Inquinamento marino da petrolio e gas, l’Ue finanzia l’Agenzia per la sicurezza marittima

[7 marzo 2014]

Oggi i rappresentanti permanenti degli Stati membri dell’Ue oggi hanno approvato il compromesso raggiunto tra il Consiglio e il Parlamento europeo riguardante un regolamento per finanziare, nel periodo  2014-2020 le attività dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (Emsa – European Maritime Safety Agency) per gli interventi contro l’inquinamento marino causato dalle navi e dalle piattaforme petrolifere e gasiere.

In un comunicato del Consiglio dell’Unione europea si legge che «la dotazione finanziaria per il periodo dal primo gennaio 2014 al 31 dicembre 2020 sarà di 160,5 milioni di euro espressi in prezzi correnti. Gli importi annuali saranno determinati attraverso la procedura di bilancio annuale dell’Ue entro i limiti del quadro finanziario».

La risposta all’inquinamento dell’Emsa include l’informazione, la cooperazione ed il coordinamento e, soprattutto, l’assistenza operativa cioè il rilevamento e la bonifica degli sversamenti di petrolio. Per completare la capacità di risposta degli Stati membri, l’agenzia Ue ha contratti con una rete di navi antinquinamento in standby che sono pronte a intervenire rapidamente, di solito entro 24 ore. Gli Stati costieri interessati possono richiedere l’assistenza dell’Emsa attraverso il meccanismo comunitario di protezione civile . Mentre l’Emsa paga per i contratti di queste navi quando sono in stand-by, i costi delle operazioni di disinquinamento veri e propri sono coperti dai Paesi. Inoltre, l’Emsa fornisce un servizio satellitare di rilevamento e monitoraggio degli sversamenti di petrolio satellitare chiamato CleanSeaNet.

Prima il mandato dell’Emsa  copriva solo il monitoraggio e la risposta all’inquinamento da parte delle navi, ma nel 2013 i suoi compiti sono stati estesi all’inquinamento provocato dagli  impianti petroliferi e gasieri, spiega il Consiglio Ue, «e il  nuovo regolamento mira a garantire che l’agenzia abbia i fondi necessari per svolgere questi compiti». L’assistenza dell’Emsa si va ad aggiungere alle risorse nazionali e gli Stati costieri rimangono responsabili per l’attuazione dei meccanismi di intervento per l’antinquinamento in vigore.

La domanda spontanea che sorge è: chissà se questi milioni di euro vengono considerati tra i costi aggiuntivi dei combustibili fossili (per ripagare parte delle loro esternalità negative) da parte di coloro che si lamentano dei finanziamenti alle energie rinnovabili? Quel che è certo è che per entrare in vigore, il testo deve ancora essere formalmente approvato dal Parlamento, il cui voto in plenaria è previsto ad aprile,  e dal Consiglio che dovrebbe prendere la sua decisione dopo il voto in Parlamento.

Il regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  e si applicherà, con effetto retroattivo, dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2020.