Germania: nuova Grosse Koalition, stessa vecchia storia per l’ambiente?

La Spd nel caos e Grünen, Die Linke e ambientalisti la martellano anche sul programma ambientale

[14 febbraio 2018]

Mentre il Sozialdemokratische Partei Deutschlands (Spd) è nel caos, Martin Shultz si è dimesso dalla presidenza del Partito e non entrerà nel governo di Grosse Koalition con la Christlich Demokratische Union Deutschlands (Csu) di Angela Merkel e con i suoi alleati iperconservatori della Christlich-Soziale Union in Bayern (Csu), mentre la base socialdemocratica nel referendum interno del 4 marzo ingoierà probabilmente a forza l’amaro boccone di un governo con i democristiani che i loro leader avevano solennemente promesso che non ci sarebbe più stato, i commentatori più attenti stanno spulciando le nuove linee programmatiche della Grosse Koalition anche per capire cosa Cdu/Csu e Spd vogliono fare in quattro settori chiave per l’ambiente: clima, energia, mobilità, agricoltura. Infatti, se i socialdemocratici hanno accettato di svenarsi probabilmente a vantaggio di Die Linke in cambio di importanti ministeri, tra questi c’è anche quello dell’ambiente (che in Germania conta molto, a differenza dell’Italia), dove probabilmente resterà Barbara Hendricks e a cosa farà o non farà in questo  caso sono molto interessati anche i Grünen, che sperano di raccogliere parte della probabile diaspora dell’elettorato socialdemocratico più sensibile all’ambiente.

I Verdi, che avevano fatto saltare il tavolo del precedente tentativo di accordo per un governo “Jamaica” verde-giallo-nero per gli insanabili disaccordi con il Freie Demokratische Partei (Fdp) iperliberista, non danno un giudizio del tutto negativo del programma ambientale della Grosse Koalition, ma evidenziano che è un po’ raffazzonato e che ci sono alcuni problemi de lacune.

I due nuovi leader dei Grünen, Annalena Baerbock e Robert Habeck, hanno detto però che «La protezione del clima, la sfida centrale del futuro, è stata sostanzialmente messa da parte». Inoltre da alcuni documenti ufficiali in discussione emerge che gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra della Germania per il l 2020 sono già fuori portata, a i negoziatori di Spd e Cdu/Csu si sono impegnati a fare del loro meglio per rispettarli e ampliarli per il 2030 e il 2050. Entro la fine di quest’anno una commissione speciale dovrebbe presentare un “piano d’azione” per raggiungere il più rapidamente possibile» gli obiettivi del 2020 e per stabilire obiettivi vincolanti per i diversi settori.

La Grosse Koalition proseguirà nella graduale dismissione delle centrali nucleari e entro il 2030 il nuovo governo rosso-nero punta a raggiungere il 65% di energie rinnovabili nel mix energetico tedesco e nel  2019 e 2020 ci saranno altre gare per assegnare lecenze per nuovi impianti di energia eolica e solare per 4  gigawatt e l’eventuale creazione di un’area di collaudo per l’energia eolica offshore.

Peter Röttgen,  amministratore delegato della Bundesverband Erneuerbare Energie (Bee – la federazione delle energie rinnovabili) ha detto a Deutsche Welle che alle promesse e alle lunghe trattativa «Devono far seguito rapidamente misure concrete per sfruttare il potenziale di riduzione dei gas serra e per la modernizzazione della nostra industria energetica. L’industria elle rinnovabili giudicherà la Coalizione sul fatto se questa promessa verrà mantenuta o meno per tutti i settori».

Greenpeace Deutschland è invece molto critica con il programma energetico della Grosse Koalition: «Mancano il coraggio e la lungimiranza per proteggere il clima e l’ambiente – ha detto Sweelin Heuss, la leader dell’associazione  in Germania – Rinunciando all’obiettivo climatico per il 2020, i Partiti della Coalizione stanno ulteriormente ritardando l’uscita dal carbone, Ci sono ulteriori spinte in questo senso». Un timore condiviso da praticamente tutte le altre associazioni ambientaliste che fanno notare che senza una rapida uscita del carbone, la Germania non raggiungerà probabilmente i suoi obiettivi climatici per il 2020.

Il  verde Habeck ha criticato aspramente questo capitolo dell’accordo, sottolineando che «Manca un calendario preciso per eliminare gradualmente la produzione di energia da carbone, o un impegno per i prezzi del carbonio, nonostante le richieste a sostegno di un tale uscita da questo settore da parte delle imprese». Anche secondo Stefan Kapferer, a capo di Bundesverband der Energie- und Wasserwirtschaft e (Bdew), «Dobbiamo rendere più costose le emissioni di gas serra in questi settori [trasporti, agricoltura e riscaldamento]. altrimenti, il settore dei trasporti non sarà in grado di ridurre rapidamente le emissioni».

Proprio  sulla mobilità la Grosse Koalition intende investire nella rete ferroviaria, raddoppiando entro il 2030 il numero di passeggeri e aumentando la quota di merci trasportate in treno. Sebbene Allianz Pro Schiene, che promuove il settore ferroviario, abbia definito «concretamente gratificanti» i piani del governo, la VCD, una ONG che promuove il trasporto ambientale, ha detto che «L’approccio climatico e i progressi  nel settore dei trasporti sono ancora bloccati nel traffico».

Leif Miller, direttore dell’associazione ambientalista Nabu ha aggiunto che le linee programmatiche della Grosse Koalition sono «Ambiziose per la protezione della natura, ma senza coraggio per la politica dei trasporti e per il clima. Con nuovi investimenti record nei progetti per i trasporti, si frammenteranno ulteriori habitat e l’approccio inadeguato alla protezione del clima eserciterà una notevole pressione sui nostri ecosistemi».

Per quanto riguarda i trasporti privati, Spd e Cdu/Csu puntano sulla mobilità elettrica  e ad “adattare” i vecchi veicoli per ridurre le emissioni di gasolio anche attraverso finanziamenti ad hoc. Greenpeace ha criticato questo piano  «per le sue vaghe promesse e la mancanza di misure concrete» e soprattutto perché non avrà conseguenze per le case automobilistiche tedesche protagoniste del Dieselgate. Hubert Weiger, a capo Bund für Umwelt- und Naturschutz Deutschland (Bund – Friends of the Earth  Germania)  ha evidenziato che «I progressi nei singoli settori come i trasporti pubblici non possono distrarci dal fatto che mancano riforme coraggiose». Gli ambientalisti dicono che le linee programmatiche di socialdemocratici e democristiani cercano di evitare il divieto di gasolio nelle città, non propongo le misure necessarie a far davvero diminuire l’inquinamento atmosferico prodotto dai veicoli e l’adeguamento delle auto dotate dei sensori di emissioni farlocchi e manipolati,

Il programma della Grosse Kaolition prevede in vece una misura chiesta a gran voce da Grünen e ambientalisti: il bando graduale del glifosato il cui utilizzo è stato prorogato recentemente di 5 anni dall’Unione europea. Nonostante la Csu non sia molto d’accoin Germania sarà vietato brevettare piante de animali OGM o clonare animali per la produzione di cibo, verrà introdotta una nuova “etichetta sul benessere degli animali” per contribuire a garantire condizioni migliori negli allevamenti intensivi e verranno prese misure contro gli sprechi alimentari, rivedendo anche le attuali date di scadenza dei prodotti deperibili.

Joachim Rukwied, presidente della Deutschen Bauernverbands (Dbv, l’associazione degli agricoltori tedeschi), al quale il  Bund nel 2017 ha conferito il poco prestigioso premio di “Dinosauro dell’anno, ha elogiato l’accordo di coalizione, ma ha criticato il «Lassismo, sull’etichetta volontaria per il benessere degli animali« perché porterà solo »piccoli miglioramenti». Inoltre ha chiesto che il glifosato, sia definitivamente proibito entro il 2021: «Il futuro governo deve cambiare strategia e fornire una politica agricola che protegga la biodiversità e gli insetti, invece di promuovere ulteriormente i deserti agricoli e l’agricoltura industriale».

Questa la Grosse Koalition tedesca sperimentata per diverse legislature, vengono i brividi a pensare cosa sarebbe dopo il 4 marzo una Grosse Koalition all’italiana – che in molti vedono come unica via d’uscita – che partirebbe da una situazione politica ancora più arretrata e da una considerazione per i temi ambientali che a destra non vanno oltre il falso animalismo elettoralistico di Dudù e gli agnellini.