La Corea del nord lancia un altro missile balistico

Un missile terra-terra Pukguksong-2 dopo il lancio di un Musudan nel Mar del Giappone

[13 febbraio 2017]

Non sono serviti a niente gli ammonimenti del presidente statunitense Donald Trump e del premier giapponese Shinzo Abe: oggi la Repubblica popolare democratica di Corea (Rpdc) ha annunciato di aver proceduto con successo a un test di un missile balistico terra-terra Pukguksong-2, di media-lunga portata Pukguksong-2, sotto la supervisione del leader supremo Kim Jong Un.

L’agenzia ufficiale nordcoreana  Kcna descrive il Pukguksong-2 come «Un nuovo tipo di ama strategica di stile coreano» e sottolinea che «Il missile è stato sviluppato su istruzione di Kim Jong Un, basandosi sul successo del test di un missile balistico lanciato da un sottomarino (Slbm) a fine agosto 2016. Kim Jong Un ha ricevuto tutti i rapporti sullo sviluppo di questo missile balistico, ha lui stesso fissato la data del lancio ed ha personalmente supervisionato i preparativi sul posto».

Come dire che il rampollo della dinastia nazional-stalinista dei Kim ha scelto proprio la data della visita di Abe negli Usa per mandare un avvertimento a Trump e ai giapponesi.

Secondo la Kcna «Questo test prova l’affidabilità e la sicurezza del sistema di lancio ed ha convalidato il nuovo sistema di guida e controllo del missile balistico durante il volo e della fase di separazione, così come il funzionamento dei motori». Poi ha aggiunto che «Il proiettile può essere dotato di un’ogiva nucleare ed è capace di manovre evasive».

Per “tranquillizzare” una comunità internazionale molto allarmata, la Kcna evidenzia che «Il missile è stato lanciato con una grande angolazione al fine di tener conto della sicurezza dei Paesi vicini».

Ma, mentre l’agenzia ufficiale cinese Xinhua sui limita a dare notizia dei due test missilistici, Corea del sud, Russia e Giappone sono molto preoccupati per questo nuovo test che fa seguito al lancio di un missile balistico Musudan  avvenuto ieri alle 7,55 ora locale da Banghyeon, nella provincia di Pyongan e che si è inabissato nel Mar del Giappone dopo aver percorso circa 500 km.

Pyongyang aveva già proceduto nell’ottobre  2016 a due test di missile Irbm Musudan, lanciati dallo stesso sito, che si trova in un aeroporto.

I test sono evidntemente una provocazione per saggiare le reazioni del nuovo presidente statunitense , come nelle altre occasioni, Usa, Corea del sud e Giappone, hanno detto che si tratta di una grave provocazione che viola le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu che vietano alla Rpdc di testare qualsiasi tipo di tecnologia riguardante missili balistici.

L’agenzia sudcoreana Yonhap ha citato una fonte  militare secondo la quale il missile testato domenica non sarebbe un missile balistic intercontinentale (Icbm), ma potrebbe trattarsi di un Rodong (Mebm, a media portata)  o si un Musudan migliorato.

Finora i nordcoreani avevano lanciato almeno 8 Musudan tra il 15 aprile e il 20 ottobre 2016 e, ad eccezione di quello lanciato il 22 giugno, che aveva percorso 500 km, tutti gli altri erano stati un fallimento.

Il Musudan ha una portata tra 3.000 e 4.000 km che teoricamente  gli permetterebbero colpire il territorio statunitense dell’Isola di Guam, nel Pacifico, che ospita una grande base militare.