Geotermia, Amiata: la Regione continua gli studi di approfondimento

[18 settembre 2013]

La Regione Toscana continua a studiare geotermia, in particolare l’attività geotermoelettrica sull’Amiata più per avere conferme su ciò che si sa già e tranquillizzare, quando ci riesce, le comunità locali molte delle quali continuano comunque ad avere opinioni diverse su questa fonte rinnovabile, che per avere elementi utili ai fini di nuove decisioni politiche.

In ogni modo il nuovo piano per i prossimi tre anni, è stato elaborato d’accordo con le amministrazioni locali e prevede: uno studio di approfondimento a cura di Ars (Agenzia regionale di sanità) sui temi epidemiologici. Si tratta di un approfondimento epidemiologico nelle aree geotermiche (Geotermia – fase III), che permetta valutazioni più orientate a livello individuale in modo da arricchire ulteriormente il quadro di conoscenze e non lasciare spazi inesplorati.

E’ prevista la costituzione di un gruppo di lavoro interdisciplinare, coordinato da Ars, con funzione di osservatorio permanente su “Geotermia e salute”, con la partecipazione di Arpat, Asl di Siena e di Grosseto, medici di medicina generale e pediatri, Società della salute Amiata senese e Amiata grossetana, ed Enti ed Istituti di ricerca di supporto. Sulla stessa popolazione verrà effettuato un biomonitoraggio di marcatori della presenza di metalli nel sangue e nelle urine, con particolare riferimento ad arsenico e mercurio.

Uno secondo studio sarà concentrato sulla correlazione tra l’attività produttiva di energia geotermica e la sismicità registrata nell’area amiatina. Si tratta della continuazione di  un’attività iniziata nel 2000 e che proseguirà per il triennio 2014-2016. E’ previsto un approfondimento in materia, per fornire un quadro più completo possibile della distribuzione della micro sismicità e definire parametri specifici utili alle valutazioni di pericolosità sismica.

A suo tempo, lo studio concluse che «non esistevano prove evidenti di un’influenza delle operazioni di coltivazione del campo geotermico sulla sismicità del sito». L’obiettivo della prosecuzione dello studio è quello di definire criteri per discriminare la sismicità di fondo indotta, da quella naturale. Un terzo approfondimento, attraverso l’utilizzo degli isotopi, si concentrerà sull’analisi dei pozzi geotermici relativi al serbatoio geotermico per indagare le eventuali interferenze sulla base di dati oggettivi. L’obiettivo è di ottenere valori di fondo della componente “superficiale” e di quella “geotermica”.

Tale lavoro si aggiunge al monitoraggio svolto grazie alla presenza dei tre piezometri installati dalla Regione che misurano in continuo la soggiacenza della falda (profondità dal piano di campagna): il “S. Fiora 8” “S.Fiora11bis” “David Lazzaretti” (in loc. Poggio Trauzzolo) e dei due installati da Enel nel Comune di S. Fiora, denominate “La Valle” e “Madonna del Castagno”.

Intanto nel corso del 2013 è stato istituito il Tavolo tecnico di monitoraggio dei dati ambientali relativi all’attività geotermoelettrica sull’Amiata, di cui fanno parte i settori competenti della Regione Toscana, il Genio civile dell’Area vasta Grosseto-Siena e l’Arpat – Area vasta Sud. Il Tavolo vuole analizzare e valutare i dati disponibili relativi ai monitoraggi ambientali connessi allo sfruttamento geotermoelettrico dell’area amiatina. L’attività si concretizza nella raccolta dei dati su acqua e aria, e nella produzione di report sui dati rilevati dai piezometri (a cura di Servizio idrologico e di Arpat) che saranno analizzati in riunioni periodiche.

Inoltre, in occasione della costruzione della nuova centrale geotermoelettrica denominata Bagnore 4, il Tavolo dedicherà un focus specifico, il cui andamento potrà essere seguito in una apposita sezione del sito dedicato alla geotermia (www.regione.toscana.it/cittadini/ambiente/energia).