La compagnia nucleare russa Rosatom controllerà i traffici marittimi e petroliferi nell’Artico

Continua a crescere il ruolo rompighiaccio nucleari, ma il passaggio est-ovest non è ancora competitivo con Suez

[20 novembre 2017]

Secondo il giornale russo Kommersant  il presidente della Federazione della Russia Vladimir Putin vuole trasformare lo sviluppo delle infrastrutture per la rotta del Mare del Nord – il leggendario passaggio est-ovest che attraverso l’Artico dalla Russia raggiunge l’Asia –  affidandolo alla compagnia nucleare statale Rosatom,  Secondo Kommersant, Putin ha fatto propria un’idea del suo primo ministro (ed ex presidente quando Putin è stato premier), Dmitry Medvedev, che passerebbe il controllo di tutti i servizi statali per le attività navali e lo sviluppo delle infrastrutture e le proprietà statali utilizzate lungo la rotta del Mare del Nord  alla gestione di Rosatom.

Di fronte all’Artico che si scioglie a causa del cambiamento climatico, il governo russo è stato anche spronato a apportare le modifiche legislative  necessarie a sancire il nuovo ruolo di Rosatom come controllore della rotta marittima sempre più facile da aprire nel ghiaccio marino più rado e sottile.

Secondo l’ONG norvegese/russa Bellona «Non era immediatamente chiaro cosa si nascondesse dietro questa decisione, ma affidando a Rosatom la responsabilità di sorvegliare lo sviluppo della rotta del Mare del Nord, Putin  consegnerebbe a una compagnia – che si occupa di energia nucleare – il monolitico compito di costruire qualcosa che il Cremlino considera nientemeno che la sua futura salute economica».

Osservatori russi dicono che  se l’autorità sul passaggio est-ovest venisse effettivamente trasferita a Rosatom,  <aumenterebbe notevolmente il ruolo dei  rompighiaccio nucleari e le pressioni di Rosatom per diventare il controllore della rotta potrebbero essere legate al suo desiderio di costruire il Lider, un mega. rompighiaccio nucleare da 1,6 miliardi di dollari che per molti anni è sembrato più un’ipotesi fantascientifica della compagnia nucleare che un progetto reale.

Il portavoce di Putin, Dmitrij Peskov, non ha ancora confermato questo grosso cambiamento e un portavoce del Parlamento russo ha dichiarato a Kommersant  di non sapere se le modifiche legislative fossero ancora state ufficialmente presentate. Rosatom ha invece confermato di essere a conoscenza dell’idea di Medvedev e ha aggiunto che si sarebbe fatta trovare pronta se il governo suggerirà le modifiche legislative.

Kommersant  riporta anche una fonte governativa che ammette che sul rafforzamento del ruolo di Rosatom ci sono state discussioni, ma ha aggiunto che ora che Putin ha deciso nessuno lo metterà più in discussione.

Bellona ricorda che da anni il Cremlino ammette che lo sviluppo della rotta del Mare del Nord per la navigazione e le trivella zio ni di petrolio e gas nell’Artico sono la questione più urgente per l’economia russa.  Per questo PPutin ha anche  arruolato Atomflot, la flotta russa di rompighiaccio nucleari, per portare avanti la costruzione di una nuova linea di rompighiaccio multimiliardaria, nonostante le sanzioni  e che molte multinazionali petrolifere stiano abbandonando i pericolosi mari dell’Artico.

Secondo le fonti di Kommersant,  ci sarebbero «vari piani per mettere la rotta del Mare del Nord nelle mani del Rosatom» che il governo federale russo sta discutendo da metà ottobre. Uno di questi piani prevederebbe una nuova “Agenzia federale artica”,  anche se non è chiaro quali sarebbero i suoi compiti.

Alla fine della scorsa settimana è emerso che a questo gtema starebbe lavorando un team guidato dal capo di Rosatom Alexei Likhachev e dal vice primo ministro Dmitry Rogozin. Alla fine il controllo della rotta artica e lo sviluppo infrastrutturale navale e petrolifero dovrebbe passare dal ministero dei trasporti a Rosatom che, secondo Kommersant,  avrebbe  il controllo totale sulla rotta del Mare del Nord e sulla realizzazione di impianti portuali ed energetici lungo tutti i 6.000 chilometri del percorso attraverso l’Artico.

Secondo il giornale economico russo, «Questo significa che Rosatom supervisionerà praticamente tutto, dalla costruzione di porti, alla costruzione di infrastrutture di comunicazione e di navigazione, nonché al coordinamento della ricerca scientifico».

Con l’attuale bilancio, il governo federale russo spenderà 75 milioni di dollari per lo sviluppo della rotta del Mare del Nord tra il 2018 e il 2020 e altri 517 miliardi di dollari fino al 2025.

Ma non è che le cosa vada molto bene: lo stesso governo russo ammette  che nel 2016 il traffico attraverso la rotta del Mare del Nord è stato sì in aumento, ma si è fermato a  7,4 milioni di tonnellate di merci trasportate da 19 navi, e Bellona dice che «tale cifra non è del tutto precisa» perché  gran parte di quel grosso carico è stato scaricato lungo i porti russi della rotta, mentre solo 6 navi hanno completato il viaggio dall’Europa all’Asia «il che significa che il passaggio è lontano dall’essere competitivo con il Canale di Suez»..