Iaea: «L’Iran non garantisce il carattere pacifico del suo programma nucleare»

[9 settembre 2013]

Il Board of Governors dell’Internatiponal Atomic Energy Agency (Iaea) è riunito da oggi a Vienna per discutere una serie di questioni, tra le quali le misure per rafforzare la cooperazione internazionale in materia di nucleare, radiazioni, trasporto e sicurezza delle scorie. Il Consiglio riceverà anche un aggiornamento sull’Action Plan on Nuclear Safety, approverà il Nuclear Security Report 2013 e comincerà ad analizzare il Nuclear Security Plan for 2014-2017. Durante il meeting viennese si parlerà anche delle attività dell’Iaea riguardanti nucleare, scienza, tecnologia e delle verifiche nucleari.

Ma le deliberazioni più attese del Board of Governors dell’Iaea sono ancora una volta quelle che riguardano la Corea del nord e soprattutto il Medio Oriente, in particolare  l’attuazione del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) da parte dell’Iran e della Siria.

Se l’unica installazione nucleare siriana sarebbe già stata bombardata dai caccia israeliani negli anni passati (a proposito, Israele non aderisce al Tnp, ha reattori e bombe nucleari), per quanto riguarda l’Iran oggi il  direttore generale dell’Iaea, il giapponese Yukiya Amano,  ha detto  di «non essere in grado di garantire che l’Iran utilizzi tutti i materiali nucleari in suo possesso a fini pacifici».

Il che vuol dire che Amano non è in grado nemmeno di dire il contrario, ma la posizione dell’Iaea sembra un vero assist agli Usa che si apprestano ad attaccare il fedele alleato dell’Iran in medio oriente: la Siria.

Secondo Amano Teheran fa proprio quello che da sempre fa Israele: «L’Iran non coopera abbastanza perché noi siamo in grado di assicurare l’assenza di materiali e di attività nucleari non dichiarate. Così, l’Agenzia non può concludere che tutti i materiali nucleari detenuti da Teheran siano utilizzati a fini pacifici».

Quanto detto da Amano oggi al Board of Governors dell’Iaea è musica per le orecchie di statunitensi e israeliani che accusano l’Iran di volersi dotare dell’arma nucleare sotto la copertura di un programma di nucleare civile sostenuto dalla Russia, altro amico fidato del regime siriano di Bashir Al Assad.

L’Iran ha riconosciuto più volte che sta arricchendo l’uranio al 20%, ma giura che questo avviene solo con obiettivi pacifici e per soddisfare la richiesta di elettricità di un Paese che galleggia sul petrolio e sul gas e che ha enormi possibilità di sfruttamento dell’energia solare ed eolica.

Dal 2003 il G 5+1 (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Usa e Germania) opera a fianco dell’Iaea per convincere Teheran a sospendere le sue attività di arricchimento dell’uranio che potrebbero mettere in pericolo il regime di non proliferazione nucleare in Medio Oriente, dove anche l’Arabia Saudita pensa di dotarsi della bomba atomica per contrastare il presunto riarmo di Teheran.