Il discorso di Matsui Kazumi, sindaco della città bombardata

La Dichiarazione di Pace di Hiroshima, 6 agosto 2015: 70 anni dopo la bomba (VIDEO)

Critiche al governo: «La via per la vera pace rivelata dal pacifismo della Costituzione giapponese»

[6 agosto 2015]

Hiroshima

Il 6 agosto 1945 il bombardiere Usa B-29 Enola Gay sganciò una bomba atomica che venne fatta esplodere a circa 500 metri sopra la città giapponese di Hiroshima. Tre giorni dopo un’altra bomba atomica sganciata su Nahasaki mise fine alla seconda guerra mondiale e impedì che l’Armata Rossa proseguisse la sua avanzata verso il nord del Giappone.

Ancora oggi gli statunitensi continuano a dire che quelle due bombe, che avevano come obiettivo una immensa strage di civili, erano l’unico modo per porre fine a una guerra che l’imperialismo fascista giapponese aveva ormai perso, ma i giapponesi ribattono ogni anno che quelle stesse bombe nucleari erano solo l’orrendo sigillo della vittoria di una guerra mondiale scatenata dal nazi-fascismo, e una dichiarazione impietosa di chi fosse il nuovo padrone incontrastato del mondo. Da quella tragedia è nata la Costituzione pacifista del Giappone, che il governo conservatore di Shinzo Abe vuole cambiare in un rigurgito di nazionalismo, che si ciba del revisionismo storico e che punta a negare le stragi e le violenze delle quali si è macchiato in Corea e Cina il militarismo giapponese.

C’è tutto questo, l’immensa sofferenza del passato, il dolore del presente incarnato nella tragedia della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, e i pericoli del futuro nella dichiarazione di pace letta oggi dal sindaco di Hiroshima, che vi proponiamo:

Nella nostra città, avevamo il calore della vita familiare, i profondi legami umani comunitari, i festival che annunciavano ogni stagione la cultura tradizionale e gli edifici tramandati attraverso la storia, così come i lungofiume dove i bambini giocavano. Alle 08,15 del 6 agosto 1945, tutto questo è stato distrutto da una singola bomba atomica. Sotto il fungo atomico, erano abbracciati una madre e il suo  bambino carbonizzato, innumerevoli cadaveri galleggiavano nei fiumi e gli edifici erano rasi al suolo. In decine di migliaia sono stati bruciati in quelle fiamme. Entro la fine di quell’anno, vennero perse 140.000 insostituibili vite: quel numero comprendeva coreani, cinesi, sud-est asiatici e prigionieri di guerra americani.

Coloro che sono riusciti a sopravvivere, con le loro vite grottescamente deformi, sono stati lasciati a soffrire i gravi postumi fisici ed emotivi della bomba, aggravati dalle discriminazioni e dai pregiudizi. Per i bambini era normale rubare e combattere per sopravvivere. Un giovane che la bomba atomica aveva reso orfano vive ancora da solo: sua moglie ha divorziato quando la sua esposizione è stata scoperta. La sofferenza continua.

“Madotekure!” Questo è il grido del cuore spezzato di hibakusha [i sopravvissuti alla bomba atomica, ndr] che vogliono che Hiroshima – la loro città natale, le loro famiglie, le loro menti e corpi – ritornino come erano. Cento anni dopo l’apertura dell’Hiroshima Prefectural Commercial Exhibition Hall e 70 anni dopo il bombardamento atomico, l’A-bomb Dome vigila ancora su Hiroshima. Di fronte a questa testimonianza della storia, voglio che tutti noi, ancora una volta, abbiamo davanti esattamente ciò che la bomba atomica ha fatto e abbracciamo pienamente lo spirito dell’hibakusha.

Intanto, il nostro mondo pullula ancora di  più di 15.000 armi nucleari, e i politici negli Stati dotati di armi nucleari rimangono intrappolati in un pensiero provinciale, ripetendo con la parola e con le opere le loro intimidazioni nucleari. Ora conosciamo i molti inconvenienti e incidenti che ci hanno portati sull’orlo di una guerra nucleare o  di esplosioni nucleari. Oggi, ci preoccupiamo anche del terrorismo nucleare.

Finché esistono armi nucleari, chiunque potrebbe diventare un hibakusha in qualsiasi momento. Se ciò accadrà, il danno andrà indiscriminatamente oltre i confini nazionali. Popolo del mondo, vi preghiamo di ascoltare attentamente le parole degli hibakusha e, accettando profondamente lo spirito di Hiroshima, contemplate il problema nucleare come vostro.

Una donna che a quel tempo aveva 16 anni, chiede di «ampliare sempre più il cerchio di armonia che comprende i vostri legami familiari, amici e vicini di casa, collegandoli direttamente alla pace nel mondo. L’empatia, la gentilezza, la solidarietà, questi non sono concetti solo intellettuali, dobbiamo sentirli nelle ossa». Un uomo che allora aveva 12 anni sottolinea: «La guerra significa tragedia per adulti e bambini. Essere empatici,  premurosi, affettuosi con gli altri e con se stessi: questo è da dove viene la pace».

Questi messaggi strazianti, forgiati in un calderone di sofferenza e di dolore, trascendono l’odio e il rifiuto. Il loro spirito è la generosità e l’amore per l’umanità; il loro obiettivo è il futuro dell’umanità. Gli esseri umani trascendono le differenze di nazionalità, razza, religione, lingua e viviamo le nostre vite solo per un tempo ridotto sul pianeta, che condividiamo. Per convivere dobbiamo abolire la disumanità assoluta, il male finale che sono le armi nucleari. Ora è il momento di iniziare ad agire. I giovani stanno già iniziando con petizioni unitarie, la pubblicazione di messaggi, organizzando marce e lanciando una serie di iniziative. Dovremo tutti lavorare  insieme per realizzare una grande ondata.

Con questa pietra miliare del settantesimo anniversario, la vita media degli hibakusha è ormai di più di 80 anni. La città di Hiroshima lavorerà ancora più duramente per preservare i fatti del bombardamento, diffonderli nel  mondo e trasmetterli  alle generazioni future. Allo stesso tempo, in qualità di presidente di Sindaci per la Pace, che ora hanno più di 6.700 città associate, Hiroshima agirà con determinazione, facendo tutto quanto in nostro potere per accelerare il trend internazionale verso i negoziati per una convenzione sulle armi nucleari, e la loro abolizione entro il 2020.

Non è forse adatto ai  politici il ruolo di perseguire la felicità per la loro gente basandosi sulla  generosità e amore per l’umanità?  I politici devono riunirsi instancabilmente per parlarne: questo è il primo passo verso l’abolizione delle armi nucleari. Il passo successivo è quello di creare, attraverso la fiducia ottenuta in questo modo, sistemi di sicurezza ampiamente versatili che non dipendano dalla forza militare. Lavorare con pazienza e perseveranza per raggiungere tali sistemi sarà di vitale importanza, e richiederà che promuoviamo in tutto il mondo la via per la vera pace rivelata dal pacifismo della Costituzione giapponese [un’evidente critica alla svolta militarista della coalizione di governo tra Partito Liberaldemocratico e New Komeito  buddista, ndr].

Il vertice che si terrà nella giapponese  Ise-Shima l’anno prossimo, e il meeting dei ministri degli Esteri che si terrà a Hiroshima prima di tale vertice, sono ottime opportunità per consegnare un messaggio riguardante l’abolizione delle armi nucleari. Preghiamo il  presidente Obama e altri policymaker di venire nelle A-bombed cities, ad ascoltare gli hibakusha con le loro orecchie e a incontrare la realtà dei bombardamenti atomici. Sicuramente, saranno spinti a iniziare a discutere un quadro giuridico, compresa una convenzione sulle armi nucleari.

Chiediamo al governo giapponese, nel suo ruolo ponte tra gli Stati nucleari e senza armi nucleari,  di guidare tutti gli Stati in queste discussioni, e offriamo Hiroshima come sede di dialogo e di sensibilizzazione. Inoltre, chiediamo che una maggiore compassione per  i nostri  hibakusha anziani e tanti altri che ora subiscono gli effetti delle radiazioni venga  espressa attraverso misure di sostegno più forti. In particolare, chiediamo l’espansione delle “black rain areas”.

Offrendo le nostre sentite preghiere perché le vittime della bomba riposino in pace, esprimiamo così la nostra gratitudine agli hibakusha e a tutti i nostri predecessori che hanno lavorato così duramente per tutta la vita per ricostruire Hiroshima e abolire le armi nucleari.

Infine, ci appelliamo alla gente di tutto il mondo: rinnovate la vostra determinazione. Cerchiamo di lavorare insieme con tutte le forze per l’abolizione delle armi nucleari e la realizzazione di una pace duratura nel mondo.

di Matsui  Kazumi, sindaco della città di Hiroshima

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