Gasdotto Tap, tutti contro l’espianto di olivi. Il Consiglio regionale pugliese approva mozione no-tap

Emiliano: Squinzano disposto ad ospitare l'approdo di Tap in un luogo dove non ci sarebbero polemiche

[22 marzo 2017]

Dopo che sindaci, proprietari dei terreni e manifestanti  contro la Trans Adriatic Pipeline (Tap) hanno temporaneamente bloccato l’espianto – già iniziato col trasferimento di 33 piante – degli olivi lungo il tracciato del gasdotto che porterà il gas dell’Azerbaigian in Europa, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha detto che «Ci vuole concertazione e anche flessibilità, l’espianto degli ulivi in Puglia è illegittimo e non bisogna essere sordi rispetto alle proteste della popolazione. Naturalmente la Regione non ha strumenti per fermare un lavoro per il quale il Governo ha dato disposizione alle forze di polizia di favorire un’operazione considerata assolutamente strategica».

Versione con la quale non concordano i No-Tap, secondo i quali la Regione Puglia avrebbe il dovere di intervenire in quanto ente vigilante.

Intanto, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gianluca Bozzetti, annuncia che ieri pomeriggio, «dopo una lunga battaglia in Consiglio regionale il Movimento 5 Stelle è riuscito a far discutere ed approvare la mozione orientata a contrastare l’espianto degli ulivi operato da TAP con il beneplacito del Governo e nonostante le proteste dei territori e l’opinione contraria dell’istituzione regionale».

Il consigliere pentastellato evidenza: «Siamo soddisfatti per l’approvazione di questa mozione per la quale ci siamo battuti e siamo soddisfatti di essere riusciti ad ottenere il passo indietro di Forza Italia che con un voto contrario in capigruppo aveva inizialmente fatto saltare la discussione della mozione.  Con questa mozione abbiamo chiesto ad Emiliano di dar seguito con dei fatti concreti  a parole e annunci. In particolare abbiamo impegnato la giunta a chiedere all’Avvocatura di valutare l’impugnazione della nota ministeriale, con cui vengono violate le competenze regionali, e contestualmente procedere con un esposto in Procura perché queste attività, pur non rappresentando un vero e proprio inizio dei lavori, sono ad essi propedeutiche».

Già prima l’assessore alla qualità dell’ambiente della Regione Puglia, Domenico Santorsola, aveva detto: «Percepiamo una voglia di accelerare sulla tabella di marcia da parte di Tap  che stride con la più volte dichiarata intenzione di non aggredire il territorio. Devo dire che, su questa via, l’azienda è stata più volte supportata anche dai governi nazionali succedutisi nel tempo: ultimo caso in ordine di tempo la dichiarazione di ottemperanza alle prescrizioni che riguardano proprio lo spostamento degli ulivi su cui la Regione Puglia era chiamata a vigilare e su cui, dinanzi alle nostre perplessità sulle attività svolte dal proponente, il ministero ha ritenuto di dichiarare il via libera. Nei momenti in cui la Regione, unitamente alle istituzioni locali e ai cittadini, cercava di riportare il progetto su un binario di maggiore sostenibilità, puntualmente tempi e spazi di discussione si sono contratti per giungere al fatto compiuto. Oggi la Puglia intera grida contro l’eradicazione degli ulivi che si trovano nell’area interessata dai lavori tra cui, vale la pena ricordarlo, 16 piante monumentali tutelate da una legge regionale e per i quali Tap non ha ancora un parere della commissione regionale competente, poiché chiesto tardivamente. Dal canto mio condivido le preoccupazioni di chi evidenzia questo atteggiamento da parte dell’azienda e, soprattutto, evidenzio come una parte fondamentale del progetto, il sistema di connessione alla rete nazionale, sia ancora tutt’altro che definito sul piano delle autorizzazioni. Per questo, considero ingiustificata la scelta dell’azienda di accelerare bruscamente, quasi in atteggiamento di sfida nei confronti del territorio e del nostro patrimonio naturale».

Per Emiliano «ci vuole molta prudenza e soprattutto bisogna evitare le forzature. Perché quando si forza, la reazione popolare può essere fortissima. Per essere ancora più chiari, un posto come Melendugno dalla bellezza commovente, in piena stagione turistica che sta cominciando, attira da tutto il mondo coloro che pensano, anche a ragione, di fare una battaglia di libertà nel momento in cui chiedono lo spostamento dell’approdo del Tap in un’atra area, in una zona industriale».

Il presidente della Puglia ricorda che «il Comune di Squinzano ha già dato la disponibilità con un atto del Consiglio comunale, ad ospitare l’approdo di Tap in un luogo dove non ci sarebbero polemiche. Quindi, non è vero che la Puglia dice no. Fare per forza delle cose e imporle alla popolazione è la maniera più sbagliata di fare politica e quella migliore per favorire chi vuole trarre da questo eventi pretesto per fare disordini. Non vorrei che l’intera stagione turistica, a causa di queste forzature, possa essere rovinata dalla incapacità del governo di comprendere le ragioni dei sindaci dell’area».

Emiliano conclude: «Peraltro è quello che era contenuto nel programma di governo della Puglia che aveva chiesto al governo di spostare l’approdo del Tap. Non bisogna provocare ulteriori danni e complicazioni e, come al solito, scaricare sulle forze dell’ordine le contraddizioni che la politica non è stata in grado di risolvere».

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