Ce li metteranno Unione europea e FMI come aiuti all’Ucraina?

Guerra del gas: l’Ucraina deve trovare 5 miliardi di dollari per pagare Gazprom

[29 settembre 2014]

Secondo il quotidiano russo Nezavissimaïa Gazeta, «I risultati intermedi dei negoziati trilaterali Ue-Ucraina-Russia sul gas sono stati accolti da Mosca con molto ottimismo. Kiev avrebbe accettato di versare a Gazprom più di 3 miliardi di dollari per rimborsare il debito e pagare le sue future forniture». Ma Ria Novosti avverte: «E’ ancora troppo presto per gridare vittoria perché queste condizioni devono ancora essere approvate a livello di governo e non c’è alcuna garanzia che Kiev sia pronta ad accettare le de-escalation del conflitto gasiero».

Il ministro dell’energia russo Alexandr Novak, che ha partecipato al summit, ha detto comunque di essere «soddisfatto per il risultato dei negoziati» ed ha aggiunto che «La posizione della Russia resta immutata: chiede il rimborso del debito per il gas già fornito, un pagamento anticipato per i futuri approvvigionamenti ed una ristrutturazione del debito. L’Ucraina si è impegnata a rimborsare 2 miliardi di dollari prima della fine di ottobre e 1,1  miliardi di dollari di debiti saranno ristrutturati e versati a Gazprom entro la fine dell’anno».

In cambio Gazprom fornirà all’Ucraina  5 miliardi di m3 di gas secondo il principio take-or-pay e  riserverà un’opzione per fornire quantità supplementari se ce ne sarà bisogno. Ria Novosti sottolinea che «Tutti questo approvvigionamenti saranno effettuati solo attraverso pre-pagamenti». Tutte queste condizioni resteranno in vigore per l’autunno/inverno 2014/2015».

Il commissario Ue all’energia, Günther Oettinger, conferma l’esistenza di un accordo per l’inverno che dovrebbe permettere all’Ucraina ed a tutti i Paesi europei che dipendono dal transito di non ritrovarsi a corto di gas: «Abbiamo negoziato un piano in più punti, una soluzione provvisoria per assicurare l’approvvigionamento». Il prezzo negoziato è di 303 euro per 1.000 m3 di gas , meno dei 382 euro chiesti da Gazprom, ma molto più dei 211 euro che Kiev c pagava (o meglio a volte pagava) prima della “rivoluzione” e della guerra contro i secessionisti della Novarossia.

E’ indubbio che si tratta di una vittoria di Mosca in campo energetico dopo quella armata sul terreno degli autonomisti filo-russi, ma le decisioni definitive dovranno essere prese dopo le consultazioni bilaterali tra i governi ucraino e russo ed a Kiev aumentano le proteste contro il governo, con la destra nazionalista e nazi-fascista che accusa la nuova leadership ucraina di  aver ceduto militarmente alla Russia e l’Unione europea di aver tradito la “rivoluzione” di Piazza Maidan per il gas.  Comunque una nuova riunione è già prevista per il 3 ottobre.

I giornali russi intanto fanno i calcoli: «Per la fornitura di 5 miliardi di m3 di gas Kiev dovrà sborsare 1,915 miliardi di dollari. Detto in altre parole, aggiungendo il rimborso del debito di 3,1 miliardi di dollari, l’Ucraina dovrà trovare nei prossimi mesi circa 5 miliardi di dollari per versarli a Gazprom».

Molto, moltissimo, per un Paese praticamente in bancarotta e che ormai ha perso il controllo delle aree più industrializzate e delle miniere di carbone ai confini con la Russia. Inoltre le condizioni per un compromesso evocate da Novak non corrispondono alle condizioni preliminari avanzate all’inizio di settembre dal gruppo ucraino Naftogaz  (che i russi accusano apertamente di aver rubato enormi volumi di gas in transito) per chiudere il litigio gasiero con la Russia. Ma ora Kiev sembra aver dimenticato le sue irrinunciabili esigenze iniziali, probabilmente anche per le pressioni che arrivano da Bruxelles. Quello che temono gli osservatori russi è che i consiglieri  americani  del premier nazionalista ucraino Arseni Iatseniuk si mettano di traverso e facciano saltare questa bozza di accordo .  Secondo Sergei Pravossudov, direttore dell’Istituto dell’energia nazionale russo, «Washington potrebbe non apprezzare il compromesso gasiero tra Kiev e Mosca, anche se obiettivamente l’Ucraina ha bisogno del gas russo a causa della riduzione della produzione locale del carbone. Per il Fondo monetario internazionale e l’Unione europea   sarebbe più ragionevole inviare direttamente il denaro a Gazprom a titolo di aiuto finanziario a profitto di Kiev. In questo caso, gli alti funzionari ucraini non avrebbero alcuna ragione di ritardare i pagamenti per il gas russo».