La guerra dei confini del petrolio e del gas tra Israele e Libano

Dietro ci sono lo scontro tra Hezbollah e Israele e il gigantesco giacimento Leviathan

[22 marzo 2017]

Ieri il giornale Globes – Israel’s Business Arena ha rivelato che il governo israeliano  ha deciso di bloccare i progetti del Libano  per sfruttare le riserve di gas e petrolio in cinque aree marine che si trovano in acque rivendicate da entrambi i Paesi, ma che i Libano considera a confine con la Palestina occupata da Israele.

Si tratta di circa  850 km2  di mare rivendicati da Libano e Israele e il ministro della giustizia dello Stato ebraico ha recentemente presentato una proposta di legge sui territori marittimi che traccia i nuovi confini delle acque territoriali israeliane, comprese quelle che il Libano considera sue e quelle che i Paesi arabi continuano a considerare parte dei territori palestinesi occupati.

Dietro c’è lo scontro tra Israele e Libano per il gigantesco giacimento Leviathan  e  tra le milizie sciite libanesi di Hezbollah e l’esercito israeliano, che teme che i guerriglieri sciiti mettano le mani su imponenti risorse energetiche. La tensione è salita dopo che a gennaio il Libano aveva annunciato l’apertura della gara per sviluppare cinque blocchi petroliferi in quelle che ritiene sue acque territoriali. Allora, Pierre Raffoul, il ministro libanese per gli affari presidenziali, disse che «Il petrolio e il gas sono una delle priorità del governo» e il Libano ha successivamente inviato una lettera all’Onu che respinge con forza la mappa con i nuovi confini marittimi approvata da Israele.

Il confine tra Israele e Libano, sia a terra che a mare, non è mai stato ufficialmente definito perché i due Paesi sono formalmente in guerra, con continue scaramucce tra Hezbollah e soldati israeliani e a Israele in Libano o contro i miliziani sciiti libanesi che appoggiano Assad in Siria. Hezbollah risponde a volte con attacchi di razzi su Israele, o meglio su quelli che ritiene territori palestinesi occupati.

Il tutto a ridosso dei fragili e contestati confini tracciati dall’Onu nel 2000.

Nel 2010, il Libano aveva presentato all’Onu una demarcazione dei confini con coordinate a mare della sua Zona economica esclusiva che contraddicono quanto sostenuto da Israele e basati sull’accordo che il Libano ha firmato con Cipro nel 2007.

Il 14 marzo, durante un’intervista alla televisione libanese Al-Mayadeen, il ministro libanese dell’energia e dell’acqua, Cesar Abi Khalil, ha detto che «Beirut proseguirà con la gara per sviluppare i blocchi di petrolio e gas nella data fissata, vale a dire a settembre e non perderà il diritto di rivendicare ciò che gli spetta».

Israele ha risposto con una nota ufficiale, denunciando il Libano alle Nazioni Unite, alle quali viene richiesto di affrontare il caso e attuare una mediazione.