Il nuovo pacchetto energia Ue: +32,5% di efficienza energetica e 32% di rinnovabili nel 2030

Il Consiglio Ue dice sì ai dossier su efficienza energetica, rinnovabili e governance dell’Unione energia

[5 dicembre 2018]

L’ultima tappa della procedura legislativa approvata dal Consiglio europeo si è conclusa con l’approvazione di un nuovo pacchetto energia che prevede che «Entro il 2030, l’Ue dovrà ottenere il 32 % della sua energia a partire da fonti rinnovabili e realizzare il grande obiettivo consistente nel migliorare la sua efficienza energetica del 32,5 %». I nuovi obiettivi sono stati messi nero su bianco in una Direttiva rivista riguardante l’efficienza energetica e in una Direttiva rivista sulle energie rinnovabili adottate dal Consiglio europeo che ha anche approvato il regolamento sulla governance dell’Unione dell’energia e dell’azione climatica. I tre dossier fanno parte del pacchetto Clean Energy  che così viene definitivamente approvato.

La revisione della Direttiva sull’efficienza energetica stabilisce un quadro di misure che puntano a realizzare  i grandi obiettivi dell’Ue per il 2020 e il 2030 e il Consiglio europeo sottolinea che «L’aumento dell’efficienza energetica  sarà benefica per l’ambiente. Ridurrà le emissioni di gas serra. Migliorerà la sicurezza energetica. Diminuirà i costi energetici per famiglie e imprese, aiuterà a ridurre la precarietà energetica e contribuirà alla crescita e alla creazione di posti di lavoro».

I principali elementi della Direttiva rivista sono: Dei grandi obiettivi basati sul miglioramento dell’efficienza energetica dell’Ue di almeno il 32,5% entro il 2030; Obbligo di realizzare, entro il 2021 e il 2030, di risparmi di energia annui dello 0,8% (0,24% per Cipro e Malta) del consumo finale annuo di energia, accordando agli Stati membri della flessibilità per il modo in cui rispettare questi obblighi; delle disposizioni sociali che esigono che gli Stati membri tengano conto della necessità di ridurre la precarietà energetica quando elaborano delle misure di politica pubblica miranti a realizzare risparmi energetici.

La revisione della Direttiva sulle energie rinnovabili permetterà di accelerare la transizione dell’Unione europea verso l’energia pulita approvvigionandosi di molteplici fonti di energie rinnovabili come l’eolico, il solare, l’idroelettrico, le energie del mare, la geotermia, le biomasse e i biocarburanti. La Direttiva ora fissa l’obiettivo di portare al 32% entro il 2030 la quota di energia prodotta da finti rinnovabili nell’Ue.

I principali obiettivi della direttiva rivista sono: rafforzare la produzione rinnovabile di elettricità con regimi di aiuto orientati verso il mercato, delle procedure di concessione delle licenze semplificate e metodi one-stop-shop: Accelerare il ricorso alle energie rinnovabili ne trasporti rafforzando l’obbligo per i fornitori di carburanti di arrivare almeno al  14% di energia prodotta a partire da fonti rinnovabili nei trasporti, tenendo conto che i biocarburanti convenzionali che pongono un rischio elevato di cambiamenti indiretti nello sfruttamento dei suoli saranno progressivamente vietati entro il 2030; Sostenere le famiglie che vogliono autoprodursi la loro energia rinnovabile, per esempio con dei pannelli solari sul tetto, esentandole in gran parte dai pesi e dagli obblighi legati al consumo di energia che produrranno.

Il regolamento sulla governance definisce la maniera in cui gli Stati membri dell’Ue coopereranno tra loro e con la Commissione europea peer realizzare gli obiettivi dell’Unione dell’energia, in particolare quelli per le rinnovabili e l’efficienza energetica, così come gli obiettivi a lungo termione dell’Ue per la riduzione delle emissioni di gas serra. Il nuovo regolamento prevede anche dei meccanismi di controllo che contribuiranno ad assicurare che gli obiettivi siano raggiunti e che l’insieme delle misure proposte costituiscano un approccio coerente e coordinato