 24.000 professionisti, e rivela che «oltre la metà delle aziende (57,5%) sta pianificando di assumere nuovo personale nei prossimi 12 mesi. Questo renderà più ardua la ricerca di specialisti sul mercato, costringendo le aziende ad aumentare l’offerta salariale per attrarre le poche figure specializzate disponibili.

Hays e Oil and Gas Job Search spiegano che «infatti il 56% delle aziende prevede un aumento delle retribuzioni nei prossimi anni: i responsabili HR dovranno combattere duramente per potersi assicurare le migliori risorse del settore. Nel 2013 la retribuzione media in Italia è scesa del 4,2%, mentre lo stipendio di un professionista altamente qualificato proveniente dall’estero è aumentato dell’1,8% rispetto all’anno precedente, portando ad una lieve diminuzione del totale dei salari medi del settore (-0,9%). Tuttavia, la fiducia delle aziende nel mercato è alta, tanto che il 58,3% dei responsabili HR in Italy dichiara di avere una visione positiva, o molto positiva, per il settore per i prossimi 12 mesi».

Gary Ward, Direttore di Hays Oil & Gas evidenzia che «in Italia, come nel resto d’Europa, gli stipendi sono diminuiti e le aziende stanno utilizzando allettanti pacchetti benefit come strumento per assicurarsi i professionisti disponibili con le competenze di cui hanno bisogno».

Ma a livello globale nel 2013 i salari nell’industria petrolifera e gasiera sono diminuiti dell’1% e il rapporto dice che «il lieve calo potrebbe essere attribuito ad una “correzione” del mercato, dopo due anni particolarmente ottimistici in termini di volumi retributivi. Si è trattato probabilmente di una revisione necessaria, dopo che gli aumenti degli ultimi anni, hanno cominciato a rappresentare una minaccia per le performance finanziarie di alcune aziende del settore».

John Faraguna, managing director di Hays Oil & Gas, non crede che ci siano problemi: «Gli stipendi a livello globale hanno subito un lieve calo nell’ultimo anno. Ciò che però è importante sottolineare è che la fiducia nel mercato petrolifero è costante e che la domanda per le figure altamente specializzate è in continua crescita. Ciò che potrebbe davvero minacciare la fiducia degli addetti ai lavori è proprio la carenza di professionisti dotati di quelle specializzazioni che le aziende stanno ricercando. Rispetto allo scorso anno sono aumentati, nel campione degli intervistati, giovani e donne: un segnala davvero positivo. L’ingresso di giovani professionisti nell’industria è importante, in quanto permette di contrastare la scarsa disponibilità di lavoratori con skill specifiche. Le aziende, infatti, possono plasmare le nuove risorse in modo adeguato, mettendo in atto piani di successione a livello gerarchico, prima che i lavoratori più esperti lascino il mercato».

Duncan Freer, managing director di Oil and Gas Job Search, conclude: «La visione a lungo termine è molto solida. Il 70% delle aziende, prevede nuove assunzioni nel 2014 e, a livello globale, oltre il 70% ha una visione positiva, o molto positiva, per l’industria petrolifera».