Con una potenza installata inferiore al fotovoltaico, produce il 70% dell'energia pulita

La geotermia leader delle rinnovabili toscane: i numeri di Legambiente

A Grosseto la tappa regionale del Treno verde, per chiedere maggiori impegni nel Pacchetto Energia e Clima 2030

[9 marzo 2018]

Sono 39.203 gli impianti che producono energia rinnovabile in Toscana, secondo i numeri presentati oggi da Legambiente durante la tappa grossetana del Treno verde, il convoglio dell’associazione ambientalista e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (realizzato con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente), che viaggia lungo i binari d’Italia proprio per chiedere all’Europa e al Paese maggiori impegni nel Pacchetto Energia e Clima 2030, e traghettare così il nostro Paese verso la totale decarbonizzazione del proprio sistema energetico.

Nel 100% dei Comuni toscani c’è almeno uno impianto alimentato da fonti rinnovabili. I più numerosi sono quelli afferenti al fotovoltaico – con 776,2MW di potenza installata,  il 35,6% dei 2.181MW totali conteggiati da Legambiente – che rappresenta il 98,8% degli impianti e il 35,6% della potenza installata, ma i numeri cambiano di molto se andiamo ad osservare l’energia effettivamente prodotta. In questo caso emerge l’importanza della geotermia toscana, che – nonostante una potenza installata inferiore a quella del fotovoltaico, da 767,2MW secondo Legambiente – vale 5.867 GWh/anno (un dato in realtà leggermente inferiore a quello aggiornato recentemente dalla Regione Toscana), ovvero circa il 70% dell’energia prodotta da rinnovabili in Toscana. Il fotovoltaico arriva invece a poco oltre il 10% (859GWh/anno), prestazione simile a quella dell’energia idroelettrica (829 GWh/anno, 10,1%) e superiore alle bioenergie (498 GWh/anno, 6%) e all’eolico (236 GWh/anno, 2,8%).

«La regione Toscana è leader nella distribuzione e diffusione di tutte le fonti rinnovabili, non solo per quelle tradizionali – commenta Katiuscia Eroe, responsabile Energia di Legambiente – È necessario, però,  trasformare le città italiane in un grande cantiere, dove gli edifici pubblici e privati diventano più sicuri ed efficienti, anche con sistemi innovativi di riscaldamento e raffrescamento, in cui la mobilità diventa sempre più elettrica e ciclabile, con un efficiente servizio pubblico e moderni sistemi di car sharing. Si devono anche eliminare tutti i sussidi alle fonti fossili, che oggi direttamente e indirettamente premiano chi estrae petrolio e gas, e che penalizzano in bolletta le fonti pulite e l’efficienza».