Giappone, stravince la destra nuclearista e militarista

Sembra l'Italia: il premier Abe non ha i numeri per cambiare la Costituzione pacifista

[22 luglio 2013]

Dopo 6 mesi di governo, il primo ministro del Giappone Shinzo Abe e la sua coalizione di centro-destra formata dal Partito liberaldemocratico (Ldp) e dal Nuovo Komeito  (Nk) buddista  ha conquistato anche la Camera Alta, il nostro  Senato, l’altro ramo della Dieta che era ancora in mano all’opposizione.

Ogni 3 anni viene rieletta  la metà dei 242 membri della Camera Alta, le elezioni interessavano 121 seggi tra distretti e  proporzionale. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’emittente statale Nhk,  l’Ldp di Abe ha ottenuto 65 seggi, il numero più alto in  un’elezione della Camera Alta dal  2001, quando venne introdotto l’attuale sistema elettorale. Il Nuovo Komeito ha ottenuto i 11 seggi. Insieme ai 59 seggi che già aveva, la coalizione di centro-destra ne ha ora 135, una maggioranza confortevole che permette a Ldp e buddisti di destra di accaparrarsi tutti i presidenti delle 17 commissioni permanenti del Parlamento. La coalizione Ldp-Nk aveva già stravinto le elezioni per la Camera Bassa nel dicembre 2012 con una schiacciante maggioranza dei due terzi degli eletti.

La sconfitta per il Partito democratico del Giappone (Dpj) è bruciante, ed arriva dopo il crollo alle recenti elezioni per l’Assemblea metropolitana di Tokyo, dove il Dpj è calato da 44 a 17 seggi: si tratta del peggior risultato ottenuto dal partito dalla sua fondazione nel 1998.

Sul Dpj pesa la delusione per il tremebondo governo di centrosinistra che ha retto le sorti del Giappone per 3 anni e 3 mesi e che, dopo la catastrofe nucleare di Fukushima Daiichi non ha saputo e voluto interpretare la crescente opposizione al nucleare dell’opinione pubblica, né dare voce alla sinistra pacifista che si oppone ad una nuova militarizzazione del Giappone. Il risultato è stato quello che, in un Giappone socialmente e politicamente più vivace dopo Fukushima, i democratici sono riusciti a riconsegnare la maggioranza assoluta ad un centro-destra ostentatamente nuclearista e militarista fino al revisionismo ed alla negazione dei crimini di guerra del fascismo giapponese in Asia.

Abe ed il suo partito puntano a rivedere la costituzione pacifista del Giappone con l’inquietante appoggio di forze xenofobe della destra nazionalista come il Japan Restoration Party e lo Your Party, ma almeno questa coalizione militarista non è riuscita ad ottenere 162 seggi alla Camera Alta, la maggioranza di due terzi necessaria in entrambi i rami della Dieta per apportare eventuali modifiche alla Costituzione.  Lo Your Party ha ottenuto 8 seggi, come il Partito della Restaurazione, quindi la destra arriva a 151 seggi.

Il risultato delle elezioni  è comunque un grosso appoggio alle riforme economiche avviate da Abe e pone fine allo stallo parlamentare iniziato nel 2007 con le due Camere della Dieta divise. Però, se le grandi imprese sembrano sostenere questo misto di politiche conservatrici ed interventismo statale, sono molto preoccupate per l’approccio ideologico di Abe alla revisione della costituzione pacifista che sta facendo arrabbiare non solo i cinesi ed i coreani (questa volta uniti a sud e nord) ma anche gli altri Paesi dell’Asia che hanno dovuto subire la spietata occupazione giapponese durante la seconda guerra mondiale. Inoltre, molti economisti credono che le politiche economiche eterodosse di Abe stiano già mostrando la corda, e il debito pubblico è schizzato alle stelle. Qualche commentatore è convinto che la faccia populista e militarista di Abe alla fine si trasformeranno nella solita faccia conservatrice e clientelare che è stata la maschera del potere dell’Ldp che ha governato quasi ininterrottamente il Giappone, salvo due brevi e politicamente disastrose parentesi di governi a guida democratica.

Le analogie con l’Italia sono impressionanti, e ad aumentarle è il fatto che la crisi di credibilità del centro-sinistra si è tradotta anche in Giappone in un pesante calo dei votanti. Così, mentre le strade si riempiono per la prima volta di manifestazioni antinucleari e pacifiste, le urne si svuotano di quelle richieste e la destra nazionalista e filo-nuclearista avanza, mentre Abe parla di riaprire le centrali nucleari e di dotarsi di un esercito con capacità offensive simili a quello della Gran Bretagna che, guarda caso, fa parte dell’esclusivo club nucleare-militare.

Abe vuole farla finita con le Forze di autodifesa (che in realtà sono già intervenute all’estero)  e reinterpretare la  Costituzione per realizzare un vero e proprio esercito: le provocazioni missilistiche nordcoreane e le rivendicazioni di Cina, Taiwan e Corea del Sud sono gradita benzina sul fuoco del nazionalismo militarista  giapponese. Abe ed il suo governo sono considerati dai cinesi una cricca di provocatori dopo che hanno fatto ripetute visite al santuario di Yasukuni  dove riposano alcuni “eroi di guerra” giapponesi che cinesi e coreani considerano non a torto criminali di guerra condannati dai tribunali degli alleati contro il nazi-fascismo.

Il punto di attrito tra Abe e i cinesi sono però gli isolotti contesi che nascondono nei loro fondali risorse gasiere e petrolifere e ingenti stock di pesci, un minaccia cinese che Abe sta cercando di usare per convincere la parte più riottosa dell’opinione pubblica che la Costituzione pacifista va stracciata per difendere gli interessi del Giappone. E’ probabile che, fallito il tentativo della maggioranza dei due terzi in entrambe le Camere, Abe punti ad indire un referendum, ma anche i suoi docili alleati del Nuovo Komeito non sono molto convinti della necessità di cambiare l’articolo 9 della Costituzione, mentre sono da sempre schierati con il nucleare.

Intanto a sinistra, visto il disastro e lo spappolamento del Dpj, in molti cominciano a chiedersi come creare un’alternativa credibile ad Abe ed alla destra nazionalista, un’alternativa che non può che partire da un’opposizione al nucleare e all’avventura nostalgica e militarista dei conservatori giapponesi. In tempo di rigurgiti nuclearisti e fossili delle grandi imprese energetiche italiane e di F35 vi ricorda qualcosa?