La Polonia punta sulla geotermia per tagliare l’inquinamento atmosferico

Secondo l’OMS sono polacche 33 delle 50 città europee con la maggiore concentrazione di Pm2.5

[13 febbraio 2017]

Il governo della Polonia – tramite il National Fund for Environmental Protection and Water Management (NFEP&WM) – ha deciso di finanziare con uno stanziamento di 500 milioni di złoty polacchi (circa 120 milioni di dollari) la costruzione, ammodernamento o ampliamento di impianti geotermici esistenti. L’intervento si inserisce all’interno di un piano di investimenti da 10 miliardi di złoty polacchi (circa 2,4 miliardi di dollari) volto a ripulire l’aria respirata dai cittadini polacchi, concentrando l’azione sulla promozione dell’innovazione nel contesto nazionale, sullo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e sul miglioramento della prestazione energetica degli edifici.

Secondo l’Air quality in Europe-2016 report diffuso dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), l’inquinamento atmosferico è «il più grande pericolo per la salute ambientale in Europa, con una conseguente minore qualità della vita a causa di malattie e una stima di 467.000 morti premature ogni anno». Un contesto dove la Polonia riveste suo malgrado un ruolo da primato: secondo i dati raccolti dall’OMS osservando le concentrazioni di Pm2.5, risultano polacche 33 delle 50 città europee con i più acuti livelli di inquinamento atmosferico.

Come noto (e come del resto accade anche in Italia) una delle più principali fonti dell’inquinamento atmosferico arriva infatti dal riscaldamento degli edifici, residenziali e non; per questo tra le varie fonti rinnovabili il governo polacco ha deciso di dedicare particolare attenzione allo sviluppo della risorsa geotermica, che tra le sue peculiarità ha quella di essere facilmente impiegabile per usi non elettrici.