Gse: l’Italia scommette ancora sulle rinnovabili. Scendono i costi per i consumatori

Nel 2020 nuovi impianti per 3,7 GW e 7,9 TWh in più. 4,5 miliardi l’anno e 50.000 occupati

[14 dicembre 2016]

Lo studio “Energie rinnovabili al 2020 Scenari tendenziali”, pubblicato dal Gestore servizi energetici (Gse), conferma che «La green economy italiana attrae ancora investimenti e continuerà a crescere nei prossimi anni».

Lo studio elaborato Gse presenta gli scenari al 2020 e prevede che «Nel periodo 2016-2020 saranno installati circa 3,7 GW di potenza aggiuntiva da fonti rinnovabili, per un investimento di oltre 7 miliardi di euro. Numeri che denotano la vivacità del settore, nonostante la riduzione degli incentivi».

Infatti, il Gse sottolinea che dal 2014, anche in assenza del Conto Energia, «sono stati installati mediamente 300 MW annui di impianti fotovoltaici, che beneficiano dello Scambio sul posto». Lo studio prevede che il trend si consoliderà anche in futuro, «portando all’installazione di circa 1,5 GW di fotovoltaico nel periodo 2016-2020».

Secondo il Gse, «L’Italia, dunque, ha ancora voglia di scommettere sulla sostenibilità ambientale. I 3,7 GW di potenza aggiuntiva, infatti, consentiranno di produrre oltre 7,9 TWh di energia elettrica, di cui circa 3,2 derivanti dall’eolico (il 40%). Considerando la fisiologica uscita dalla produzione di alcuni impianti a bioenergie, l’Italia potrà contare su 6,9 TWh di energia verde in più, passando così dai 109,5 TWh del 2015, ai 116,4 del 2020».

Lo studio affronta anche la quesione di quale sarà l’impatto in bolletta dei nuovi impianti e stima che, «nonostante l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili, gli oneri per i consumatori diminuiranno, passando dai 12,7 miliardi di euro del 2015 ai 12,1 miliardi del 2020. Una diminuzione che proseguirà in maniera più accentuata anche in futuro, tanto che nel 2030 si stima che gli oneri in bolletta si attesteranno a 7,2 miliardi di euro l’anno. Ciò è dovuto al fatto che i nuovi impianti avranno incentivi inferiori rispetto ai vecchi, alcuni dei quali destinati a cessare la produzione».

Il presidente del Gse, Francesco Sperandini, ha evidenziato che «L’ambiente in cui viviamo non è l’eredità dei nostri padri, ma il prestito dei nostri figli. Per questo, investire nel settore della sostenibilità ambientale è strategico nell’attualità per la crescita economica del nostro Paese, e ineludibile in prospettiva per i figli dei nostri figli».

Lo studio dimostra che l’Italia vuole continuare ad essere a protagonista in Europa rispetto agli obiettivi Ue di sviluppo delle energie rinnovabili e riduzione delle emissioni di CO2. Il Gse stima che, «nell’attuale scenario, i consumi di energia al 2020 saranno coperti per il 18,4% dalle fonti rinnovabili. Un risultato che supera di quasi un punto e mezzo percentuale il target europeo del 17% al 2020 per l’Italia».

Poi ci sono gli impatti economico-occupazionali: lo studio prevede che «le spese per l’esercizio e la manutenzione dell’intero parco di generazione elettrica da Fer si attesteranno intorno ai 4,5 miliardi di euro annui. Una cifra che in termini occupazionali equivale a circa 50.000 posti di lavoro a tempo pieno, diretti e indiretti, ma soprattutto permanenti, in quanto legati al ciclo di vita degli impianti».