Il Governo scozzese dice di no al fracking di gas e petrolio

Una consultazione dimostra una schiacciante contrarietà dell’opinione pubblica

[5 ottobre 2017]

Il governo scozzese ha annunciato che «non sosterrà lo sviluppo di petrolio e gas non convenzionali in Scozia, il che significa che vi è un divieto effettivo di fracking in Scozia. Il 31 gennaio il governo scozzese aveva avviato una consultazione pubblica generale sul Fracking e petrolio e gas non convenzionali che si è conclusa il 31 maggio. Il Governo scozzese ha poi redatto un elenco completo di evidenze scientifiche (hydraulic fracturing and coal-bed methane)  per esaminare i potenziali impatti ambientali, sanitari e economici e per informare sul suo approccio basato sulle prove. Questo ha compreso anche un rapporto stilato da un gruppo indipendente di esperti scientifici e la messa in opera di una serie di progetti di ricerca per esplorare in dettaglio alcuni aspetti.

Alla fine di questo processo – tanto “complicato” quanto veloce per gli standard italiani – Il ministro scozzese per il commercio, l’innovazione e l’energia, Paul Wheelhouse, ha spiegato al Parlamento autonomo  che la decisione fa seguito a un ampio periodo di raccolta di dati, di confronti pubblici e di dialogo sulla questione. Infatti, il cauto approccio del governo scozzese allo scottante problema dell’estrazione di petrolio e gas non convenzionali ha comportato una consultazione pubblica durata 4 mesi che ha raccolto oltre  60.000 risposte e osservazioni. Il governo autonomo di Edimburgo, dominato dagli indipendentisti di sinistra dello  Scottish national party, dice che «Nel complesso, circa il 99% delle risposte della consultazione si sono opposte al fracking e meno dell’1% sono favorevoli. Coloro che si oppongono al fracking hanno sottolineato i potenziali impatti negativi significativi e duraturi sulle comunità, sulla salute, sull’ambiente e sul clima; hanno espresso scetticismo sulla capacità dei regolamentatori di mitigare gli impatti negativi; e non erano convinti del valore di qualsiasi beneficio economico o del contributo del petrolio e gas non convenzionali al mix energetico della Scozia».

Dopo aver annunciato il suo no al fracking, il governo scozzese ha reso immediatamente esecutiva la sua decisione scrivendo alle autorità locali in tutta la Scozia per chiarire che le direttive che avevano già introdotto una moratoria sul fracking resteranno in vigore. Un prossimo voto parlamentare, seguito da una valutazione ambientale strategica, sancirà il definitivo bando del fracking in Scozia.

Il ministro Wheelhouse ha sottolineato che «Il governo scozzese non sosterrà lo sviluppo di petrolio e gas non convenzionali in Scozia. Avendo preso in considerazione gli interessi dell’ambiente, della nostra economia, della sanità pubblica e della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica, la decisione che ho annunciato significa che in Scozia il fracking non può venire e non avrà luogo. Abbiamo intrapreso uno delle più esaurienti ricerche sul petrolio e il gas non convenzionali mai svolte ovunque  da qualsiasi governo. Non abbiamo preso il procedimento o la decisione alla leggera. In ogni fase abbiamo creato opportunità per discussioni e dibattiti. I punti di vista espressi attraverso la nostra consultazione hanno dimostrato che le comunità in tutta la Scozia, in particolare nelle aree densamente popolate in cui potrebbero verificarsi le estrazioni, non sono convinti che esista un forte vantaggio economico nazionale rispetto ai  rischi e alle devastazioni che si prevedono in  settori quali i trasporti , l’inquinamento e soprattutto per la loro salute e benessere. E’ chiaro che la popolazione di tutta la Scozia resta fermamente contraria al fracking e questo governo l’ha ascoltato e ha adottato un’azione decisiva».

Ma il no al fracking scontenta la potente lobby petrolchimica e Wheelhouse cerca di tranquillizzarla: «L’industria scozzese delle sostanze chimiche ha fornito una forte opinione  sul potenziale impatto dello shale sul settore. Voglio essere chiaro: indipendentemente dalla nostra posizione sul petrolio e sul gas non convenzionali, il nostro sostegno all’industria di base e all’industria manufatturiera scozzese è incrollabile. Il manufatturiero e l’industria chimica continuano a svolgere un ruolo cruciale nell’economia scozzese. Il Governo scozzese capisce che un regime fiscale sostenibile, un’energia accessibile, un accesso alle competenze giuste e una buona infrastruttura sono tutti essenziali per un futuro di successo. Ecco perché questo governo continuerà a sostenere in diversi modi l’industria nei mesi e negli anni a venire»..