Il Sudamerica tentato dal nucleare made in Russia

Al Jrc di Dubna i nordcoreani fianco a fianco con gli occidentali

[7 marzo 2014]

In Sudamerica Chernobyl sembra del tutto dimenticata, e Fukushima deve sembrare qualcosa di molto lontano se, su iniziativa dell’ambasciatore cubano a Mosca, Emilio Losada Garcia,  11 ambasciatori di Paesi del Sudamerica hanno visitato il Joint Institute for Nuclear Research (Jnr), il centro di ricerca internazionale di fisica nucleare di Dubna, una località dell’Oblast di Mosca, a 120 km dalla capitale russa. Al Jnr potrebbero quindi presto arrivare ricercatori di Bolivia, Brasile, Costarica, El Salvador, Guatemala, Nicaragua, Parauay, Uruguay e Venezuela.

Al Jnr di Dubna lavorano già i ricercatori dei 18 Paesi membri dell’Istituto (Azerbaigian, Armenia, Bielorussia, Bulgaria, Corea del nord, Cuba, Georgia, Kazakistan, Moldova, Mongolia, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Romania, Slovacchia, Uzbekistan e Vietnam) e di 6 Paesi che hanno lo status di membri associati (Italia, Germania, Egitto, Serbia, Sudafrica ed Ungheria), uno strano miscuglio di occidente oriente, di dittature e democrazie, di cubani e nordcoreani che stanno insieme a chi li considera Stati canaglia (Italia compresa)… il tutto in nome certamente della ricerca scientifica ma comunque all’interno di quella che è da sempre la vetrina del nucleare russo, che sembra risorto a nuovo prestigio.

Dmitri Kamanin, a capo dell’ufficio relazioni internazionali del Jnr di Dubna, ha spiegato all’ Izvestia: «Siamo interessati ad una partecipazione ai progetti di ricerca dei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, ndr). Stiamo negoziando con la Cina e l’India per la loro adesione, il Sudafrica è già un membro associato. Questi progetti potrebbero riguardare il Nica (Nuclotron-Based Ion Collider Faсility), che è stato avviato a Dubna nell’autunno scorso. Si potrebbe trattare di una partecipazione scientifica, ma anche tecnologica.  Il collisore è attualmente in costruzione e stiamo lanciando dei bandi per la fornitura delle attrezzature. I Paesi latinoamericani potrebbero essere particolarmente interessati. E’ una scienza seria e fondamentale. L’obiettivo dell’acceleratore consiste nell’ottenere un materia a barione pesante, che esisteva all’inizio dell’evoluzione dell’universo, subito dopo il Big Bang».

Una  delle attività del Jnr riguarda proprio la sintesi di nuovi elementi super-pesanti: al Jnr  sono stati scoperti il nobelio, il flerovio il livermorio ed altri elementi transuranici.

Il direttore aggiunto del laboratorio di reazioni nucleari Flerov del Jnr, Andrei Popeko è convinto che la cooperazione con il centro nucleare di  Dubna sia nell’interesse dei Paesi latimoamericani: «Non possono apportare nulla allo sviluppo delle tecnologie nucleari russe. Però potrebbero partecipare alla costruzione del Nica e questo per loro sarebbe molto vantaggioso. Dal canto nostro, amplieremmo i nostri legami scientifici», per non parlare dell’opera di piazzista nucleare che la politica e la scienza Russa sta facendo da anni per tentare di sfondare nel mercato sudamericano.

Infatti il Joint Institute for Nuclear Research di Dubna è stato creato dall’Unione Sovietica nel 1956  come organizzazione intergovernativa internazionale con 11 membri, ed è stata la retrovia scientifica del nucleare del Patto di Varsavia che ha portato alla tragedia di Chernobyl.