Guerra del petrolio dei due Sudan, raggiunta una fragile tregua

Siglato un accordo per far passare il greggio sud-sudanese dal Sudan

[4 settembre 2013]

Il presidente del Sudan, Omar el Bachir, ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il suo collega del Sud Sudan, Salva Kiir Mayardit, che sblocca l’invio di petrolio del sud attraverso il territorio del Sudan, “unendo” così i due territori in guerra.

Tra i primi a dare la notizia è stata l’agenzia ufficiale Cinese Xinhua e non è un caso, visto che Pechino, alleato di ferro del regime autoritario islamico di el Bachir, è molto interessata al petrolio sudanese.

Bachir ha detto che i due Sudan hanno anche concordato di «Sviluppare le loro relazioni per soddisfare gli interessi comuni dei due Paesi» e Kiir ha confermato «L’impegno del mio Paese ad aprire una nuova pagina con il Sudan per applicare tutti gli articoli dell’accordo di cooperazione congiunto».

Speriamo solo che non sia l’ennesimo patto che fissa una fragile tregua nell’infinita guerra per il petrolio ed i confini tra Sudan e Sud Sudan, nella quale entrambi le parti utilizzano odi tribali, etnici e religiosi per le loro rivendicazioni.

Kiir è arrivato ieri a Khartoum per discutere con el Bachir delle problematiche relazioni bilaterali tra i due Sudan e degli interessi comuni che hanno nel settore petrolifero, dell’industria, della finanza e della sicurezza, ma soprattutto degli accordi firmati dai due Paesi dopo la recente indipendenza del Sud Sudan e che rimangono in gran parte lettera morta.

Kir è arrivato nella capitale sudanese ad appena 72 ore dell’ultimatum fissato da Khartoum prima di bloccare il flusso di petrolio attraverso le sue pipeline che raggiungono i pori sul Mar Rosso. Il Sudan aveva dato al governo di Juba 60 giorni per rinunciare a sostenere i ribelli sudanesi che operano al confine tra i due Statui, se il Sud Sudan continuerà a sostenere l’opposizione armata al regime di el Bachir il Sudan cesserà di esportare il petrolio sud-sudanese attraverso il suo territorio. Si tratta di una minaccia speculare a quella che ha provocato l’ultima guerra tra i due Sudan nel 2012, quando Juba chiuse i rubinetti del petrolio verso il Sudan perché Khartoum armava le milizie tribali antigovernative ed aveva mandato il suo esercito ad occupare territori contesi e, guarda caso, ricchi di petrolio.