Idrogeno pilastro della transizione energetica mondiale? Potrebbe produrre il 18% dell’energia

Riduzione del 20% delle emissioni di CO2 e 30 milioni di posti di lavoro in più entro il 2050

[15 novembre 2017]

L’Hydrogen Council ha presentato al Sustainability Innovation Forum ospitato dalla 23esima Conferenza delle parti dell’United Nations framework convention on climate change in corso a Bonn  lo studioHydrogen, Scaling up” che «delinea una roadmap completa e quantificata per ridimensionare l’implementazione e il suo impatto positivo sulla transizione energetica».

Secondo lo studio redatto con il supporto di McKinsey,  «Distribuito su larga scala, l’idrogeno potrebbe rappresentare quasi un quinto dell’energia finale consumata entro il 2050. Ciò ridurrebbe le emissioni di CO2 annue di circa 6 gigatoni rispetto ai livelli odierni e contribuirebbe circa il 20% dell’abbattimento necessario per limitare il riscaldamento globale a due gradi Celsius».

Per quanto riguarda la domanda, l’Hydrogen Council  è convinto che entro il 2030 potrebbero essere alimentate a idrogeno da 10 a 15 milioni di auto e 500.000 autocarri, ma l’idrogeno potrebbe essere utilizzato anche altri settori, come i processi industriali, la produzione di materie,il riscaldamento di edifici e la produzione e lo stoccaggio di  energia. Lo studio prevede che, complessivamente, «La domanda annua di idrogeno potrebbe aumentare di dieci volte nel 2050 a quasi 80 EJ (Exajoule = 1018 J, ndr), raggiungendo il 18% della domanda totale di energia finale nello scenario 2050 a 2 gradi. In un periodo in cui le popolazioni globali dovrebbero crescere di due miliardi di persone entro il 2050, le tecnologie dell’idrogeno hanno il potenziale per creare opportunità per una crescita economica sostenibile».

Per raggiungere la quota di Idrogeno nel mix energetico mondiale prevista nello studio  ci vorrebbero sostanziosi investimenti: circa 20-25 miliardi di dollari all’anno per un totale di circa 280 miliardi di dollari entro il 2030. L’Hydrogen Council  e McKinsey  ritengono che con una regolamentazione adeguata che includa politiche di coordinamento e incentivazione stabili e a lungo termine, è possibile attrarre gli investimenti necessari a implementare la tecnologia e ricordano che «Il mondo investe ogni anno più di 1,7 trilioni di dollari in energia, tra cui 650 miliardi di dollari in petrolio e gas, 300 miliardi di dollari nell’energia elettrica rinnovabile e oltre 300 miliardi di dollari nell’industria automobilistica».

Presentando lo studio, Takeshi Uchiyamada, presidente di Toyota Motor Corporation e co-presidente dell’Hydrogen Council, ha sottolineato che «Il mondo nel XXI secolo deve passare al diffuso utilizzo di energia low carbon.  L’idrogeno è una risorsa indispensabile per realizzare questa transizione perché può essere utilizzato per stoccare e trasportare energia elettrica da eolico, solare e altre energie rinnovabili, per il trasporto di energia e per molte altre cose. L’Hydrogen Council  ha identificato sette ruoli per l’idrogeno, ecco perché incoraggiamo i governi e gli investitori a dargli un ruolo preminente  loro piani energetici. Prima arriviamo all’economia dell’idrogeno, meglio è, e siamo tutti impegnati a renderla una realtà». Uchiyamada è convinto che i Giochi olimpici e paraolimpici di Tokyo saranno un’importante pietra miliare per mostrare al mondo la società e la mobilità dell’idrogeno.

L’Hydrogen Council, fondato al World economic forum di  Davos all’inizio di quest’anno, è un’iniziativa di alto livello di grandi multinazionali per promuovere le tecnologie dell’idrogeno nella transizione energetica globale. Attualmente ne fanno parte 18 multinazionali – Air Liquide, Alstom, Anglo American, Audi, BMW Group, Daimler, Engie, General Motors, Honda, Hyundai Motor, Iwatani, Kawasaki, Plastic Omnium, Royal Dutch Shell, Statoil, Toyota  –  e 10 dynamic players: Ballard, Faber Industries, Faurecia, Fuel First Element (True Zero), Gore, Hydrogenics, Mitsubishi, Mitsui & Co, Plug Power e Toyota Tsusho. La coalizione rappresenta complessivamente un fatturato complessivo di oltre 1,5 trilioni di euro e oltre 2 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo

Alla presentazione della nuova roadmap dell’idrogeno era presente tutto il gotha dell’Hydrogen Council e,  oltre a Uchiyamada, al Sustainability Innovation Forum hanno partecipato il presidente e CEO di Air Liquide Benoît Potier, il CEO di The Linde Group   Aldo Belloni, il vicepresidente della Hyundai Motor Company Woong-chul Yang  e Anne Stevens, del board di Anglo American che ha invitato gli investitori, i policymakers e il businesses  a unirsi a loro per accelerare l’implementazione di soluzioni all’idrogeno per la transizione energetica.

Potier ha concluso: «Questo studio conferma il ruolo dell’idrogeno come pilastro centrale nella transizione energetica e ci incoraggia nel nostro sostegno alla sua diffusione su larga scala. L’idrogeno sarà un’ determinatore inevitabile per la transizione energetica in alcuni settori e aree geografiche. Quanto prima riusciremo a farlo, prima potremo goderci i necessari benefici dell’idrogeno al servizio delle nostre economie e delle nostre società. Le soluzioni sono tecnologicamente mature e gli operatori del settore sono impegnati. Per farlo, sono necessari sforzi concordati; guidare questo sforzo è il ruolo dell’ Hydrogen Council».