La Francia chiuderà la produzione di petrolio e gas e proibirà le auto diesel e benzina entro il 2040

Potrebbe diventata il primo Paese a eliminare l’esplorazione, la trivellazione la produzione di idrocarburi

[6 settembre 2017]

Secondo un progetto di legge presentato oggi, entro la fine del 2017, la Francia prevede di adottare una legislazione per eliminare l’esplorazione e la produzione di petrolio e gas sui suoi territori continentali e d’oltremare entro il 2040, diventando così il primo Paese a farlo,.

Il presidente francese Emmanuel Macron vuole rendere la Francia carbon neutral entro il 2050 e per farlo deve ridurre le emissioni di gas serra lasciando combustibili fossili sotto terra.

La Reuters, che ha visto il progetto di legge, scrive che «La Francia non potrà  più rilasciare permessi di esplorazione e l’estensione delle attuali concessioni correnti sarà gradualmente limitata fino alla loro abolizione entro il 2040:  lo stesso anno in cui la Francia prevede di porre fine alla vendita di veicoli a benzina e diesel. La decisione è tuttavia in gran parte simbolica perché la Francia produce solo 6 milioni di barili di idrocarburi all’anno, che rappresentano circa l’1% del suo consumo. La Francia continuerà ad importare e raffinare petrolio per le sue necessità».

Infattti, il progetto di legge recita: «La legge interromperà lo sfruttamento degli idrocarburi nel nostro territorio, le concessioni esistenti non possono essere rinnovate oltre il 2040». In oltre, la Francia non ha mi concesso nessun a licenza di fracking per estrarre gas di scisto e  se la legge verrà approvata v diventerà impossibile farlo.

Ma il progetto di legge non ha solo un carattere quasi simbolico e potrebbe avere pesanti ricadute per la multinazionale petrolifera francese Total che,  anche se ha interrotto l’esplorazione petrolifera sulla terra ferma e nell’hoffshore nella Francia continentale, ha ancora dei permessi esplorativi nei  territori d’oltremare come il Guyane Maritime offshore nella Guiana francese.

La Reuters dice che si è rifiutata di commentare immediatamente la notizia della presentazione del progetto di legge.

A quanto pare Macron, come il suo predecessore Hollande, sta prendendo seriamente in considerazione l’attuazione dell’Accordo sul clima raggiunto a Parigi nel 2015 e punta a rafforzarlo con atti simbolici e concreti dopo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è ritirato dall’Accordo.

Nell’ambito delle misure già prese, la Francia prevede di smettere di  produrre elettricità dal carbone entro il 2022 e ridurre al 50% la quota di nucleare nella sua produzione di energia elettrica (attualmente è al 75%), favorendo l’aumento delle energie rinnovabili nel suo mix di produzione di elettricità.

Ma queste iniziative sono ritenute ancora poco coraggiose dai movimenti no-nuke e ambientalisti che accusano il governo Macron di fare greenwashing climatico spinto, atteggiandosi a leder climatico globale mentre allo stesso tempo finge di ignorare i rischi del vetusto nucleare francese e i costi crescenti di quello di nuova generazione.