Gasdotto iraniano per esportare gas in Europa. E l’Italia è uno dei possibili clienti

Debora Serracchiani in missione economica a Teheran. L’Italia vuole tornare primo partner dell’Iran

[12 gennaio 2016]

Iran Serracchiani

Azizollah Ramezani, direttore per gli affari internazionali della National Iranian Gas Company (NIGC), ha detto che «L’Iran sta studiando la possibilità di costruire un gasdotto verso l’Europa. Le esportazioni verso l’Europa potrebbero diventare redditizie se proseguirà la tendenza al ribasso dei prezzi del petrolio».

Ramezani  ha sottolineato in un’intervista all’agenzia Irna che «L’Iran possiede le più grandi riserve di gas natrale del mondo, mentre la sua quota delle esportazioni mondiali di questo idrocarburo è insignificante. D obbiamo aumentare la nostra quota utilizzando a questo fine delle tecnologie di punta. Benché le riserve iraniane raggiungano i 34.000 miliardi di m3 di gas, il Paese ne produce solo 200 miliardi all’anno».

La NIGC, dopo la fine delle sanzioni contro l’Iran, punta soprattutto a riprendere la cooperazione con il monopolista statale russo Gazprom: «La NIGC coopera con Gazprom in diversi settori – ha ricordato Ramezani in un intervista al quotidiano economico russo Kommersant – Riprenderemo la nostra cooperazione con questo gigante gasiero sulla base di un memorandum firmato anteriormntee».

Ma gli iraniani vogliono fare anche concorrenza ai russi, visto che vogliono sfruttare la fine delle sanzioni contro il loro programma nucleare per esportare gas in Europa occidentale.  Ramezani, è convinto che «Le esportazioni di gas naturale luquefatto (GNL) verso l’Europa sono attualmente molto redditizie. Gli Stati Uniti pensano di fornire il loro GNL per ridurre la dipendenza dalla Russia dei consumatori europei. La Russia inviail suo gas verso l’Eurpa attraverso un gasdotto lungo 3.000 km, anche l’Iran potrebbe installarsi sul mercato europeo del gas costruendo una pipeline simile».

Uno dei Paesi nel mirino cmmerciale dell’Iran è l’Italia e oggi la presidente del Friuli Venezia Giulia (e vice-segretaria del Partito democratico), Debora Serracchiani, è a Theran con una delegazione per parlare «Non solo rapporti strettamente economici e collaborazioni in campo scientifico ma anche nuove “rotte” commerciali e contatti nel settore culturale – dice la radio ufficiale internazionale iraniana Irib – Il raddoppio del canale di Suez (dallo scorso agosto) ma soprattutto le relazioni Ro-Ro tra il porto di Trieste e gli scali turchi sul Mediterraneo rappresentano infatti la chiave per sviluppare delle connessioni commerciali tra il Fvg e l’Iran “sfruttando” la piattaforma-Turchia».

A margine della inaugurazione della II Fiera Internazionale Italy Exclusive Fair a Teheran, l’amministratore delegato dell’Iran International Fairs Joint Stock Company,  Hossein Esfahbodi,  ha dichiarato che «L’Iran e l’Italia hanno deciso di aumentare gli scambi commerciali rispetto al 2015. Almeno 146 delegazioni commerciali provenienti dai quattro angoli del mondo hanno visitato l’Iran quest’anno e l’Italia con 380 delegati è in cima alla lista».

Irib sottolinea che la Serracchiani, che rappresenta l’Italia all’Italy Exclusive Fair, dove ha inaugurato  ufficialmente la seconda edizione di Contract Made in Italy, una vetrina delle produzioni italiane, soprattutto del legno-arredo, di tutto il Triveneto, ha detto che «L’accordo firmato tra l’Iran e il Gruppo 5+1 lo scorso luglio, ha permesso l’espansione delle relazioni tra Iran e Italia. Serracchiani ha aggiunto che nonostante la crisi economica in Europa, l’Italia è stata in grado di esportare beni per un valore di diversi miliardi di euro, grazie alla sua forte economia».

Discoveriran riferisce che secondo l’ambasciatore italiano a Teheran, Mauro Conciatori, «La mostra è stata un simbolo della cooperazione reciproca. Abbiamo in programma di espandere la nostra cooperazione politica ed economica con l’Iran. Con l’effettiva attuazione dell’accordo sul nucleare, Teheran e Roma saranno in grado di sviluppare una cooperazione strategica».

La Serracchiani  ha detto: «Siamo pronti come Italia e come Friuli Venezia Giulia a rafforzare le nostre relazioni in campo economico, scientifico-tecnologico e culturale. E’ questa una fiera che vogliamo far crescere investendo in nuove relazioni economico-commerciali anche pensando alla sottoscrizione di specifici accordi nella cornice delle intese che l’Italia ha siglato negli scorsi mesi con l’Iran. Intendiamo incrementare le collaborazioni tra il Friuli Venezia Giulia e l’Iran, un mercato di quasi 80 milioni di abitanti, con una “grande” Teheran che conta quasi 17 milioni di persone e conosce e apprezza il Made in Italy. I nostri punti di forza sono la meccanica, l’arredamento, la cantieristica, l’industria del gusto». La viceseretaria del PD ha anche segnaòlato «L’esigenza di allacciare nuovi contatti tra Friuli Venezia Giulia e ran attraverso le relazioni commerciali del Porto di Trieste. Ma il Friuli Venezia Giulia non offre solo partnership  economiche e nuove direttrici per i commerci iraniani, via scalo portuale di Trieste, ma mette sul piatto anche il suo articolato sistema scientifico per lo scambio e il trasferimento tecnologico».

Conciatori ha detto che «La cornice nella quale muoversi resta, come più volte sottolineato oggi, la scadenza delle sanzioni economiche, e l’Italia (che di fatto oggi è il primo Paese come numero di delegazioni d’alto livello a interfacciarsi con l’Iran, superando anche la Germania) vuole tornare a essere il primo o tra i primi partner  economici dell’Iran».  Cosa auspicata anche dal viceministro iraniano all’industria e al commercio Hossein Esfahbodi, che ha ricordato che «L’interscambio Italia-Iran è stato in passato anche di 7 miliardi di dollari».

La visita della Serracchiani prepara la strada alla visita in Italia dekl presidente iraniano Assan Rouhani, che sarà nel nostro Paese il 25 e 26 gennaio, mentre si sta concretizzando una nuova missione italiana a Teheran per metà febbraio, con la partecipazione dei ministri dei trasporti Graziano Delrio e dell’agricoltura Maurizio Martina e del viceministro all’industria Carlo Calenda.

Italiani e iraniani sono concordi nel dire che «Il momento appare propizio» e Esfahbodi  ha invitato le aziende italiane a «venire a investire in Iran, un Paese attraverso il quale riuscirete a toccare altri interessanti mercati del Golfo Persico: oggi l’Iran è un mercato favorevole e proficuo».

Insomma, l’Iran ha smesso come per miracolo di essere un “paese canaglia” e il governo Italiano sogna di rinnovare con la Repubblica Islamica i bei tempi dello Sxcià di Persia, quando l’Italia in Iran costruiva, porti, raffinerie e  oleodotti.