Convocato di urgenza il Consiglio di sicurezza dell’Onu

La Corea del Nord ha testato una bomba H. Le reazioni internazionali

Scettici sudcoreani, russi e americani. La Cina fortemente irritata con Pyongyang

[6 gennaio 2016]

Nuke Nord Corea

La Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) ha annunciato di aver effettuato  il test di una bomba all’idrogeno e, con un comunicato diffuso dall’agenzia ufficiale KCNA, la dittatura nazional-stalinista di Pyongyang ha sottolineato che si è trattato di «un successo totale».

Il test della bomba H nordcoreana è avvenuto alle 10,00 (2,30 ora di Roma) nel poligono di  Punggye-ri, sito storico dei test nucleari nordcoreani, e per Pyongyang  questo significa che «La RPDC ha raggiunto con fierezza i Paesi dotati dell’arma nucleare e che possiedono la bomba all’idrogeno». Il leader supremo della RPDC, Kim Jong-un, avrebbe ordinato di effettuare il test il 15 dicembre scorso Jong Un e firmato il via libera il 3 gennaio.

Secondo la KCNA, «Questo test ha provato che le specifiche tecnologiche  della bomba all’idrogeno erano corrette e verificato in maniera scientifica la potenza di una piccola bomba all’idrogeno». Sembra una risposta preventiva al diffuso scetticismo – in particolare di sudcoreani, statunitensi e russi – degli esperti che dicono che sia l’esplosione (pari a quella della bomba atomica di Hiroshima), che il sisma provocato sono troppo deboli per essere stati provocati da una bomba H.  Secondo il Centro delle reti sismiche della Cina, il sisma prodotto dal test sarebbe stato di una magnitudo di 4,9 e realizzato a 0 Kum,  Mentre l’United States geological survey dice che il sisma ha raggiunto una magnitudo di 5,1 e che sarebbe stato effettuato a 10 km  di profondità, dato successivamente rivisto ed allineato agli 0 Km dei cinesi.

Ma Pyongyang risponde che si è trattato dell’esplosione di una mini-H  e rivendica che il test è stato condotto  «In maniera sicura e perfetta» e addirittura afferma che «L’ambiente non ha sofferto di un impatto negativo». Naturalmente il regime nazional-stalinista ha aggiunto che il suo programma di armamento nucleare mira solo a contrastare la politica ostile degli Usa e giura che non ricorrerà alle armi nucleari se la sua sovranità non verrà minacciata.

Pyongyang aveva già condotto tre test nucleari nel 2006, 2009 e 2013, ma sull’ultimo i militari russi avevano forti dubbi ed avevano detto subito che probabilmente era una finta esplosione atomica sotterranea che aveva invece utilizzato una enorme quantità di esplosivo.

Il test nordcoreano è avvenuto molto vicino al confine cinese e la Cina non ha nascosto di essere molto irritata con il suo scomodo e impresentabile alleato nordcoreano.  Il ministero degli esteri di Pechino ha emesso un duro comunicato nel quale evidenzia che «La Cina si oppone fermamente all’ultimo test nucleare effettuato dalla Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC)». L’agenzia ufficiale cinese Xinhua avverte che «Questo test della bomba H va contro le pertinenti risoluzioni dell’Onu e gli sforzi internazionali rivolti a pervenire alla denuclearizzazione della Penisola coreana. Potrebbe comportare delle ripercussioni».

Durante una conferenza stampa convocata a Pechino, Hua Chunying, la portavoce del ministro degli  esteri, ha sottolineato che « La Cina è ferma sulla sua posizione sulla necessità di denuclearizzare la Penisola coreana e di impedire la proliferazione nucleare per mantenere la pace e la stabilità nell’Asia del Nord-Est. Esortiamo fermamente la RPDC a rispettare il suo impegno per la denuclearizzazione ed a cessare ogni azione suscettibile di innescare un deterioramento della situazione. La pace e la stabilità nella Penisola coreana e nell’Asia del Nord-Est sono nell’interesse comune di tutte le parti coinvolte. La Cina è determinata a promuovere la denuclearizzazione della Penisola coreana ed a risolvere la questione del nucleare attraverso il dialogo».

La presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye, ha convocato con urgenza il Consiglio della sicurezza nazionale ed ha definito il test nordcoreano «Una grave provocazione», aggiungendo che «Seoul coopererà strettamente con la comunità internazionale perché Corea del nord ne paghi il prezzo».

Ma sono stati proprio i servizi segreti sudcoreani ad esprimere per primi forti dubbi sul fatto che la grande esplosione avvenuta nella RPDC sia stata prodotta da una bomba H e l’agenzia meteorologica sudcoreana ha dichiarato di non aver riscontrato nessuna radiazione.

Il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha dichiarato che il test nordcoreano  «Ha chiaramente violato la risoluzione del Consigli di sicurezza dell’Onu e costituisce una trave sfida agli sforzi internazionali per la non proliferazione. Se le affermazioni di Pyongyang fossero vere, il Giappone lavorerà con gli altri Paesi per prendere delle misure ferme contro la RPDC».

Gli statunitensi sono molto prudenti e hanno detto di non poter confermare immediatamente che la RPDC abbia davvero realizzato un test di una bomba H, anche se hanno promesso che risponderanno in maniera appropriata ad «ogni provocazione di de Pyongyang». In  un comunicato, Ned Price, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Usa, spiega: «Benché per il momento non possiamo confermare queste affermazioni, condanniamo ogni violazione delle risoluzioni del Consigli di sicurezza dell’Onu e chiediamo nuovamente alla RPDC di rispettare i suoi obblighi e i suoi impegni internazionali». Oggi è prevista una riunione di urgenza del Consiglio di sicurezza Onu per discutere del test nucleare nordcoreano e la Corea del sud ha già chiesto che  si impegni a prendere ogni misura necessaria, comprese nuove sanzioni».

Un altro stato nucleare, sia militare che civile, la Francia, ha condannato il test nordcoreano come «Una violazione inaccettabile delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu», del quale Parigi è membro permanente, ed ha chiesto «una reazione forte».

Anche se l’altro grande vicino della Corea del nord, la Russia, è da sempre molto scettica sulla reale consistenza del nucleare militare nordcoreano, non per questo è meno preoccupata per l’avventurismo di Kim Jong-un, con il quale comunque ha mantenuto relazioni amichevoli.  Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha detto che «Mosca è vivamente preoccupata per l’informazione secondo la quale la Corea del nord ha fatto esplodere una bomba all’idrogeno. Il presidente Vladimir Putin ha dato istruzioni di studiare minuziosamente i dati raccolti da tutte le stazioni di vigilanza, comprese quelle sismologiche, e di analizzare la situazione se l’informazione sul test venisse confermata».

Ria Novosti pubblica con risalto le dichiarazioni del senatore russo Konstantin Kossatchev: «Tutte le iniziative realizzate da Pyongyang nel quadro del suo programma nucleare ric guardano la sicurezza nazionale della Russia. Il programma nucleare nordcoreano è attuato da uno Stato che possiede una frontiera comune con la Russia. La distanza tra Vladivostok e Pyongyang è di meno di 700 Km. Quindi, ogni scelta fatta dalla Corea del nord in questa materia riguarda direttamente la sicurezza nazionale del nostro Paese. Se i rapporti che parlano di un nuovo test nucleare  nordcoreano fossero confermati,  si tratterebbe  di una nuova violazione da parte di Pyongyang dello spirito del Trattato per la messa al bando dei test nucleari». Peccato che la dittatura nordcoreana non aderisca né a questo trattato né a quello sulla non proliferazione delle armi nucleari.