La guerra fredda con la Russia riaccende il pericolo del nucleare sovietico

La sospensione del programma Cooperative Threat Reduction con gli Usa è la fine di un’era

[22 gennaio 2015]

La Russia ritiene definitivamente conclusa ogni forma di cooperazione con il personale del Dipartimento della difesa Usa, che ha lavorato per proteggere impianti e scorte nucleari russe dopo il crollo dell’Unione Sovietica.

Stando alla notizia lanciata dal Boston Globe, siamo quindi al congelamento totale delle attività di cooperazione dei militari Usa con la Russia per smantellare la pericolosa eredità nucleare della guerra fredda e custodire le scorte di armi e materiali nucleari. Una ricaduta della nuova guerra fredda ucraina che ha portato il presidente russo Vladimir Putin a tagliare qualsiasi accordo di tipo militare/strategico con i Paesi Nato.

Come spiega Bellona, l’associazione scientifica/ambientalista che da sempre segue con preoccupazione lo smaltimento delle scorie e delle attrezzature nucleari – militari e civili – ex sovietiche e poi russe, «al centro del patto di sicurezza nucleare ormai scartato c’era il programma Cooperative Threat Reduction (CTR), noto anche come Nunn-Lugar, così chiamato per i due ex senatori Usai, Sam Nunn e Richard Lugar, che mediarono l’accordo nel 1991». Ma Putin vede ormai ovunque una possibile ingerenza straniera, come dimostra a legge “agente straniero” contro le associazioni internazionali – anche quelle ambientaliste –  e, sulla scia dei fatti ucraini, la Russia ha definitivamente abbandonato il programma di smaltimento internazionale dei sui materiali atomici. Secondo il Boston Globe la decisione è stata presa a metà dicembre 2014, quando i rappresentanti di Usa  e Russia sono incontrati in segreto a Mosca per due giorni di colloqui ai quali hanno partecipato una quarantina di persone, compresi esperti nucleari del dipartimento dell’energia, del  Pentagono e il Dipartimento di Stato Usa ed alti funzionari russi che gestiscono diversi programmi di smantellamento dei sottomarini nucleari e di controllo degli armamenti.

Il 16 dicembre sarebbe stato firmata una dichiarazione di tre pagine che mette fine all’accordo di cooperazione dal primo gennaio 2015, ma la cosa è trapelata solo da pochi giorni

Con la cancellazione del Nunn-Lugar non si sa che fine farà la essa in sicurezza di alcune delle 7 città nucleari chiuse della Russia, che ospitano le più grandi riserve del paese di uranio altamente arricchito e di l plutonio. Infatti il team Usa-Russia stava lavorando ad aumentare la sicurezza in 18 strutture civili, dove sono stoccati anche armamenti nucleari obsoleti,  e per convertire l’uranio altamente arricchito contenuto nelle armi nucleari obsolete in combustibile nucleare. Inoltre gli interventi riguardavano anche altri due impianti nucleari chiusi.

Probbilmente l’accordo mette fine anche al progetto di realizzare sistemi di sorveglianza in 13 edifici per lo stoccaggio di materiali nucleari e altri progetti per installare rivelatori di radioattività alle frontiere, negli aeroporti e porti della Russia per impedire il contrabbando di materiale nucleare. Secondo l’inchiesta del Boston Globe, questi progetti non potrebbero prendere il via senza i finanziamenti e l’assistenza Usa.

La Russia dice di avere i soldi per finanziare i suoi propri progetti per la sicurezza nucleare per lo smantellamento delle armi e degli impianti obsoleti, Putin ne fa un punto di onore nazionale e personale. Ma gli esperti statunitensi ricordano che le scorte di armi presenti ancora in Russia sono sufficienti a fare centinaia di bombe nucleari.

David Huizenga, un esperto di non-proliferazione della US National Nuclear Security Administration, che secondo il ben informato Russia Today era il capo della delagazione uSa per le trattative di dicembre, ha però detto: «Siamo incoraggiati dal fatto che loro [i russi] hanno dichiarato più volte che intendono finire questo lavoro»

Ma il direttore esecutivo di Bellona, Nils Böhmer, è preoccupato: «Rimane troppo lavoro rimane per permettersi di abbandonare il Nunn-Lugar. Anche se il programma CTR ha messo in sicurezza enormi quantità di materiale nucleare in Russia, c’è ancora la necessità di cntinuare questo sforzo. Ci deve essere una costante attenzione per la salvaguardia de surplus di materiale nucleare in Russia per i decenni a venire. anche se la Russia di recente ha fatto progressi in questo lavoro, è ancora necessaria l’assistenza internazionale».

Edwin Lyman, un esperto di non proliferazione nucleare dell’Union for Concerned Scientists, ha detto a Bellona News che invece, secondo lui, la Russia potrebbe continuare da sola nel lavoro non proliferazione, ma di non sapere se il Cremlino intende farlo davvero. Lyman  è convinto che la Russia non abbia mai affrontato davvero seriamente il problema delle sue scorte di plutonio e che, andati via gli americani, la cosa potrebbe essere gestita in maniera non proprio efficiente. A pensa così anche Kenneth Luongo, presidente della Partnership for Global Security, che ha detto a Bellona che «La Nunn-Lugar ha lasciato alla Russia le infrastrutture, ma non si può dire se può sostenere un sistema di sicurezza moderno o lo lascerà degradare. Alla fine sarà probabilmente una qualche via di mezzo: Sono attrezzature degli Stati Uniti ed hanno bisogno di essere manutenute, e spero che sostengano l’investimento».

Quello che  è evidente c è che la nuova guerra fredda ha chiuso la Nunn-Lugar, un progetto molto efficace sin dal suo inizio, e le attività che puntavano a distruggere centinaia di armi atomiche e sottomarini a propulsione nucleare. Inoltre l’iniziativa pagava gli stipendi di molti lavoratori dell’imponente complesso nucleare militare della Russia, scongiurando  la fuga di cervelli verso Paesi che vogliono costruire armi nucleari. Inoltre il Cooperative Threat Reduction ha realizzato impianti di sicurezza in diverse strutture che ospitano armi e materiali nucleari ed ha addestrato il personale che li utilizza. Il programma ha anche facilitato il ritiro dei materiali di fissione e di armi nucleari dalle ex repubbliche sovietiche oggi indipendenti.

Per una ventina di anni il Nunn-Lugar è stato anche un affare: in Russia sono stati spesi 2 miliardi dollari, per il 2015 gli Usa avevano previsto altri 100 milioni, con investimenti fino al 2018 che ora sono stati cancellati.  Anche se la maggior parte dei progetti a lungo termine del  CTR – come lo smantellamento dei vecchi sottomarini nucleari della flotta Russa del Nord armati di missili balistici – sono stati completati, la sua cancellazione è stata certamente causata dal nuovo scontro tra Usa/Nato/Ue e Russia.

«Il Nunn-Lugar non era politico e ora è stato politicizzato – sottolinea Luongo – Una cosa che non si dovrebbe proprio fare è politicizzare è cose che possono far saltare in aria pezzi di città e Paesi».”

Il Cremlino aveva già avvertito nell’ottobre 2012 che non avrebbe rinnovato il Nunn-Lugar senza grandi modifiche, ma non aveva mai detto quali fossero. Poi il ministro della difesa russo Sergei Shoigu, nel  novembre 2014, disse che il programma sarebbe stato bloccato.

Sergei Kiriyenko, a capo della Commissione per il Controllo e la Gestione dell’Energia russa ha ripetutamente assicurato che le decisioni prese recentemente in ambito nucleare sono a lungo termine e che la politica non c’entra nulla (sic!) ma Luongo ribatte: «Questa è stata una  decisione di Russia e solo sua. Non è stata una sorpresa, ma è la fine di un’era. Si può sostenerla, ma io sono preoccupato per le implicazioni politiche che vogliono far credere che [Nunn-Lugar] fosse un’operazione di spionaggio e non il simbolo di due nazioni che si prendono le loro responsabilità. E’ chiaramente da intendere come un affronto per gli Stati Uniti, ma è deplorevole per tutti i soggetti coinvolti».