Riceviamo e pubblichiamo

Il rigassificatore Olt si affaccia in Toscana, e il catastrofismo lo aspetta a braccia aperte

[26 giugno 2013]

E’ in arrivo al largo delle coste livornesi il rigassificatore galleggiante FSRU, primo impianto sperimentale al mondo. Un impianto dai costi che sfiorano il miliardo di euro. Costi che saranno difficilmente recuperabili. La OLT LNG Spa non ha in mano contratti sufficienti per arrivare in tempi brevi ad un pareggio delle perdite.

Il mercato mondiale del Gas è in forte calo a causa della crisi e quindi i soci di maggioranza della OLT (IREN-E.ON) hanno chiesto l’intervento dello stato per garantirsi comunque un finanziamento anche in caso di mancato guadagno.

IREN tra l’altro è in pesante crisi di bilancio. Si pretende di dimostrare che il rigassificatore (rinominato FSRU Toscana) sia strategico per il fabbisogno energetico del paese. Niente di più falso. A livello nazionale sono bloccate le prospettive verso nuovi rigassificatori e perfino i metanodotti in arrivo dall’estero sono seriamente messi in discussione.

Il rigassificatore di Livorno inoltre è un progetto oramai superato nel corso degli anni, perduti nella costante modifica del progetto iniziale (basti pensare a tutte le modifiche delle Valutazioni di Impatto Ambientale).

Proprio per queste ragioni l’impianto sarà devastante anche per l’ambiente e le coste. Cercheranno di ridurre le spese relative all’impatto ambientale e alla sicurezza. Il solo uso di milioni di tonnellate di acqua clorata e fortemente raffreddata renderà invivibile una porzione incalcolabile di Mar Tirreno dedicata al Santuario dei cetacei. Quale sicurezza avranno le enormi navi gasiere che attraccheranno “bordo-bordo” al rigassificatore?

Basterebbe considerare le stragi di Genova o Viareggio per avere fortissimi timori sulla gestione di queste enormi navi piene di gas naturale e i loro pericolosissimi spostamenti. Senza contare i rischi di attentati o gli eventi naturali eccezionali messi in risalto anche dalle commissioni che ne hanno analizzato la sicurezza.

Questo è un progetto faraonico inutile e rischioso, autorizzato dalle forze politiche che gestiscono da anni le amministrazioni locali in sintonia con gli interessi di Confindustria e Sindacati Confederali, e i cui costi saranno fatti pagare in prima persona ai cittadini e ai lavoratori se il governo garantirà comunque i ricavi della OLT.
La conclusione di tutto questo è che il NOSTRO MARE E’ MORTO e con l’arrivo del rigassificatore si celebrerà il definitivo funerale non solo di un territorio depredato e violentato, ma anche di una classe politica locale che non è mai stata capace di ascoltare i cittadini, rifiutando persino gli elementari livelli di informazione, peraltro obbligatori per legge (Trattato di Aahrus).

di Vertenza Livorno e Comitato contro il rigassificatore offshore