Come la geotermia potrebbe rivoluzionare l’approvvigionamento mondiale di energia termica

Al di sotto del 16% della superficie terrestre sono presenti falde acquifere idonee per utilizzi diretti del calore geotermico a bassa entalpia

[22 dicembre 2017]

Un team internazionale composto da nove ricercatori ha appena pubblicato lo studio Geothermal energy in deep aquifers: A global assessment of the resource base for direct heat utilization, che individua un enorme potenziale geotermico non sfruttato in grado di soddisfare i bisogni umani di riscaldamento e raffrescamento degli edifici.

I ricercatori, dopo aver ricordato come la produzione di energia elettrica da fonte geotermica sia nata «nel 1904 a Larderello, in Toscana», sottolineano come quest’impiego della risorsa sia tecnicamente percorribile soltanto nelle relativamente poche aree vocate sul pianeta. Al contrario gli utilizzi diretti del calore geotermico risultano più accessibili: in che misura?

La ricerca è volta ad esplorare proprio questo quesito, di rilevante interesse sia da un punto di vista economico che per quanto riguarda la lotta ai cambiamenti climatici: «Oggi l’elettricità costituisce una parte essenziale della vita moderna – si legge nello studio – ma è spesso trascurato il fatto che la produzione di calore rappresenta oltre la metà del consumo energetico finale mondiale. Tre quarti di questa domanda di calore sono attualmente soddisfatti dai combustibili fossili, causando un impatto significativo sul clima e sull’ambiente». Impatto che la geotermia potrebbe evitare in modo sensibile.

Infatti, secondo i risultati raccolti dai ricercatori sarebbero presenti al di sotto del 16% della superficie terrestre falde acquifere idonee per utilizzi diretti del calore geotermico a bassa entalpia (<150°C). Un potenziale largamente non sfruttato: se nel 2016 la potenza geotermica installata per il riscaldamento diretto era pari a 20,6 GW (in potenza elettrica equivalente), dalle falde acquifere individuate sarebbe possibile ricavare annualmente 363.5 EJ (Exajoule, ndr) yr−1 di energia, ovvero un valore «dello stesso ordine del consumo energetico finale mondiale» nello stesso periodo di tempo. Un paradosso, se pensiamo che ad oggi «solo lo 0,15% del consumo energetico finale globale annuo viene fornito dagli utilizzi diretti della geotermia». Come colmare questo enorme gap? «Sono necessarie politiche di sostegno per rimuovere gli ostacoli finanziari e non finanziari» allo sviluppo della geotermia, rispondono i ricercatori.