La Danimarca contro il gasdotto russo Nord Stream 2, per motivi di politica estera

Contrari a Nord Stream 2 i Paesi est europei e Baltici, a favore la Germania

[10 aprile 2017]

Il governo di centro-destra della Danimarca ha chiesto di poter modificare la legislazione danese per poter vietare  i gasdotti per motivi di politica estera e di sicurezza, nel mirino di Copenhagen c’è il contestato gasdotto Nord Stream 2 del gigante energetico statale russo Gazprom, che dovrebbe attraversare anche acque territoriali danesi. Nord stream-2 prevede la costruzione di due linee di gasdotto, per  55 miliardi di m3 di gas all’anno, dalla costa della Russia attraverso il mar Baltico fino alla Germania. Il nuovo gasdotto verrà costruito accanto al Nord Stream.

Il ministro del clima e dell’energia danese, Lars Christian Lilleholt, ha detto alla Reuters: «Vogliamo avere la possibilità di dire sì o no dal punto di vista della sicurezza e della politica estera. Attualmente il veto per tali progetti è possibile  solo per i motivi legati alle problematiche ambientali».

Su Nord Stream 2 l’Unione europea è divisa: i Paesi est europei e Baltici vedono nel nuovo gasdotto  un ulteriore elemento che renderà ancora di più l’Ue ostaggio del gas russo, mentre quelli nord-europei, in particolare la Germania, pensano ai benefici economici che ne trarrebbero.

Come spiega l’agenzia Ria Novosti, «La Nord Stream 2 AG, il consorzio di costruttori del progetto del gasdotto Nord Stream 2, ha presentato alla Germania la richiesta per l’autorizzazione a costruire. La richiesta sarà presa in esame in Germania dal 18 aprile al 17 maggio». Secondo un comunicato stampa della Nord Stream 2 AG, «La documentazione riguarda l’autorizzazione a costruire in un tratto di 85 km di acque territoriali tedesche, nella giurisdizione del lander Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Oltre alla Germania, il permesso di costruire deve essere accordato da Russia, Finlandia, Svezia e Danimarca. Il processo di ottenimento del permesso in Svezia è iniziato nel settembre 2016; pochi giorni fa è stato avviato quello con in Danimarca».

Proprio Danimarca e Svezia all’inizio di quest’anno hanno chiesto alla  Commissione europea di intervenire su Nord Stream 2 prima che i due Stati  concedessero i permessi  per far passare il gasdotto attraverso le loro acque. Ma l’Ue ha risposto che c’era poco spazio perché una singola nazione bloccasse il piano. Lilleholt aggiunge: «L’attuale quadro normativo non consente alla Danimarca a dire “no” alla costruzione di gasdotti che transitano nelle sue acque territoriali sulla base di considerazioni di politica estera. Il via libera per il gasdotto non è una questione che riguarda solo la Danimarca».

La Commissione europea pensa che non ci sa una base giuridica per bloccare l’approvazione del Nord Stream 2,  ma qualche giorno fa ha detto che stava chiedendo un mandato da parte di Stati membri per  poter  negoziare con la Russia. Secondo Lilleholt  questo è «molto, molto positivo».

Per  riuscire a far passare in Parlamento la modifica legislativa per bloccare Nord Stream e Gazprom, il governo di minoranza di centro-destra della Danimarca starebbe negoziando con i partiti che lo sostengono dall’esterno,