Gli alieni vivono nel petrolio? [FOTOGALLERY]

[14 agosto 2014]

Gli alieni potrebbero esistere davvero? Un team internazionale di ricercatori ha scoperto habitat estremamente piccoli che, con la loro testimonianza, aumentano la possibilità che ci sia vita su altri pianeti, offrendo allo stesso tempo un modo per ripulire le fuoriuscite di petrolio sul nostro pianeta. Lo studio “Water droplets in oil are microhabitats for microbial life”, dove sono riassunte tali conclusioni, è stato pubblicato su Science da un team di ricercatori tedeschi, di Trinidad e Tobago e statunitensi.

Esaminando campioni del più grande lago di asfalto del mondo, gli scienziati hanno trovato microbi attivi in ​​goccioline piccole  come un microlitro, circa un cinquantesimo  di una goccia d’acqua. Le firme isotopiche ed i contenuti di sale delle goccioline dimostrano che non provengono dalla pioggia o da falde sotterranee, ma dall’antica acqua di mare o salamoia in profondità.

Studi precedenti avevano scoperto che in natura i microbi possono prosperare al confine dove si incontrano petrolio ed acqua, contribuendo ad abbattere il petrolio, Tuttavia, i ricercatori pensavano che il greggio fosse  troppo tossico per la vita e che i livelli di acqua all’interno del petrolio fossero al di sotto della soglia per permettere la vita sulla Terra. Come dice il leader del team di ricerca, il microbiologo ambientale  tedesco dell’Helmholtz Zentrum München Rainer Meckenstock,«fino ad ora avevamo considerato il petrolio morto» e Dirk Schulze-Makuch, School of the Environment della Washington State University’s, solo ricercatore statunitense del  team, spiega: «Abbiamo visto una grande diversità di batteri e di archeobatteri. Ecco perché parliamo di un “ecosistema”, perché abbiamo molta  diversità nelle goccioline d’acqua».

Su  Live Science i ricercatori scrivono di aver trovato anche i microbi degradano attivamente il greggio in asfalto, suggerendo che un fenomeno simile potrebbe essere utilizzato per ripulire le fuoriuscite di petrolio e Schulze-Makuch.aggiunge: «Per me, la cosa bella dal punto di vista dell’astrobiologia, è l’analogia con la luna di Saturno, Titano, dove c’è n lago di idrocarburi in superficie. Ma questo dimostra che, grazie alla biodegradazione dei composti del petrolio, l’astrobiologia ha grandi applicazioni ambientali».

Schulze-Makuch e i suoi colleghi nel 2010 hanno scoperto che il Pitch Lake, un’area di 0,46 Km2, equivalente a circa 90 campi di football, nell’isola caraibica di Trinidad, brulicava di vita microbica. La vita aliena potrebbe quindi esistere negli stagni di fango si lontani pianeti o su lune come  Titano ed il nuovo studio fornisce un livello di dettaglio microscopico su come possa esistere la vita in un ambiente così duro. Schulze-Makuch spiega ancora: «Abbiamo scoperto che dove non avevamo guardato ci sono altri habitat, dove la vita esiste e prospera. Ognuna di queste gocce d’acqua contiene fondamentalmente un mini-ecosistema». Infatti le goccioline contengono un gruppo eterogeneo di specie microbiche “aliene” che degradano il petrolio in una varietà di molecole organiche. .

Meckenstock  ha detto a Live Science che «I microbi con grande probabilità sono stati racchiusi in gocce nel sottosuolo profondo e sono risaliti insieme al petolio». Secondo Schulze-Makuch «Questi risultati suggeriscono che i microbi potrebbero svolgere un ruolo più importante di quanto si pensasse nella scomposizione del petrolio. Anche a concentrazioni di petrolio più alte, per esempio, una fuoriuscita di petrolio o di acque sotterranee contaminate, ci si può aspettare che una vivace comunità microbica mangi il petrolio. Tuttavia, mentre i microbi potrebbero abbattere il petrolio più di quanto si sospettasse precedentemente, questo non significa che i depositi di petrolio improvvisamente svaniranno. Questi processi sono ancora estremamente lenti e richiedono tempi geologici, milioni di anni. Abbiamo goccioline molto piccole goccioline ed  enormi quantità di petrolio.

Ma a Schulze-Makuch  interessa soprattutto che la scoperta di questi nuovi habitat microscopici può anche avere implicazioni per la vita su Titano, che ha laghi di idrocarburi in superficie: «Miscele acqua-ammoniaca possono salire fino alla superficie di Titano da sotto, proprio come si pensa abbia fatto l’acqua che si trova in forma di gocce nel Pitch Lake». Ora i ricercatori intendono studiare «Come funzionino la vita nelle goccioline funziona e l’ecologia di mini-ecosistemi – conclude Meckenstock -. Capire come possa sopravvivere la vita nelle goccioline d’acqua intrappolate dentro il petrolio ci darebbe un’idea migliore di come gli organismi su Titano, se esistono, potrebbero adattarsi a vivere negli idrocarburi».