I deputati europei raggiungono l’accordo politico sul Cef

Infrastrutture trans-europee per trasporti, energia e telecomunicazioni: i soldi ancora non si vedono

Intanto la Francia si prepara a tagliare i fondi per la Tav Torino-Lione

[27 giugno 2013]

I deputati europei hanno concluso oggi un accordo informale con la presidenza di turno irlandese dell’Ue sul le regole del Connecting Europe Facility” (Cef), il meccanismo  europeo che dovrebbe finanziare i progetti delle infrastrutture per le reti trans-europee di trasporti, energia e telecomunicazioni. L’accordo sul pacchetto deve ancora essere confermato dagli Stati membri

Il co-relatore, il radicale francese Dominique Riquet che aderisce al Partito popolare europeo, ha sottolineato che «Per stimolare la crescita ed il lavoro, per assicurare il suo posto nella globalizzazione, l’Europa ha bisogno di infrastrutture di trasporto, di energia e delle telecomunicazioni forti ed interconnesse. Si tratto proprio della sfida del Cef  che permette c di concentrare i finanziamenti su progetti a valore aggiunto europeo, che contribuiscono a rafforzare l’integrazione europea. Sono quindi profondamente dispiaciuto che i governi non sostengano fortemente questi fondi perché si propongono di ridurre drasticamente la dotazione finanziaria».

E’ di ieri la notizia che il governo francese si prepara a tagliare gran parte delle spese previste per l’alta velocità, compresa la Tav Torino-Lione. Ma Riquet, con un occhio anche ai suoi colleghi di centro-destra all’opposizione a Parigi, ha concluso: «Tuttavia, sono contento che possiamo ormai disporre di questo nuovo strumento che sarà determinante per il futuro dell’Unione».

Una delle co-relatrici, la socialista spagnola Inés Ayala-Sender, ha evidenziato che «Dopo dei negoziati lunghi e difficili, siamo riusciti a garantire e concentrare i finanziamenti europei per i trasporti su progetti con un reale valore aggiunto europeo per i cittadini. Questi progetti integrano principalmente 9 corridoi fondamentali, che rappresentano i contorni di una nuova zona europea di mobilità basata su dei modelli di trasporto sostenibili».

La maggior parte dei finanziamenti verrà destinata a progetti transfrontalieri che riguardano i collegamenti mancanti, evitando così i colli di bottiglia e rafforzando l’interoperabilità ferroviaria e la Ayala-Sender ha aggiunto «Continuiamo a sperare che i negoziati sul Multiannual financial framework 2014-2020 concedano al Cef le risorse necessarie. Gli Stati membri dovrebbero ancora proporre dei progetti di cofinanziamento e il Parlamento europeo vigilerà sul rispetto degli impegni».

L’altra co-relatrice, la liberale rumena Adina Valean, ha detto che «Il Parlamento europeo è riuscito ad inviare un buon messaggio alla Commissione ed al Consiglio: ci attendiamo che il budget del Cef sia utilizzato nella maniera più efficace possibile, massimizzando il ricorso agli strumenti finanziari al fine di creare dei mezzi di pressione e di attrarre gli investimenti privati. In questa maniera, inviamo un buon messaggio agli investitori: i fondi europei saranno allocati in maniera trasparente ed efficace e l’Europa si impegna a sostenere e ad attrarre gli investimenti con l’obiettivo di realizzare il mercato unico».

Ma la strada è ancora ardua e lunga: il pacchetto deve essere ancora approvato politicamente dal Consiglio e dal Parlamento europeo. Per il suo budget la Commissione europea ha proposto 50 miliardi di euro, ma la cifra reale dipenderà dal bilancio a lungo termine dell’Ue e in questi tempi di infinite vacche magre nessuno può davvero scommettere quanto sarà.