La geotermia ha portato oltre 60mila turisti in Toscana nell’ultimo anno

I luoghi simbolo di quest’energia rinnovabile sparsi per i Comuni geotermici presenti sul territorio rappresentano un’importante fonte di ricchezza e diversificazione economica

[5 aprile 2018]

L’intelligente integrazione degli impianti necessari per la produzione di energia pulita con il paesaggio circostante rappresenta oggi una delle sfide principali alla necessaria, ulteriore diffusione delle rinnovabili; un aspetto principe della ancor più ampia sfida che si richiede a questi impianti, ovvero favorire lo sviluppo sostenibile a tutto tondo dei territori dove hanno sede, senza snaturarne l’identità. Una sfida difficile ma possibile, come suggeriscono gli ultimi dati sul turismo toscano alimentato dalla geotermia.

Secondo i dati offerti dal Centro studi turistici (Cst) di Firenze, sono state 120mila le presenze turistiche registrate nel 2016 all’interno dei sei Comuni geotermici protagonisti della guida turistica Toscana – Colline del vapore, e una parte considerevole di questi turisti ha scelto di recarsi in questo fazzoletto di Toscana proprio per andare alla scoperta della geotermia, impiegata industrialmente per la prima volta al mondo proprio nella nostra Regione. Tanto che i dati (aggiornati al 2017) diffusi ad oggi da Enel Green Power testimoniano l’arrivo di oltre 60mila turisti nei luoghi simbolo della geotermia toscana, confermando il record segnato già nel 2016 di 60.500 turisti.

In particolare, il Museo della geotermia di Larderello (nel Comune di Pomarance) ha fatto segnare circa 27mila visite, mentre il Parco delle Biancane nel territorio comunale di Monterotondo Marittimo ha registrato oltre 17mila accessi. Circa 6mila gli accessi al Parco delle Fumarole di Sasso Pisano, nel comune di Castelnuovo Val di Cecina, alle manifestazioni naturali di San Federigo e altre diffuse nel territorio, al percorso del trekking geotermico che collega le Fumarole alle Biancane, a cui si aggiungono le oltre 10mila presenze delle Centrali aperte 2017 e degli eventi della stagione estiva promossi da Enel Green Power e istituzioni nell’area tradizionale di Larderello, Monterotondo Marittimo, Castelnuovo VdC e Monteverdi Marittimo o nelle aree di Radicondoli, Chiusdino, Montieri, e del Monte Amiata senese e grossetano (Piancastagnaio, Santa Fiora, Arcidosso), dove il percorso turistico di 700 metri liberamente fruibile intorno alle centrali di Bagnore e la collaborazione didattica con l’Acquedotto del Fiora hanno richiamato numerosi visitatori.

«Il turismo geotermico – ha commentato Massimo Montemaggi, responsabile geotermia Enel Green Power – è ormai una parte importante del distretto della geotermia toscana: si tratta di un risultato possibile grazie alla collaborazione tra Enel Green Power, CoSviG (il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche), Regione Toscana, Amministrazioni comunali, Comunità del cibo a energie rinnovabili, Museo Le Energie del territorio di Radicondoli, Centro visite del Parco delle Biancane di Monterotondo Marittimo, Pro loco, associazioni e uffici turistici dei territori geotermici tradizionali e dell’Amiata. Tutti hanno lavorato molto sulla promozione e sulla cura degli itinerari di visita, facendo dei luoghi della geotermia un punto di riferimento per il turismo nazionale e internazionale».