I russi si comprano il petrolio offshore della Siria

[27 dicembre 2013]

Nonostante le bombe che fanno strage in Libano e la guerra sempre più crudele in Siria, i russi sembrano puntare ancora sulla sopravvivenza del regime nazional-socialista di Bashir al Assad. Il gruppo petrogasiero russo SoyouzNefteGaz ha infatti annunciato che investirà 90 milioni di dollari nella prospezione e trivellazione del blocco 2 al largo delle coste siriane.

La portavoce della multinazionale petrolifera russa, Manal Zeiti, ha detto a Ria Novosti che «SoyuzNefteGaz dovrebbe investire 15 milioni di dollari nel progetto. In seguito, il gruppo russo investirà 75 milioni nella trivellazione di un pozzo pilota».

Il 25 dicembre SoyouzNefteGaz e il ministero del petrolio siriano hanno firmato un contratto per la prospezione di idrocarburi nel blocco 2 della piattaforma continentale siriana, che si estende tra le città costiere di Tarus e Baniyas su una superficie marina di 2.190 km2.

Secondo l’agenzia stampa ufficiale siriana, che cita il ministro del petrolio Suleiman Abbas, «Il contratto entrerà in vigore immediatamente, nonostante le sanzioni imposte alla Siria dall’Unione europea e dagli Stati Uniti», che del resto Mosca non ha mai rispettato, continuando a rifornire di armi ed aiuti il regime baathista dinastico di Assad.

Il petrolio rappresenta un salvagente per la disastrata economia siriana e quello offshore dovrebbe compensare la perdita di gran parte dei maggiori pozzi petroliferi a terra, localizzati soprattutto nel nord-est della Siria, che sono attualmente nelle aree occupate dai ribelli dell’opposizione siriana e dalle milizie integraliste finanziate ed armate da Arabia saudita e Qatar.