Gli indios del Perù occupano i campi petroliferi. «Il governo deve consultarci»

45 anni di contaminazione petrolifera causata dall’irresponsabilità delle imprese e dello Stato

[21 settembre 2017]

Le comunità indigene dell’Amazzonia peruviana hanno avvertito il governo di Lima che non permetteranno che «si prosegua ad estrarre risorse dai nostri territori se lo Stato non ci garantirà un processo di consultazione preventiva».

E dalle parole sono subito passati ai fatti: gli indios di Loreto hanno occupato il lotto petrolifero 192  al grido di «Se non c’è consultazione preventiva, non c’è petrolio».

Le comunità amazzoniche pretendono – giustamente – che il governo non dia nessuna altra concessione nel Lote 192 senza averle prima consultate e la protesta ha paralizzato diversi pozzi petroliferi  Loreto, nel nord-est del Perù e la centrale che fornisce elettricità a tutto il territorio, gestita da una multinazionale canadese.

Secondo la Federación de Comunidades Nativas del Corriente (Feconaco), «Questa azione è stata motivata dal diniego ufficiale di consultare le federaciones selváticas colpite dalle operazioni petrolifere». Il governo centrale prevede di assegnare una nuova concessione trentennale entro il 2018.

Le comunità indigene del Feconaco  chiedono  che, nell’arco dei 30 anni della concessione, vengano assicurati i fondi per garantire  la sicurezza ambientale e sociale nei territori indigeni e la qualità della vita dei villaggi dell’area.

Il presidente della Feconaco, Carlos Sandi, h detto che «La produzione del campo 192, che estraeva in media 5.800 barili di greggio al giorno, si è ridotta fino all’80% dopo la protesta. Conviviamo da 45 anni con la contaminazione petrolifera  causata dall’irresponsabilità delle imprese e dello Stato. Tra gli altri mali, per decenni abbiamo visto danneggiare impunemente le nostre acque, i nostri suoli e risorse».