L'Annual Energy Outlook 2014 dell'Energy Information Administration

Gas e petrolio made in Usa: dopo il boom la stabilizzazione. Il rapporto Eia

Più gas (ma anche rinnovabili), meno carbone e nucleare. Verso una forte riduzione dei consumi nei trasporti privati

[17 dicembre 2013]

L’Energy Information Administration  (Eia) ha pubblicato il suo  Annual Energy Outlook 2014 – Reference case  (Aeo2014)  che evidenzia come «La recente crescita della produzione di petrolio greggio e gas naturale domestico sia destinata a continuare per molti anni».  Il picco della produzione di greggi made in Usa dovrebbe raggiungere il massimo storico di 9,6 milioni di barili al giorno nel 2016, più o meno quanto negli anni ‘70.  Mentre la produzione di greggio Usa è destinata a stabilizzarsi e poi diminuire lentamente dopo il 2020, la produzione di gas naturale cresce costantemente grazie alla fratturazione idraulica (il fracking), con un aumento del 56% tra il 2012 e il 2040, quando la produzione raggiungerà  i 37,6 miliardi di piedi cubi.

Il rapporto  Aeo2014 che sarà pubblicato  la prossima primavera prenderà in considerazione delle risorse e  le tecnologie di scenari alternativi, e l’Eia  anticipa che «Alcuni mostrano una produzione di petrolio a lungo termine significativamente maggiore rispetto allo scenario di riferimento».

L’agenzia statunitense elenca alcuni dei principali risultati dell’Aeo2014 Reference case e le notizie non sono buone per gli ambientalisti e le comunità locali che si battono contro il fracking  e l’esportazione di gas all’estero, anche se ci sono buone notizie come il calo di carbone e nucleare grazie al gas.

I bassi prezzi del gas aumentano le industrie ad alta intensità di gas. Secondo le proiezioni, gli industrial shipments sono attesi in crescita al 3,0% all’anno per i primi 10 anni della proiezione, per poi rallentare all’1,6% annuo fino al 2040.  I prodotti  chimici di base e i metalli rappresentano gran parte della maggiore crescita nelle spedizioni industriali. Le spedizioni industriali di prodotti chimici sfusi, che godono di una maggiore offerta di gas naturale liquido, cresceranno del 3,4% all’anno nel periodo 2012-2025. Ma il vantaggio competitivo dei prodotti chimici di base diminuirà sul lungo termine. Consumo di gas naturale industriale è destinato a crescere del 22% tra il 2012 e il 2025.

Il gas naturale supera il carbone come combustibile più usato per produrre elettricità negli Usa. I prezzi bassi del gas naturale ne fanno un combustibile molto attraente per le nuove centrali elettriche. In alcune aree il gas ha già sostituito le centrali a carbone e poi toccherà anche a quelle  nucleari. Nel 2040,  il gas rappresenterà il 35% della produzione totale di energia elettrica Usa, il carbone il 32%. La produzione di energia da combustibili rinnovabili, a differenza di carbone e nucleare, è più elevato nell’Aeo2014 Reference case rispetto all’Aeo2013 e l’Eia ricorda che «La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è sostenuta da una legislazione promulgata all’inizio del 2013 che proroga i crediti d’imposta per la produzione da eolico e da altre tecnologie rinnovabili».

Maggiore produzione di gas naturale significa un aumento delle esportazioni attraverso gasdotti e  gas naturale liquefatto (Gnl). Oltre agli aumenti dei consumi interni da parte di industria ed elettricità domestica, aumenteranno anche  le esportazioni americane di gas naturale Usa: quelle di Gnl raggiungeranno i 3,5 miliardi di piedi cubi (Tcf) prima del 2030 e resteranno a quel livello fino al 2040. Le esportazioni di  gas in Messico attraverso gasdotti  cresceranno del  6% l’anno, passando dagli 0,6 miliardi di Tcf del 2012 ai 3,1 miliardi di Tcf nel 2040.  Le esportazioni attraverso  pipeline verso il Canada crescono dell’1,2% all’anno,  e da un miliardo di Tcf del  2012 arriveranno a 1,4 miliardi di Tcf nel 2040. Nello stesso periodo, le importazioni di gas dal Canada caleranno del  30%, passando dai 3 miliardi di Tcf del 2012 ai 2,1 miliardi di Tcf nel 2040, dato che la domanda Usa sarà sempre più soddisfatta dalla produzione nazionale.

Brusco declino del consumo di carburanti nei trasporti privati. LAeo2014 include un nuovo profilo demografico, dettagliata del comportamento di guida per età e sesso così come dei  nuovi tassi di crescita più bassi della popolazione, sulla base delle proiezioni aggiornate del Census Bureau.  Ne risulta che «Gli aumenti annui in miglia del veicolo viaggianti (Vmt) nei veicoli commerciali leggeri (Ldv) sono in media dello  media 0,9%  nel 2012-2040, rispetto all’1,2% annuo previsto nello stesso periodo dall’ Aweo2013. Secondo l’Aeo2014 Reference case,  l’aumento del risparmio di consumo di carburante dei veicoli  Ldv  va ben oltre la modesta crescita dei consumi nei Vmt, con un conseguente calo del 25% dei consumi energetici nei Ldv tra il 2012 e il 2040.