Il futuro dell’energia è nella blockchain: produrre e vendere tutti in sicurezza

World Energy Week: prospettive sono interessanti, ma vanno migliorati aspetti regolatori e tecnologici e va sensibilizzata l'opinione pubblica

[9 ottobre 2018]

Alla World Energy Week in corso a Milano si discute del rapporto tra mercato energetico e blockchain e ne è emerso che «In futuro tutti potranno essere produttori e venditori di energia, grazie alla blockchain, che si affaccia anche nel settore energetico, aprendo nuovi scenari e possibilità per i consumatori anche grazie a una gestione più sicura della distribuzione».

Però, secondo l’indagine “Is blockchain in energy driving an evolution or a revolution?”, realizzata dal World energy council (Wec) in collaborazione con PwC e che ha preso in esame le risposte di 39 tra leader globali del settore dell’energia, autorità di controllo e think tank attivi nel settore, «Nonostante le interessanti potenzialità, l’85% degli addetti del settore crede che non ci siano ancora i presupposti per un impatto commerciale tangibile nel breve periodo».

Il Wec spiega che «I principali ostacoli verso un’applicazione diffusa della blockchain nel settore energetico nell’immediato futuro, restano principalmente lo scetticismo dei consumatori, la mancanza di un quadro normativo abilitante e un chiaro modello di business. Nonostante quanto emerso dal report,  l’Italia  si sta già impegnando per l’implementazione delle tecnologie blockchain a partire dal bando indetto dal Mise per 30 esperti di alto livello che studieranno la strategia nazionale sulle tecnologie basate sulla blockchain».

Dalla ricerca è anche venuto fuori che «Un altro intralcio è costituito dalla “pigrizia” dell’utente medio, restio a rivestire un ruolo attivo e più incline a mantenere le proprie abitudini. Accendere l’interruttore e pagare la bolletta elettrica a fine mese, restano le preoccupazioni principali del consumatore, accanto alla tendenza a restare fedele al proprio fornitore, a scapito di un eventuale risparmio». Il Wec fa l’esempio della Gran Bretagna «dove, con l’apertura del mercato, il 60% dei consumatori ha preferito rimanere con il proprio fornitore, nonostante paghi 300 sterline in più all’anno».

C’è poca fiducia verso un sistema non ancora regolamentato: «Senza la specificazione di parametri preliminari, come la definizione stessa di consumatore, il mercato dell’energia legato alla blockchain non potrà svilupparsi velocemente».