La Cina rivela il suo piano “plurale” contro l’inquinamento atmosferico

Stretta contro il carbone, ma aumenta il nucleare. Pechino guarda alle tecnologie antinquinamento finlandesi

[12 settembre 2013]

Un piano di azione del governo cinese pubblicato oggi afferma che «la Cina si è impegnata ad adottare un approccio plurale contro l’inquinamento dell’aria». Secondo quanto si legge sul sito del governo centrale cinese, «il Paese porterà il suo consumo di carbone a meno del 65% del suo consumo totale di energia primaria. Questa misura fa parte degli sforzi del Paese per accelerare l’adeguamento della struttura energetica ed aumentare la produzione di energia pulita».

Secondo il piano, «i nuovi progetti che devono essere attuati a Pechino, Tianjin, nell’Hebei e nelle regioni del Delta dello Yangtze e del Fiume delle Perle, non saranno autorizzati a costruire loro centrali elettriche a carbone».

C’è poco da stare allegri perché il taglio del carbone significherà un aumento del nucleare: «Entro il 2017, la capacità totale dei reattori operativi della Cina raggiungerà i 50 milioni di kilowatt», anche se «la quota delle energie non-fossili (nucleare compreso, ndr) nel consumo totale di energia si alzerà al 13%».

Il piano prevede anche di ridurre, entro il 2017, del 20% il consumo di energia per unità di valore industriale aggiunto rispetto al 2012. Intanto le autorità municipali di Pechino stanno prendendo in considerazione l’importazione di tecnologie ed esperienze dalla  Finlandia per combattere il soffocante inquinamento atmosferico.

Ville Ninisto, il ministro dell’ambiente della Finlandia, ha partecipato al Cleantech Cooperation Seminar “Beautiful Beijing” e ha sottolineato che «la Finlandia negli anni ’70 era interessata da un  pesante inquinamento industriale, ma ha rapidamente cambiato verso una crescita pulita. Il settore della clean technology finlandese attualmente vale tra circa 15 e 20 miliardi euro, pari all’1% del mercato globale della clean technology».

Il recente piano quinquennale approvato da Pechino per combattere lo smog venefico che avvolge la sterminata capitale cinese, prevede che il particolato PM25 entro il 2017 sia ridotto di almeno il 25% rispetto al 2012.

L’affare è gigantesco e interessa molto il premier della piccola Finlandia Jyrki Katainen, che ha detto: «La mia nazione dà il benvenuto agli obiettivi della Cina per il controllo delle emissioni ed è disposta a condividere la sua esperienza su come proteggere l’ambiente e promuovere lo sviluppo sostenibile».

Li Junfeng, direttore del National Center for Climate Change Strategy and International Cooperation della Cina, ha detto che «la Cina deve definitivamente definire le “core technology”  per la riduzione delle emissioni e per lo uno sviluppo più verde. Considero il progetto “Beautiful Beijing” una piattaforma ideale piattaforma per lo scambio di tecnologia avviato congiuntamente dal ministero per la protezione dell’ambiente cinese e dalla Finnish Funding Agency for Technology and Innovation (Tekes) e dalle autorità ambientali di Pechino. All’interno di questo progetto, le clean technology companies  finlandesi e cinesi intraprenderanno ricerche e programmi pilota in 5 settori principali: produzione di energia, costruzioni,  traffico, efficienza energetica nelle grandi industrie e monitoraggio della qualità dell’aria».