Impianto fotovoltaico, ecco come scegliere l’inverter migliore

[9 giugno 2014]

Un modo per risparmiare sui costi dell’energia in casa o nella nostra azienda è installare un impianto fotovoltaico. E per farlo bene dovremo scegliere un impianto fotovoltaico delle dimensioni adeguate alla nostra casa o alla nostra azienda e sarà da valutare bene anche la potenza dei pannelli. Fondamentale però è anche la scelta dell’inverter, ovvero quell’apparecchio che converte la corrente continua in entrata in corrente alternata in uscita. Si tratta di un prodotto assolutamente necessario per produrre energia autonomamente sia che vogliamo interfacciarci con la rete elettrica sia che scegliamo di non legarci alla rete.

In ogni caso la scelta dell’inverter dipende proprio da questo: come prima cosa chiediamoci quindi se vogliamo un impianto fotovoltaico connesso alla rete elettrica oppure un’applicazione “stand alone” che produce energia per l’autoconsumo. In base a questa scelta ci possiamo rivolgere al mercato del settore che offre prodotti che variano come qualità e soprattutto come capacità di potenza. Vediamo alcuni consigli nel dettaglio.

Cominciamo dal caso di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica. La priorità è avere un inverter in grado di fornire la massima potenzaper fare fronte alle variazioni in entrata dovute alla variabilità di produzione di energia dei pannelli. Inoltre è anche importante un’alta efficienza di conversione in condizioni d’esercizio critiche che si possono verificare in molte situazioni. Infine, siccome si è connessi alla rete elettrica, è fondamentale che l’apparecchio sia in grado di rilevare anomalie sulla rete e isolarsi per un determinato periodo di tempo. L’immissione di corrente continua nella rete, ad esempio, provocherebbe un danno importante per il gestore dell’impianto.

Passiamo ora a parlare degli impianti fotovoltaici stand alone ovvero non connessi alla rete elettrica. La caratteristica del fotovoltaico stand alone è che questi sistemi devono lavorare, oltre che con i pannelli, anche con l’accumulatore di energia. Per questo motivo è bene che l’inverter sia in grado di lavorare con tensioni costanti in ingresso e sia il più insensibile possibile alle variazioni di carico. Infine, è anche rilevante il grado di autoconsumo interno per non disperdere l’energia accumulata nei momenti di non utilizzo.

Indicazioni generali per la scelta dell’inverter, invece, possono essere quelle relative alla potenza massima che dev’essere proporzionata alla potenza di picco del sistema fotovoltaico. Inoltre è consigliabile affidarsi a un rivenditore esperto e di qualità per acquistare un inverter che duri a lungo. La bassa necessità di manutenzione e la durata nel tempo, sono infatti condizioni fondamentali per un inverter: la cosa migliore ovviamente è non dover intervenire o sostituire l’apparecchio per tutto il ciclo di vita dell’impianto fotovoltaico. Ogni interruzione del sistema, infatti, rappresenta una perdita importante per il proprietario.

Per concludere consigliamo a chi vuole installare un impianto fotovoltaico in una seconda casa di dotarsi di un sistema di controllo da remoto, in modo da monitorare il funzionamento dei pannelli in qualsiasi momento. Ricordiamo agli interessati, poi, che per allacciare il proprio impianto alla rete elettrica bisogna informarsi sulle normative dell’Aeeg e del Cei (Calore Energia Impianti).

E se avete bisogno di un prestito vi potete informare sui prestiti on line, solitamente più vantaggiosi di quelli tradizionali, dedicati all’acquisto di pannelli fotovoltaici. Un impianto fotovoltaico rappresenta comunque un investimento importante ed è quindi bene scegliere fra i prodotti migliori e in base alle proprie esigenze.

Bruno Grande