Incendio a Chernobyl, Greenpeace: rischio radioattività come un grosso incidente nucleare (FOTOGALLERY)

Nei roghi precedenti precedenti elementi radioattivi sono arrivati fino in Turchia

[30 aprile 2015]

Secondo Greenpeace gli incendi in corso nei boschi attorno alla centrale nucleare di Chernobyl «rischiano di causare una notevole dispersione di radioattività. A causa della notevole contaminazione delle foreste e dei terreni attorno alla centrale, i quantitativi totali di materiali radioattivi rilasciati da questi incendi potrebbero essere potenzialmente equivalenti a quelli di un incidente nucleare rilevante».

Gli ambientalisti sottolineano che «29  anni dopo l’esplosione della centrale, l’incidente a Chernobyl non è ancora un capitolo chiuso. Sulle foreste e sui terreni attorno alla centrale si sono depositati, infatti, quantitativi notevoli di sostanze radioattive molto pericolose come il cesio 137, lo stronzio 90 e il plutonio 239. Gli incendi del 2010 hanno già disperso in atmosfera radioattività dal suolo, dagli alberi e dalle altre piante. I primi incendi nell’area sono stati segnalati il 26 aprile, giorno dell’anniversario del disastro avvenuto nel 1986. La radioattività è rilasciata in atmosfera dai fumi dell’incendio e dispersa a seconda dell’andamento dei venti, dell’altezza del pennacchio di fumo e altri fattori metereologici. In incendi precedenti la radioattività è arrivata fino alla Turchia». Sulla base di dati satellitari, gli esperti di Greenpeace stimano che «Gli incendi abbiano interessato un’area complessiva di circa 13.300 ettari, di cui 4.100 ettari sono effettivamente andati a fuoco. L’incendio non ha raggiunto, al momento, l’area più contaminata attorno alla centrale ma le fiamme sono adesso a 15-20 chilometri dal sito».

Un’analisi dettagliata sui rischi da incendi a Chernobyl, presentata all’inizio di quest’anno, conclude che «Nel caso peggiore il rilascio di radioattività in atmosfera potrebbe equivalere a un incidente di livello 6 della scala INES (International Nuclear Events Scale). Sia l’incidente di Chernobyl che quello di Fukushima sono stati collocati al livello 7 della scala INES» e Greenpeace evidenzia: «Potremo costruire un altro sarcofago attorno alla centrale, ma è impossibile costruirne uno per coprire tutta l’area pesantemente contaminata attorno all’impianto. Dopo 29 anni, i rischi di rilascio di radioattività dall’area non sono sotto controllo e ciò può comportare ulteriori dispersioni di radioattività sull’Europa».

Gli ambientalisti concludono ricordando che «Come a Chernobyl, in Ucraina, notevoli quantitativi di radioattività si sono depositati anche nelle foreste attorno alla centrale di Fukushima, in Giappone. A dispetto degli sforzi delle autorità giapponesi, la decontaminazione completa dei villaggi, delle campagne e delle foreste attorno alla centrale esplosa nel 2011 è impossibile. Uno stock notevole di materiali radioattivi rimarrà depositato per tempi molto lunghi con rischi di incendio e di dilavamento verso aree più densamente popolate. Una situazione particolarmente preoccupante si registra con lo scioglimento delle nevi, in primavera, o durante piogge particolarmente forti che possono disperdere la radioattività in terre, fiumi e laghi».