La Cina vieterà le auto diesel e benzina prima del 2040?

E’ già il più grande produttore e il più grande mercato del mondo di auto a “energia nuova”

[12 settembre 2017]

L’agenzia ufficiale cinese Xinhua  annuncia che da un forum sullo sviluppo dell’industria automobilistica tenutosi a Tianjin,  è emerso che «La Cin lavora a un strategia nazionale per le auto intelligenti e prevede di vietare la produzione e l vendita di auto a combustibili fossili».

Il viceministro della tecnologia e dell’informazione cinese, Xin Guobin, ha sottolineato che «L’industria automobilistica mondiale c ve verso dei veicoli elettrici e intelligenti, è tempo di lavorare all’elaborazione di un calendario per vietare la produzione e l vendita delle auto tradizionali- I costruttori di automobili devono vere una perfetta conoscenza della situazione e adeguare le loro strategie. Il ministero dell’industria e delle tecnologie dell’informazione elaborerà questo calendario».

Nel 2016 la Cina ha prodotto e venduto più di 28 milioni di veicoli, confermandosi così per lottavo anno di seguito il più grande produttore di auto del mondo. L’industria automobilistica cinese ha contribuito ad almeno un decimo del totale delle vendite al dettaglio  di beni di consumo. La Cina è anche il più grande produttore e il più grande mercato di auto alimentate da quelle che il governo di Pechino chiama “energie nuove”. Xinhua spiega che «Più di 500.000 veicoli  energia nuova sono stati costruiti e venduti l’anno scorso. La Cina conta oggi sulle sue strade più di un milione di veicoli a energie nuove, cioè la metà del totale mondiale».

Intervenendo al Forum di  Tianjin , Song Qiuling, vice-capo sezione del ministero delle finanze della Cina, ha annunciato che «Per incoraggiare lo sviluppo dei veicoli a energia nuova, sono accessibili delle sovvenzioni che arrivano fino alla metà del rezzo di partenza. Però, a lungo termine,  tali sovvenzioni potrebbero portare a   un’espansione incontrollata dei costruttori di automobili. Le sovvenzioni saranno gradualmente ridotte e sarà istituita una nuova politica sui veicoli ad enervi nuova».

Il Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese (il governo)  ricorda che «Il 13 giugno, il ministero della tecnologia e dell’informazione ha pubblicato un documento politico per l’opinione pubblica sul controllo del consumo di carburante e sui nuovi crediti per i veicoli a nuova energia, richiedendo agli automobilisti di rispettare un nuovo rapporto di credito energetico dell’8% nel 2018, il 10% nel 2019 e n del 12% nel 2020, per diminuire l’impatto sull’energia e sull’ambiente». Xin ha confermato che «Questa  politica sarà attuata nel prossimo futuro».

Dopo ver dichiarato guerra l’inquinamento causato dalla sua rapidissima crescita, la Cina dice di volersi unire a Paesi come la Gran Bretagna e la Francia che hanno piani per vietare la produzione e le vendite di auto a gasolio e benzina.

E’ la stessa Xinhua a ricordare che a luglio, il ministro francese di ecologia Nicolas Hulot ha annunciato che la Francia vieterà l vendita di auto i a benzina e diesel entro il 2040 e che il governo britannico ha annunciato un piano analogo sempre per il 2040 e  sottolineare che «Gli analisti affermano che, anche se non c’è dubbio che i veicoli a nuova energia (NEV) finiranno per prevalere, è da vedere quanto tempo occorre per la transizione e dipende molto dalle infrastrutture e dai miglioramenti tecnologici, nonché da quanto i produttori di automobili possano adattarsi».

Un decreto del Consiglio di Stato afferma che la Cina deve costruire più di 12.000 nuove stazioni di ricarica prima del 2020,  per soddisfare le richieste di oltre 5 milioni di auto a nuove energie

Zhong Shi, un’analista del settore, ha detto a Xinhua, che «La Cina potrebbe adottare una scadenza prima del 2040, in quanto sarebbe più facile per il Paese fare questa modifica, data la sua storia relativamente breve di utilizzo dell’auto. Nel frattempo, proporre una data dopo il 2040 significherebbe che la Cina potrebbe retare indietro nel green drive, uno scenario che il governo sta cercando di evitare».

Secondo una road map redatta dalla Society of Automotive Engineers of China per conto del ministero dell’Industria e della tecnologia dell’Informazione, entro il 2030 la quota delle vendite di auto rinnovabili dovrebbe raggiungere più del 40% delle vendite totali di auto.

Qiu Kaijun, un ltro esperto  del settore, crede invece che alla Cina ci  vorrà molto di più, a causa del suo enorme mercato interno, per bbandonare le auto  combustibili fossili: «La Cina potrebbe adottare un calendario differenziato, con grandi città come Pechino e Shanghai che potrebbero raggiungere l’obiettivo già nel 2030, e con le regioni meno sviluppate che lo faranno in un secondo tempo – ha detto a CNR News

Alla luce del recente sviluppo globale, è solo una questione di tempo perche le automobili a carburanti  tradizionali svaniscano nella storia»,

Quel che è certo è che le grandi case automobilistiche mondiali non potranno ignorre l transizione cinese verso le auto elettriche e che quella che il presidente Usa definiva la bufala cinese del cambiamento climatico  per danneggiare la competitività degli Usa sui mercati mondiali si potrebbe rivelare un clamoroso boomerang: l’industria statunitense ha già a che fare con una Cina super-competitiva che potrebbe diventare leader nella tecnologia delle auto elettriche, dettando al mondo, Usa compresi, le linee dello sviluppo futuro.

Mentre GM, Volkswagen, Ford, Daimler e molti altri produttori di auto intenzione di rafforzare la produzione di auto elettriche, secondo la China Passenger Car Association, compagnie automobilistiche cinesi, tra cui Byd, Baic e Geely, nel 2016 sono classificate tra i primi marchi in tutto il mondo in termini di vendite di auto elettriche e la Cina sta puntando sula cooperazione internazionale per produrre  auto elettriche.

Mentre gli Usa sono nelle mani di un’Amministrazione di negazionisti climatici che vuole rilanciare l’utilizzo del carbone, la Cina si è impegnata a ridurre entro il 2030 le sue emissioni di carbonio per unità del Pil del 60 – 65% rispetto ai livelli del 2005 e ad aumentare di circa il 20% la quota di consumo energetico non fossile nel consumo totale di energia.