Golfo del Messico, Halliburton confessa: «Abbiamo distrutto le prove sul disastro petrolifero»

Una storiaccia di multinazionali petrolifere dietro il disastro della Deepwater Horizon

[26 luglio 2013]

Una nota dell’Office of Public Affairs del Dipartimento della giustizia Usa informa che «Halliburton Energy Services Inc. ha accettato di dichiararsi colpevole di distruzione di prove in relazione al disastro della Deepwater Horizon». Ieri una criminal information  a carico di  Halliburton, con l’accusa di distruzione di prove, è stata depositata presso la Corte Distrettuale Usa dell’Eastern District della Louisiana.

Il Dipartimento della giustizia spiega che «Halliburton ha firmato un accordo di cooperazione e dichiarazione di colpevolezza con il governo nel quale Halliburton ha accettato di dichiararsi colpevole e ammettere la sua condotta penale. Come parte del patteggiamento, la Halliburton ha inoltre concordato, previa approvazione del tribunale, di pagare la multa massima prevista dalla legge, di essere oggetto di tre anni di libertà vigilata e di continuare la sua collaborazione in un’indagine penale in corso da parte del governo. Separatamente, la Halliburton ha dato un contributo volontario di 55 milioni di dollari per la National Fish and Wildlife Foundation, che non è stato condizionato dall’accettazione della corte del suo patteggiamento».

I documenti prodotti dalla Corte, ripercorrono quanto accaduto il 20 aprile 2010, quando la piattaforma Deepwater Horizon  trivellava nel  sito di Macondo, nel Golfo del Messico, e si è verificata un’esplosione, seguita da un incendio e dal naufragio della Deepwater Horizon, che anno causato la morte di 11 lavoratori  e la più grande marea nera della storia Usa.

Dopo l’affondamento della piattaforma, Halliburton ha condotto una sua analisi dei vari aspetti tecnici e progettuali e il 3 maggio 2010 ha istituito un gruppo di lavoro interno per esaminare il disastro del giacimento di Macondo, compreso il fatto se il  numero di “centralizers” utilizzati per la produzione finale avessero contribuito a causare lo sversamento.

Un “production casing” è un lungo e pesante tubo di metallo  che penetra nei giacimenti di gas e petrolio, i  centralizer sono collari metallici situati a vari intervalli all’esterno del “production casing”, il cui utilizzo può aiutare a mantenere il casing centrato nel foro di pozzo rispetto alle pareti circostanti mentre viene abbassato e posizionato nel pozzo. Una buona “centralization”  può essere molto significativa per la qualità della successiva cementazione intorno alla parte inferiore del casing. Prima del naufragio Halliburton aveva raccomandato alla Bp di utilizzare 21 centralizers nel pozzo di Macondo. La Bp ne ha utilizzati solo 6. Halliburton puntava a dimostrare che questa era una delle cause dell’esplosione del pozzo di Macondo.

Nella sua indagine interna dopo l’incidente, il Cementing Technology Director di Halliburton, ha incaricato il  Program Manager, formato da tecnici molto esperti, di eseguire due simulazioni 3D al computer della cementazione del pozzo di Macondo e ne è venuto furi che sia con 6 che con 21 centralizer  c’era poca differenza nel risultato finale. Questi risultati sono stati distrutti. Nel giugno 2010  anche i risultati di un test simile sono andati distrutti in un incidente. Il Cementing Technology Director  ha chiesto ad un altro esperto di eseguire nuove simulazioni, ma i risultati sono stati gli stessi. Quindi Halliburton ha semplicemente deciso di sbarazzarsi delle simulazioni 3D che non sono saltate fuori nemmeno durante il contenzioso civile e l’indagine penale federale sulla Deepwater Horizon.

In realtà, come scrive oggi Christian Science Monitor, all’Halliburton sapevano che il cemento utilizzato per sigillare il pozzo di Macondo non era stabile, ma non lo ha detto alla Bp. Inoltre sapeva benissimo che quel pozzo era pieno di fango, ma anche questo ha preferito non dirlo, naturalmente per risparmiare.

La Halliburton, che comtinusa a godere di forti appoggi a Washington, soprattutto nel Partito repubblicano, è anche accusata di una serie di enormi evasioni fiscali e di una mega-truffa sulle forniture di cibo ai soldati americani in Iraq.

Alla fine, messa alle strette dalla Deepwater Horizon Task Force del dipartimento di giustizia, la Halliburton ha confessato di aver distrutto le prove nel tentativo di scaricare le colpe sulla Bp e le altre multinazionali coinvolte nel disastro petrolifero.

Bp e Transocean, la proprietaria della Deepwater Horizon, si erano già dichiarate colpevoli e si sono dette disposte a pagare rispettivamente ammende di 1, 26 miliardi di dollari  400 milioni di dollari. Halliburton, Bp  e Transocean sono anche imputate in un processo civile federale che è iniziato a febbraio e che deve stabilire i danni e le colpe della marea nera del Golfo del Messico.