Giappone: tutti i reattori nucleari fermi, ma c’è allarme tifone a Fukushima

[16 settembre 2013]

La Tokyo elecrtric power company (Tepco) ha annunciato che sta prendendo tutte le possibili precauzioni per evitare che l’acqua contaminata da sostanze radioattive trabocchi dai sotterranei degli edifici dei reattori nucleari a causa del tifone Man-Yi  che si avvicina alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi.

I “liquidatori” della centrale nucleare hanno messo zavorre sulle grandi gru utilizzate per spostare i detriti intorno agli edifici dei reattori perché non si ribaltino.  Hanno anche bloccato e legato le pompe esterne e le tubazioni  utilizzate i per iniettare acqua nei reattori.

La Tepco  ha rafforzato le squadre di “liquidatori” per cercare di contenere l’acqua che potrebbe traboccare  dagli edifici delle turbine e dai tunnel dove si è accumulata l’acqua altamente contaminata ed hanno prelevato campioni di acqua all’interno della barriera che circonda i serbatoi di stoccaggio a monte del reattore numero 4 da dove ad agosto sono fuoriuscita più di 300 tonnellate di acqua radioattiva.  La tepco dice che sono stati rilevati 170.000 becquerel per litro di stronzio e di altre sostanze radioattive e che l’acqua contaminata verrà trasferita da dietro la barriera ad un serbatoio nelle vicinanze e che farà lo stesso con  l’acqua in altre zone nelle quali la radioattività è alta.

Il tifone Man-yi  si è trasformato in una forte depressione tropicale, con nubifragi con fino ad  80 millimetri tra l’est ed il  nord del Giappone ed onde molto alte lungo la costa del Pacifico.

Ieri pomeriggio i liquidatori avevano trovato dell’acqua che fuoriusciva da un serbatoi isolato  ed avevano rilevato 37 becquerel di raggi beta per litro emessi da sostanze radioattive. E’ bastata la pioggia a causare questo livello è più basso di radiazioni  rispetto all’acqua nel serbatoio e la tempesta potrebbe incrementare una tracimazione molto più grossa e pericolosa.  Intanto la Tepco ha rinunciato alla costruzione di nuovi serbatoi di stoccaggio e la costruzione di pareti di acciaio, lungo l’argine progettato per impedire acque sotterranee contaminate di raggiungere l’oceano Pacifico.

Il nuovo allarme per Fukushima Daiichi arriva proprio mentre, come aveva già scritto greenreport.it,  il g Giappone chiude l’ultimo reattore ancora attivo, il 4 della centrale di Oi della Kansai Electric Power Company, nella prefettura centroccidentale di Fukui,  e ritorna alla situazione senza centrali nucleari attive che aveva vissuto senza grandi problemi tra maggio e luglio del 2012.

Questo significa che tutti i 50 reattori del paese hanno smesso di funzionare per la prima volta in 14 mesi.  Due reattori della centrale di Ohi erano stati riavviati l’anno scorso. Il reattore 4  di  Ohi era ormai l’unico funzionante in Giappone dopo un altro reattore della stessa centrale era stato fermato all’inizio del mese per controlli di routine.

Junichi Sato, direttore di Greenpeace Japan, ha commentato: «Avere zero reattori è la prova che non abbiamo bisogno di centrali nucleari. Meglio aiutare le migliaia di persone che hanno dovuto lasciare le rispettive comunità per evitare l’esposizione alle radiazioni». Ma le compagnie elettriche giapponesi hanno chiesto alla Nuclear Regulation Authority  del Giappone di riaprire 12 reattori e 6 centrali nucleari.  Le valutazioni e gli stress test sono già cominciati da luglio in un processo che durerà circa 6 mesi. Anche le municipalità   devono dare la loro approvazione prima che i  reattori possano essere riavviati. Nessuno dei reattori riprenderà comunque l’attività  nel prossimo futuro.