I numeri del cancro in Toscana e il ruolo dell’ambiente

Sono due i fattori ambientali che più preoccupano secondo l'analisi Aiom e Airtum: l’inquinamento atmosferico e… il sole

[16 maggio 2018]

Ogni giorno in Toscana sono stimate circa 67 nuove diagnosi di cancro: fanno circa 24.500 nuovi casi di tumore in un anno (12.450 uomini e 12.050 donne), con una tendenza che rispecchia quella nazionale: un andamento stabile delle nuove diagnosi fra gli uomini e un incremento fra le donne. I dati presentati ieri nella sede della Giunta regionale a Firenze dall’Aiom (Associazione italiana oncologia medica) e dall’Airtum (Associazione italiana registri tumori) sono quelli contenuti nel volume I numeri del cancro in Italia 2017di cui ci siamo già occupati su queste pagine –, ma permettono un focus più mirato sul territorio toscano.

Insieme ai dati sui nuovi casi di cancro, è dunque bene mettere a fuoco anche quelli (dieci volte più elevati) delle persone ancora in vita dopo aver ricevuto la diagnosi di tumore: 204.140. «Da un lato – osserva infatti Andrea Michelotti, coordinatore Aiom Toscana – il progressivo invecchiamento della popolazione determina un inevitabile aumento dei nuovi casi. Dall’altro, il cancro rappresenta la patologia cronica su cui le campagne di prevenzione mostrano i maggiori benefici: infatti il 40% dei casi è evitabile seguendo uno stile di vita sano. Ma serve più impegno in questa direzione».

Anche il docente di Economia ecologica dell’Università di Pisa Tommaso Luzzati, firmando il recente studio Economic growth and cancer incidence, pone l’accento “sull’epidemia di cancro” in corso nel mondo come una malattia della modernità, non legata solo all’invecchiamento della popolazione: «L’incidenza dei nuovi casi di cancro aumenta col reddito procapite», spiega Luzzati, con un ruolo significativo attribuibile «al degrado ambientale e agli stili di vita». Ma ogni area ha le sue peculiarità, ed è necessario sottolineare che in Toscana la mortalità per cancro «è inferiore alla media nazionale e in continua diminuzione – come spiega Carlotta Buzzoni, vicepresidente Airtum – Nel 2014 sono deceduti per tumore circa 340 uomini ogni 100mila (348,5 Italia) e 192 donne ogni 100mila (195,7 Italia)».

Sempre nel 2014 (Istat, ultimo anno disponibile) sono stati invece 12.149 i decessi attribuibili a tumore in Toscana: la neoplasia che ha fatto registrare il maggior numero di decessi è quella del polmone (2.299), seguita da colon retto (1.258), pancreas (802), stomaco (784) e seno (697).

Quali sono gli aspetti di degrado ambientale che più hanno contribuito a queste morti? Nei dati presentati da Aiom e Airtum per le varie tipologie di cancro sono due i fattori ambientali che emergono con maggior chiarezza: l’inquinamento atmosferico e… il sole.

Preoccupa infatti in Toscana il notevole aumento, pari al 24%, delle diagnosi di melanoma, passate da 1.002 nel 2014 a 1.250 nel 2017: il più importante fattore di rischio ambientale per il melanoma è stato infatti identificato nell’esposizione a raggi UV, in rapporto alle dosi assorbite, al tipo di esposizione (intermittente più che cronica) e all’età (a maggior rischio l’età infantile e adolescenziale); un altro fattore di rischio è rappresentato dal numero di ustioni solari (danno acuto da esposizione a fonti naturali o artificiali di UV) e dalla quantità totale di esposizione agli UV nel corso della vita.

Per quanto riguarda invece il cancro al polmone – ovvero la neoplasia che in assoluto ha fatto registrare il maggior numero di decessi nel 2014 – è noto che l’esposizione al particolato atmosferico e all’inquinamento atmosferico sono state classificate dallo Iarc (International agency for the research on cancer) come cancerogena per l’uomo. E qui le osservazioni non possono che ricalcare quelle già valide per l’intero contesto nazionale: i primi responsabili per la cattiva qualità dell’aria rimangono traffico veicolare e riscaldamento residenziale, ed è su questi punti che è più urgente agire.

Senza dimenticare che per lottare adeguatamente contro il cancro non è possibile fare a meno della prevenzione. Oggi le due neoplasie più frequenti, quella della prostata negli uomini e della mammella nelle donne, presentano sopravvivenze a 5 anni pari a circa il 90%, con percentuali ancora più elevate quando la malattia è diagnosticata in stadio precoce.

«La mortalità per tumori nella Regione continua a ridursi, in particolare tra gli uomini, proprio grazie ai progressi nei programmi di screening e nelle cure», spiega la vicepresidente Airtum Carlotta Buzzoni, e occorre spingere in questa direzione coinvolgendo sempre più cittadini. «I dati descrivono anche una Toscana che è tra le regioni migliori per la prevenzione – conclude l’assessore alla Salute Saccardi, intervenendo a Firenze (nella foto, ndr) – Ci siamo organizzati per fare un lavoro sempre più rilevante sugli screening, e lavorare su prevenzione e diagnosi precoce del tumore».