La prefettura non si fida e misura da sola i livelli di radioattività nell’Oceano

Incredibile a Fukushima: sversamento da cisterna costruita in pendenza

E la Tepco chiede di riaprire i due reattori della centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa

[3 ottobre 2013]

Ieri si è saputo di una nuova perdita di 23 tonnellate di acqua altamente radioattiva dai serbatoi di stoccaggio della centrale nucleare di Fukushima Daiichi devastata della esplosioni di idrogeno avvenute dopo il terremoto/tsunami dell’11 marzo 2011.

Oggi la Tokyo electric power company (Tepco) che cerca di gestire maldestramente il cadavere radioattivo della centrale, ha detto che lo sversamento questa volta è stato causato dal «Riempimento eccessivo di un serbatoio di stoccaggio costruito su un pendio».

Oggi durante una conferenza stampa i dirigenti della Tepco hanno presentato per l’ennesima volta le scuse per sversamenti di sostanze radioattive che ormai avvengono quasi quotidianamente.

Il network radiotelevisivo giapponese Nhk spiega che «Il serbatoio è sul lato a monte del reattore No.4 dell’impianto» e che i dirigenti della Tepco hanno detto che «Il serbatoio è stato costruito su un terreno che degrada verso il mare e la perdita si è verificata sul lato che si affaccia sul mare».

Alla Tepco stimano che 430 litri di acque reflue altamente radioattive siano filtrati all’esterno della barriera realizzata intorno al serbatoio e  che una parte possa essere finita in mare, a circa 200 metri di distanza.

Eppure i “liquidatori” di Fukushima Daiichi erano stati  attenti a non riempire il serbatoio fino all’orlo, ma  ieri ci hanno caricato acqua piovana che si era accumulata nei dintorni  e poco dopo le 8:00 i liquidatori  hanno visto liquido che  fuoriusciva dalla parte superiore del serbatoio.  Nelle pozze prodotte dallo sversamento sono stati rilevati  200.000 becquerel per litro di raggi beta  che comportano la presenza di materiali radioattivi come lo stronzio 90,  il limite di sicurezza è di 30 becquerel per litro.

Ad agosto la Tepco aveva scoperto che più di 300 tonnellate di acque reflue radioattive erano state sversate da un serbatoio di stoccaggio in un’altra zona della centrale di Fukushima Daiichi. Il portavoce del filonucleare ed imbarazzatissimo governo giapponese ha detto che «Il governo farà ogni sforzo per fermare le perdite di acqua radioattiva dai serbatoi di stoccaggio nelle centrale nucleare danneggiata di  Fukushima Daiichi»  Il capo di gabinetto  Yoshihide Suga,  ha detto ai giornalisti che «L’aumento delle pattuglie ha accelerato il rilevamento della perdita . Ma sono necessarie  contromisure adeguate per far fronte a tali perdite».

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe  aveva detto poche ore prima che la situazione a Fukushima Daiichi è sotto controllo e  Suga ha detto di essere fondamentalmente della stessa opinione, dando la colpa dell’ultimo sversamento in gran parte ad una tempesta tropicale che ha scatenato un diluvio sulla centrale nucleare, ma poi ha dovuto ammettere che «Si dovrebbe provvedere a far fronte al maltempo» e poi ha come sempre assicurato che «Il governo lavorerà a stretto contatto con l’operatore della centrale, Tokyo Electric Power Company, per evitare incidenti simili». Dimenticandosi di dire che ormai la Tepco sta in piedi solo grazie agli infiniti finanziamenti del governo giapponese e che ogni giorno di più diventa il comodo capro espiatorio per una situazione che nessuno sa davvero come affrontare.

La Tepco ha addirittura chiesto di riaprire due reattori di un’altra centrale nucleare, quella di Kashiwazaki-Kariwa  nella prefettura di Niigata e la Nuclear Regulation Authority (Nra) del Giappone sta facendo i controlli del caso, anche se il presidente della Nra, Shunichi Tanaka, ha detto che «Si procederà con il safety screening a Kashiwazaki-Kariwa, ma vigileremo su quanto fa la Tepco nella centrale di Fukushima Daiichi. Il problema delle perdite di acqua radioattiva devono essere rigorosamente affrontate».

Il commissario della Nra Toyoshi Fuketa ha sottolineato che «Tepco deve prima concentrarsi su come risolvere il problema dell’acqua contaminata e della riduzione del rischio presso l’impianto di Fukushima. L’impianto di Fukushima e l’impianto di Kashiwazaki-Kariwa non possono essere trattati come due cose diverse». Un altro commissario, Kayoko Nakamura, si è detto sorpreso che «Tepco abbia presento  la domanda per il safety screening . Non penso che la Tepco abbia una conoscenza sufficiente dei materiali radioattivi», un chiaro riferimento a come l’utility sia in piena confusione a fukushima Daiichi. Nakamura haaffermato: «Dubito che l’Autority possa dire ai cittadini che i reattori in questione presso l’impianto di Kashiwazaki-Kariwa sono sicuri».

La Tepco è una delle 5 compagnie elettriche giapponesi che hanno presentato domanda per  uno screening totale di 14 reattori. Attualmente, tutti i 50 reattori nucleari del Giappone sono fermi, per lo più per ispezioni.

Ma ormai non si fida più nemmeno il governo della prefettura di Fukushima che ha deciso di avviare un  proprio controllo della radioattività dell’acqua di mare. Il governatore di Fukushima, Yuhei Sato, ha convocato una riunione di emergenza dopo la notizia dell’ennesimo sversamento radioattivo  ed ha detto che il presidente della Tepco, Naomi Hirose, aveva promesso di dare la massima priorità al contenimento delle acque reflue ma che ora «Metto in dubbio l’onestà del presidente». Il governatore ha criticato aspramente «La gestione sciatta del programma dell’utility per l’acqua contaminata che la accumula nel complesso». Un dirigente della prefettura di Fukushima che si occupa di energia atomica ha spiegato che i livelli di sostanze radioattive sono già misurati da oggi  nelle acque vicino allo sbocco del drenaggio attraverso il quale l’acqua è  fuoriuscita e si sospetta che sia arrivata fino all’oceano Pacifico.

Altri  dirigenti della prefettura si sono detti molto preoccupati perché la Tepco «Non sta facendo abbastanza per evitare che l’acqua venga contaminata dalle perdite», ed hanno chiesto di «Attuare rapidamente misure per fermare il infiltrazioni d’acqua nell’oceano».