Il Family day dei Verdi: no allo smog e diritto alla salute e alla mobilità delle famiglie

Il piano per la mobilità del Sole che ride

[1 febbraio 2016]

Family Day Verdi

Il 30 gennaio i Verdi non erano al Circo Massimo, tra la grande folla del Family Day, anche perché da sempre stanno (quasi tutti) dall’altra parte della barricata, ma hanno voluto ugualmente dare un contributo, potremmo dire una integrazione ecologica, all’iniziativa con un flash mob organizzato davanti al deposito Atac di Viale Trastevere.

«Questo è il nostro Family Day: salvaguardare la salute dei bambini dall’inquinamento atmosferico, permettere a mamme e papà di muoversi in città senza problemi utilizzando il trasporto pubblico, una città che privilegia e incentiva la mobilità sostenibile»  ha detto Angelo Bonelli, dell’esecutivo nazionale dei Verdi  Il portavoce dei Verdi di Roma Gianfranco Mascia, ha aggiunto: «Qui dentro ci sono i 60 autobus elettrici inutilizzati ormai da molti anni per colpa della mala gestione amministrativa, mentre anche oggi noi cittadini di Roma dobbiamo subire l’inquinamento da polveri sottili che quotidianamente sforano i limiti di legge Basterebbero che i, pochi, soldi promessi dal Ministro dell’Ambiente Galletti a fine anno scorso venissero investiti per restituire questi mezzi sostenibili alla collettività».

Bonelli ha colto l’occasione per presentare il Piano per la mobilità sostenibile e per chiedere «un tavolo nazionale immediato tra i ministri dell’Ambiente, della Salute e delle infrastrutture e Trasporti per varare le misure urgenti necessarie a fermare la strage che, negli ultimi dieci anni ha causato, secondo i dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, più di 800.000 morti: più delle vittime civili della Prima Guerra Mondiale La prima misura in assoluto è la chiusura dei centri urbani delle città italiane attanagliate dall’inquinamento per almeno due settimane, l’unico provvedimento emergenziale davvero utile, secondo il prof. Giovanni Viegi, direttore dell’Istituto di Biomedicina e Immunologia Molecolare del CNR. E nessuno parli di risorse mancanti perché i soldi investiti contro l’inquinamento corrispondono a milioni di euro risparmiati sulla sanità pubblica, visto che così ci saranno meno morti e ammalati».