Iea: la domanda mondiale di petrolio rallenta a un ritmo più veloce del previsto

L’Arabia saudita supera gli Usa e torna primo produttore. Calo nei Paesi non-Opec

[14 settembre 2016]

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L’Oil Market Report  (Omr) di settembre dell’International energy agency (Iea) evidenzia che «La crescita della domanda mondiale di petrolio sta rallentando a un ritmo più veloce di quanto inizialmente previsto». Se per il 2016 era previsto un incremento di 1,3 milioni di barili al giorno (mb/d), invece si prospetta un calo di 0,1 mb/d rispetto alla precedente previsione Iea  «a causa di un rallentamento più pronunciato per il 3Q16. Il momentum facilita un ulteriore calo di 1,2 mb/d nel 2017, dato che le condizioni macroeconomiche di base  rimangono incerte».

Intanto, le forniture mondiali di petrolio sono diminuite di 0,3 m/d ad agosto, trascinate in basso dai Paesi non-Opec.  La produzione mondiale di petrolio è stata di 96,9 mb/d, cioè 0,3 mb/d al di sotto di un anno fa, ma  la produzione quasi record dei Paesi Opec  ha praticamente compensato il rapido calo di Paesi non-Opec.

L’Omr Iea dice che le forniture dai Paesi non-Opec dovrebbero tornare a crescere nel 2017 (+380 kb/d) dopo l’atteso declino di 840 kb/d di quest’anno.

Ad agosto la produzione di greggio Opec è salita a 33,47 mb/d agosto, grazie al fatto che i produttori del Medio Oriente hanno aperto i rubinetti. Nel Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti si è battuto il record di produzione di petrolio e l’Iraq ha aumentato fortemente l’estrazione. Anche l’Arabia Saudita si è avvicinata al suo record, ridiventando così  dopo oltre due anni il primo produttore di petrolio al mondo con 12,58 mb/d  contro i 12,2 mb/d degli Usa che avevano superato i sauditi nell’aprile 2014. I prezzi bassi del greggio tradizionale hanno messo in ginocchio il fracking Usa, che sembra aver già archiviato il suo boom.

Intanto il più grande nemico dei sauditi, l’Iran ha raggiunto un nuovo record di produzione petrolifera dopo la fine delle sanzioni occidentali contro il suo programma nucleare.

L’Iea spiega che «La fornitura complessiva Opec si situa a 930 kb/d al di sopra di un anno fa».

Ma la situazione del mercato petrolifero resta anemica e nel 2016 i prodotti petroliferi delle raffinerie sono destinati a crescere al tasso più basso in un decennio: secondo i dati Ocse si è passati da 32,5 a luglio a  31,11 mb a settembre, quando le raffinerie raggiungono il picco estivo. Le scorte di greggio non sono calate fino a che un maltempo eccezionale ha colpito gli Usa a fine  agosto.

I prezzi del petrolio, che per 4 mesi sono si sono mantenuti sui 42 dollari al barile ($/bbl), sono saliti brevemente sopra i 50 $/bbl  proprio al culmine del picco della domanda estiva di greggio.  Al momento della stesura del rapporto il prezzo del Brent era sceso a  circa 48, $/bbl, mentre il WTI era a 46,35 $/bbl.